adolf hitler

NELLA MENTE DEL FUHRER - HITLER ORGANIZZÒ L’ANSCHLUSS PER COPRIRE LA PROPRIA EBRAICITÀ E I TRASCORSI OMOSESSUALI? UNA RICERCA ALLO SCOPO DI TRACCIARE UN PROFILO PSICOLOGICO DEL DITTATORE VENNE COMMISSIONATA NEL 1943 ALLO PSICOLOGO DI HARVARD WALTER CHARLES LANGER: I RISULTATI RIVELARONO CHE…

Dino Messina per "lanostrastoria.corriere.it"

 

ciano mussolini hitler

La prossima settimana sarà in edicola un classico dell’analisi psicoanalitica applicata alla politica e alla guerra. Il suggestivo titolo di tale libro, edito dalla Gingko di Verona, è: “Viaggio al centro della mente di Adolf Hitler.”

 

Tale saggio venne completato nel 1944 da un gruppo di ricercatori, guidati dallo psicanalista Walter C. Langer, per conto del OSS, il predecessore della CIA e rimase top secret sino al 1968, anno in cui venne reso pubblico.

incontro tra magda schneider e hitler 3

 

Oggi può essere considerato un classico della storia del ‘profiling’ psicologico, in quanto fu uno dei primi tentativi di profilazione criminale di un politico vivente e gettò le basi per la nascita all’interno dell’FBI di una Unità di Analisi Comportamentale.

 

Tale ricerca fu commissionata nel 1943 a uno psicologo di Harvard di nome Walter Charles Langer, da parte dell’allora capo dell’OSS, il veterano di guerra e pluridecorato William Joseph Donovan, con lo scopo di tracciare un profilo psicologico di Hitler che servisse durante la Seconda Guerra Mondiale ai comandi alleati per capire la personalità del leader nazista e, eventualmente, per prevedere le sue mosse nell’immediato futuro.

 

incontro tra magda schneider e hitler 1

I risultati della ricerca furono consegnati all’OSS come rapporto top secret tra la fine del ’43 e gli inizi del ’44, dopo soli cinque mesi di lavoro, che richiese uno sforzo enorme di filtraggio e validazione del materiale, contraddittorio, conflittuale e poco affidabile, che circolava sul conto del dittatore tedesco. Non furono lesinati i mezzi ai ricercatori, ai quali venne permesso di intervistare dozzine di persone che avevano conosciuto Hitler da vicino ma che già si trovavano negli Stati Uniti e in Canada.

hitler

 

Walter C. Langer fu un brillante psicoanalista, dopo essersi laureato nel 1923 a Harvard, negli anni Trenta si era trasferito a Vienna. Qui aveva studiato con Anna Freud e aveva avuto modo d’instaurare uno stretto rapporto di tipo professionale con suo padre, Sigmund Freud.

 

Nel 1938 aveva accompagnato in Inghilterra il padre della psicoanalisi, dopo l’emanazione delle leggi razziali. Prima di essere chiamato alla OSS, Langer era stato un ricercatore a Cambridge, Massachusetts e uno studioso molto rispettato nella comunità psicoanalitica. Era figlio di recenti immigrati tedeschi in America e, Johanna Rockenbach, sua madre, era ebrea.

 

Langer cercò e ottenne la collaborazione di eminenti studiosi, come il grande psicologo Henry A. Murray, della Harvard Psychological Clinic, che aveva già preparato un documento per l’OSS dal titolo ‘‘Analisi della personalità di Hitler’’ (le cui conclusioni vennero poi per buona parte assorbite nella relazione di Langer); Ernest Kris della New School for Social Research; Bertram D. Lewin, del New York Psychoanalytic Institute, nonché altri ricercatori e, soprattutto, ex nazionalsocialisti insoddisfatti e personaggi in disaccordo con Hitler ma che lo avevano conosciuto da vicino.

hitler

 

Langer e i suoi colleghi ebbero la possibilità d’interrogare anche l’ex capo della polizia di Berlino e Stephanie Marie von Hohenlohe che si trovava in un campo di detenzione in Texas. La Principessa Hohenlohe era stata un’amica personale di Hitler, di Goering e di Ribbentrop e, dopo essere fuggita dalla Germania, si rifugiò in Inghilterra e in seguito a San Francisco, dove il governo degli Stati Uniti la mise sotto protezione. Roosevelt la descrisse come: ‘‘Estremamente intelligente e pericolosa’’ e, come spia, ‘‘peggio di diecimila uomini’.’

adolf hitler

 

Langer cita brevemente anche la questione rimasta tuttora irrisolta circa l’origine ebraica di Hitler, partendo dal fatto che suo padre, Alois, era figlio illegittimo di Maria Schicklgruber, la quale aveva lavorato come servitrice nella casa d’una ricca famiglia ebraica a Vienna e che fu poi licenziata in tronco dopo essere rimasta incinta, non si sa di chi, forse da un maschio di quella casata. Il padre di Adolf, Alois Hitler, era il figlio illegittimo di Maria Schicklgruber. Si suppone che il padre di Alois Hitler fosse un certo Johann Georg Hiedler, assistente di un mugnaio. Ma Alois non venne riconosciuto da Johann e portò il nome di sua madre fino all’età di trentanove anni, quando lo cambiò in Hitler e non in Hiedler.

 

hitler

Durante i suoi anni a Vienna, da giovane debosciato e scioperato, Hitler frequentò assiduamente degli ambienti ebraici e omosessuali. Il suo stesso padrino, scelto dal padre quando lavorava nella dogana di Braunau, fu un certo Prinz, un benestante ebreo che abitava a Vienna.

 

In seguito, egli sviluppò tutta la sua azione politica nel negare e nascondere, con inaudita violenza, quel suo ambiguo passato.

Un dettaglio poco considerato a livello della storiografia ufficiale, ma ritenuto accettabile da Langer, è che Hitler lanciò l’Anschluss sull’Austria dopo aver saputo che il cancelliere Dollfuss stava raccogliendo un dossier su di lui, ovvero sul suo essere per un quarto ebreo e sui suoi trascorsi omosessuali.

 

mussolini hitler

Sarebbe stato questo il fattore scatenante che lo spinse a far uccidere Dollfuss, incrinando la sua amicizia con Mussolini e poi annettere manu militari l’Austria al Reich tedesco. Un attacco tutto sommato superfluo, dato che la stragrande maggioranza degli austrici erano favorevoli all’unione e un referendum lo avrebbe certamente sanzionato. Hitler non riuscì ad ottenere i documenti in quel momento perché Dollfuss lo aveva nascosto ma avrebbe rivelato il nascondiglio a Schuschnigg, in modo che, nel caso fosse morto, l’indipendenza dell’Austria sarebbe rimasta comunque assicurata.

 

hitler

Langer predisse che Hitler sarebbe diventato sempre più nevrotico a mano a mano che le sorti della guerra sarebbero peggiorate. Le sue collere si sarebbero fatte più frequenti e intense. Egli avrebbe fatto meno apparizioni pubbliche e sarebbe diventato sempre più solitario. Aspettandosi la completa distruzione della Germania, avrebbe ordinato una politica di terra bruciata e infine si sarebbe suicidato.

 

La relazione di Walter C. Langer, pone giustamente il punto focale della seconda nascita di Adolf Hitler nel mese di novembre 1918, al Pasewalk Lazarett, dove si trovava ricoverato per una temporanea cecità causata dall’esposizione al gas mostarda. Ma al Langer sfuggì il fattore scatenante della sua rinascita e del suo cambio di personalità.

 

adolf hitler 8

Questo lo si deve alle sedute ipnotiche sperimentali tenute dal neurologo Edmund Robert Forster (1878-1933) durante le quali egli convinse quel piccolo caporale austriaco – per sollevarlo dalla depressione e dalla sua cecità isterica – di essere un profeta come Gesù e Maometto e che la sua missione sarebbe stata quella di guidare la Germania verso un millennio di gloria e di potenza.

 

Lo scrittore David Lewis ha raccontato questa straordinaria vicenda nel suo libro “The Man Who Invented Hitler. The Making of The Führer” uscito nel 2003. Vedere il suo vecchio paziente progredire in politica convinse il dottor Foster di aver creato un nuovo Frankenstein e ne parlò in giro. Incontrò, imprudentemente, un gruppo di scrittori e di giornalisti rifugiatisi a Parigi, nel 1933 – fra i quali stavano degli informatori – e mostrò le proprie note cliniche relative al suo vecchio paziente.

adolf hitler 7

 

Poco tempo dopo la moglie di Forster, Mila, una devota nazista, lo trovò suicidato nel bagno di casa, ma si trattò certamente d’una messinscena organizzata dalla Gestapo.

 

Angelo Paratico

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