giovani disoccupati

NON È UN PAESE PER GIOVANI (E POI DICI CHE I CERVELLI FUGGONO) - I CONCORSI BEFFA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CHE PREMIANO I PIÙ ANZIANI: IN GRADUATORIA PER I 400 POSTI DA DIRETTORE RECORD A BOLOGNA, DOVE PASSA UN 73ENNE CON DECINE DI 60ENNI - SOLO UNA DOZZINA I 30ENNI - IL MOTIVO? I PUNTEGGI VALORIZZANO GLI ANNI DI SERVIZIO…

Andrea Bassi per "il Messaggero"

 

disoccupazione coronavirus disoccupati

Provate a immaginare questo. Un giovane laureato con il massimo dei voti, che dopo la laurea, non appagato, ha deciso di proseguire gli studi con una specializzazione. Immaginate che abbia vinto anche una borsa di ricerca e magari, nei ritagli di tempo, abbia partecipato anche a un master. Immaginate, insomma, che sia uno dei quei trentenni iper-formati che, a parole, ogni governo dice di voler trattenere in Italia evitando che vadano a cercar lavoro altrove perché nel loro Paese tutte le porte sono chiuse. Ora provate a immaginare che questo stesso ragazzo voglia entrare nella Pubblica amministrazione tentando un concorso.

 

FIERA DI ROMA CONCORSI

Del resto ogni volta che accende la Tv sente il ministro di turno che dice che i dipendenti pubblici sono troppo vecchi e bisogna fare spazio ai giovani nei ranghi dello Stato. Bene, ora prendete tutto ciò che avete immaginato e cancellatelo. Il duro risveglio alla realtà si intitola «Concorso pubblico, per titoli ed esame orale, su base distrettuale, per il reclutamento di complessive n. 400 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato per il profilo di Direttore, da inquadrare nell' Area funzionale Terza, Fascia economica F3, nei ruoli del personale del Ministero della giustizia Amministrazione giudiziaria».

 

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Titolo lungo in perfetto burocratese. Ma la traduzione potrebbe essere: non è un concorso per giovani. Detto al contrario, il primo bando di concorso per anziani. Al distretto di Bologna, 37 posti in palio, 332 gli ammessi, il candidato più avanti con l' età ha addirittura 73 anni. Il più giovane, ma è l' unico sotto i 40, ha 37 anni. A Roma, 54 posti disponibili, 481 ammessi all' orale, ci sono solo due 35enni, poi svariati 60enni, il più anziano dei quali ha 67 anni, l' età che, secondo la legge Fornero, dà diritto alla pensione.

 

A Potenza (9 posti disponibili) il più giovane candidato ammesso agli orali ha 46 anni, il più anziano 62 anni. A Reggio Calabria si oscilla tra i 45 e i 65 anni, a Brescia tra i 44 e i 65 anni; a Milano c' è un solo 37enne, molti cinquantenni, diversi 60enni. Il più anziano ha 65 anni. In tutta Italia è così. Su 3.900 candidati ammessi agli orali, nessuno ha meno di 30 anni, una dozzina hanno tra 30 e 40 anni, diverse decine superano i 60 anni, la maggior parte sono nella fascia di età a cavallo dei 50 anni.

FIERA DI ROMA CONCORSI

 

Non proprio uno svecchiamento in una Pubblica amministrazione in cui l' età media è di 50,7 anni e solo il 2,9% dei dipendenti pubblici ha meno di 30 anni. Alcuni dei candidati, se dovessero passare agli orali dopo la selezione fatta solo per titoli, si troverebbero ad essere assunti solo per pochi mesi prima di andare in pensione.

 

L' avvocato 73enne che ha passato la prima selezione a Bologna, nemmeno potrebbe essere immesso in ruolo avendo superato i 67 anni. Ma come è stata possibile questa follia? Tutto dipende dai criteri di selezione decisi dal bando del ministero guidato da grillino Alfonso Bonafede. Vediamoli. Una laurea con 110 e lode vale 5 punti. Un master universitario vale 1 punto, un diploma di specializzazione 3 punti, un dottorato di ricerca vale 4 punti.

DISOCCUPATO

 

IL MECCANISMO

Ma attenzione, la somma dei titoli post laurea non può superare i 7 punti. Come dire, il ragazzo laureato con 110 e lode e iper specializzato non potrà avere più di 12 punti. Cosa viene premiato allora? L' anzianità. Un dipendente del ministero della giustizia ha potuto contare su 4 punti per ogni anno di servizio tolti i primi cinque; un magistrato onorario su 3 punti per ogni anno di servizio sempre tolti i primi cinque; e così un avvocato iscritto all' ordine. Più sei avanti nell' età, più esperienza hai maturato, più punti ricevi.

 

«È l' esatto contrario della meritocrazia», dice Massimo Battaglia, segretario generale di Unsa-Confsal, che ha battezzato la selezione dei 400 direttori del ministero della giustizia «il concorso della vergogna». Si tratta, dice Battaglia, «di un' assurdità giuridica. Uno schiaffo ai comuni cittadini, magari all' operaio che ha lavorato e sudato per far studiare il proprio figlio che oggi non può concorrere a un posto da funzionario nella Pubblica amministrazione». E non è l' unico concorso che ha questo meccanismo.

FIERA DI ROMA CONCORSI

 

«C' è anche la selezione per 150 funzionari del ministero della giustizia, le cui graduatorie stanno per essere pubblicate, che ha le stesse regole», dice Giuseppe Cotruvo, esperto di didattica concorsuale, autore di diversi manuali di preparazione ai concorsi. «Diversi avvocati so che stanno preparando ricorso perché il bando ha profili di incostituzionalità», aggiunge Cotruvo. La Carta in effetti, dice che ad essere selezionati dovrebbero essere i più meritevoli, non i più anziani.

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