evasione rebibbia

I TRE ALBANESI SCAPPATI DAL CARCERE DI REBIBBIA AVEVANO PREPARATO LA FUGA NEI DETTAGLI, SFRUTTANDO LA CARENZA DI CONTROLLI - HANNO LASCIATO DELLE SAGOME SULLE BRANDINE, LIMATO LE SBARRE E SONO FUGGITI CON LE LENZUOLA - L'ALLARME È SCATTATO MA QUALCUNO AVREBBE PENSATO A UN FALSO CONTATTO PER LA PIOGGIA

Rinaldo Frignani per “il Corriere della Sera”

 

EVASIONE DA REBIBBIAEVASIONE DA REBIBBIA

Se Clint Eastwood in «Fuga da Alcatraz» rubava molliche di pane dalla mensa del carcere per modellare una testa da mettere sulla sua brandina, loro avrebbero optato per bottiglie di plastica e cartoni per confezionare sagome umane da infilare sotto le coperte. Il momento più suggestivo di un' evasione da film.

 

Di sicuro i tre albanesi scappati mercoledì notte dal carcere di Rebibbia sotto un nubifragio avevano preparato la fuga nei minimi particolari, contando anche sulla carenza dei controlli. E su un altro punto: la prima occasione utile. Come l' arrivo di 38 detenuti trasferiti sui furgoni dal carcere marchigiano di Camerino danneggiato dal terremoto poche ore prima.

EVASIONE DA REBIBBIA - Ilir PereEVASIONE DA REBIBBIA - Ilir Pere

 

Un' operazione complessa che ha impegnato decine di agenti della Penitenziaria. Tesilvan Basho, detto «Tesi», 35 anni, Ilir Pere (40) e Mikel Hasanbelli (38), si sono messi subito all' opera per abbattere le sbarre della finestra - già segate -, smontare la spalliera di un letto da usare come gancio per una fune irrobustita da manici di scopa, piazzare le sagome sulle brande e coprire il buco con una maglietta.

 

EVASIONE DA REBIBBIA - Basho TesiEVASIONE DA REBIBBIA - Basho Tesi

Lasciata la cella 12 al pianterreno del reparto G9, i tre hanno percorso 200 metri, scavalcato il muro di cinta, corso per altri 400 metri, oltrepassato una recinzione e raggiunto la strada, passando da un vivaio. Erano quasi le tre, ora li cercano dappertutto. Come era accaduto per due evasi (poi ripresi) nel febbraio scorso. Un altro è stato bloccato in tempo proprio ieri a Regina Coeli. Basho è un ergastolano: nel 2008 a Torino ha ucciso due fidanzati romeni con 13 colpi di pistola, punendoli per aver fatto uno scherzo a una prostituta che sfruttava. Lo hanno preso in Olanda. Anche gli altri due sono «protettori», oltre che trafficanti di droga e armi: Pere ha un fine pena nel 2041, Hasanbelli (che avrebbe appoggi in Belgio) nel 2020.

EVASIONE DA REBIBBIA - Mikel Hasanbelli EVASIONE DA REBIBBIA - Mikel Hasanbelli

 

Sono pericolosi e per questo sull' evasione il Dipartimento dell' amministrazione penitenziaria è stato molto duro. Non solo rimproveri al personale di Rebibbia, ma provvedimenti disciplinari. «Gli allarmi funzionavano», spiegano dal Dap ribattendo alle accuse dei sindacati sugli impianti anti-scavalcamento disattivati e l' assenza di guardie sul muro.

 

EVASIONE DA REBIBBIAEVASIONE DA REBIBBIA

L' allerta è scattata ma qualcuno avrebbe pensato a un falso contatto per la pioggia. L'indagine interna però punta soprattutto a «verificare i compiti di controllo della sicurezza interna individualmente assegnati» - ovvero le ispezioni nelle celle, la battitura delle sbarre, prevista sei volte al giorno -, e la legittimità del trasferimento di Basho firmato da un funzionario del Provveditorato regionale: l' ergastolano aveva già tentato di fuggire dal carcere di Paola (Cosenza) e poi era stato spostato in quello di massima sicurezza di Viterbo. Si indaga per capire chi e perché lo abbia mandato a Rebibbia e nella cella di due connazionali.

EVASIONE DA REBIBBIAEVASIONE DA REBIBBIACORDA PER L'EVASIONE DA REBIBBIACORDA PER L'EVASIONE DA REBIBBIAEVASIONE DA REBIBBIAEVASIONE DA REBIBBIA

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