conclave

I CONTI NON TORNANO! CI SONO 15 CARDINALI DI TROPPO A QUESTO CONCLAVE CHE COSÌ NON VALE. I CARDINALI ELETTORI SONO 134, PIÙ ANGELO BECCIU CHE PENSA DI PARTECIPARVI: IN TUTTO SONO 135. UN NUMERO ECCESSIVO RISPETTO ALLA COSTITUZIONE APOSTOLICA VIGENTE SECONDO CUI “IL MASSIMO NUMERO DEI CARDINALI ELETTORI NON DEVE SUPERARE I 120”. CHE FARE? L'IPOTESI DI UNA MODIFICA DELIBERATA DAL COLLEGIO DEI CARDINALI - DUE PORPORELLE SONO PRONTE A DARE FORFAIT PER MOTIVI DI SALUTE. ED ESPLODE PURE IL CASO DELLE STANZE CHE A SANTA MARTA NON BASTANO AD OSPITARE TUTTI. MA NON SI PUÒ ANDARE ALTROVE...

Fosca Bincher per open.online - Estratti

cardinali

Papa Francesco non aveva fatto bene i conti, non prevedendo naturalmente la sua uscita di scena così improvvisa. Così al Conclave che si sta per aprire ci sono 134 cardinali elettori più il cardinale Angelo Becciu che pensa di parteciparvi. In tutto 135. Non solo il numero più grande che ci sia mai stato, ma anche eccessivo rispetto alla Costituzione apostolica vigente. Perché all’articolo 33 della “Romano pontifici eligendo” è scritto chiaro: «Il massimo numero dei Cardinali elettori non deve superare i 120». È imperativo, non c’è un piano B.

 

Sulla carta 15 cardinali elettori non potrebbero entrare in Conclave, perché altrimenti il rischio sarebbe quello di invalidare il voto finale rendendo inutile la scelta del nuovo Papa. All’articolo 34 della stessa Costituzione apostolica Paolo VI che la promulgò aggiunse: «dichiariamo nulli e invalidi i loro atti, che in qualunque modo tentassero temerariamente di modificare il sistema o il corpo elettorale». Non è pensabile però tirare a sorte e scegliere i 15 da escludere per rientrare nel numero massimo di 120. Perché la stessa Costituzione aggiunge: «Nessun Cardinale elettore potrà essere escluso dall’elezione, attiva e passiva, del Sommo Pontefice, a causa o col pretesto di qualunque scomunica, sospensione, interdetto o di altro impedimento ecclesiastico». Il problema è quindi grossissimo.

cardinali

 

Papa Francesco quando ha nominato più cardinali di quelli che avrebbero potuto votare al Conclave non ignorava affatto quel limite di 120. Semplicemente puntava sul fatto di restare al suo posto ancora un po’ di tempo. Dieci cardinali, infatti, sono nati nel 1945, ed entro la fine dell’anno avrebbero perso il diritto di voto. Il primo di loro, lo spagnolo Carlos Osoro Sierra, compirà 80 anni fra pochissimo, il 16 maggio. Dopo di lui a uscire dal numero degli elettori sarà il cardinale della Guinea, Robert Sarah (grande avversario di Bergoglio), che raggiungerà l’età fatidica il 15 giugno.

 

Il 4 luglio perderebbe il diritto di voto il polacco Stanislaw Rylko, e come lui altri sette fra fine luglio e dicembre. Entro maggio 2026 i cardinali con diritto di voto sarebbero scesi a 119, perché altri sei avrebbero compiuto 80 anni. Fra loro anche tre italiani: Mario Zennari, Fernando Filoni e Francesco Montenegro. Papa Francesco, quindi, pensava che ben presto quel problema di soprannumero si sarebbe risolto da solo, per altro facendo uscire di scena molte porpore a lui lontane per cultura e idee. Ma il destino ha complicato tutto.

la composizione del conclave

 

E ora? Sulla carta solo un Papa potrebbe modificare una Costituzione apostolica firmata da un Papa precedente. Ma si stanno consultando freneticamente i canonisti per avere il via libera a modificare quel tetto di 120, abolendolo senza indicarne un altro, con un motu proprio del collegio dei cardinali. È la sola strada percorribile.

 

 

Due cardinali pronti a dare forfait per motivi di salute, però non c’è da dormire per tutti

Non cambia molto nella sostanza, ma secondo le indiscrezioni che abbiamo raccolto nei Sacri palazzi due cardinali elettori avrebbero comunicato la loro rinuncia ad entrare in Conclave per motivi di salute.

 

conclave - film

Si tratterebbe del bosniaco Vinko Puljic, arcivescovo emerito di Sarajevo e del croato Josip Bozanic, arcivescovo emerito di Zagabria. Non risolvono il problema perché secondo le norme in ogni caso stando meglio potrebbero ritirare la loro rinuncia e prendere il loro posto anche a Conclave in corso. Ma potrebbero con la loro assenza dare una mano alla macchina organizzativa del Vaticano, che sta vivendo un altro dramma per l’abbondanza di elettori. Non c’è posto per tutti a Casa Santa Marta, che dall’inizio degli anni Novanta ha sempre ospitato tutti i cardinali nei giorni della clausura per scegliere il nuovo Papa.

 

cardinali

Nell’albergo ci sono al massimo 106 suite e 28 stanze singole, in tutto 134. Ma ora non ci sono nemmeno quelle, pur sfrattando temporaneamente dalla loro casa un buon numero di sacerdoti e suore che usavano la struttura come loro abitazione. Non è disponibile la stanza né dello scomparso Papa Francesco, né dei suoi principali collaboratori. Di fatto quasi tutto un piano della struttura alberghiera è stato sigillato e reso indisponibile fino all’elezione del nuovo Papa, come prevede il protocollo e le stanze che restano sarebbero appunto 120. Non era mai accaduto nemmeno questo, visto che tutti i Papi prima di Bergoglio hanno sempre abitato nel Palazzo Apostolico.

 

 

CAPPELLA SISTINA VENGONO PREDISPOSTE LE STUFE PER IL CONCLAVE

(...9 Ora bisogna trovare in fretta e furia una ventina di stanze, senza cercarle altrove perché i cardinali durante il Conclave devono stare insieme e in condizioni di assoluta sicurezza (le finestre sono chiuse e sigillate e le persiane giù in modo che nessuno possa vederli). Sono al lavoro gli architetti e gli ingegneri vaticani per dividere alcuni spazi comuni e un appartamento nella stessa struttura che può servire alla bisogna. E si studia come mettere in comunicazione isolandolo dal resto anche una parte di un edificio adiacente. Naturalmente è una corsa contro il tempo.

i cardinali nella cappella sistina 2013LARRIVO DEI CARDINALI PER IL CONCLAVE

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…