lavinia biagiotti

“I FIGLI NON SONO ARRIVATI. RIMPIANTI? TENDO A NON AVERNE” – IL SIRTAKI A FREGENE CON ANTHONY QUINN, LA MORTE DEL PADRE A 17 ANNI E LA GUIDA DELLA CASA DI MODA FONDATA DALLA NONNA. LAURA BIAGIOTTI: “UNO SCHIAFFONE? MAI PRESO. L’AMORE? L’HO TROVATO ALLO STADIO. VA AVANTI DA 23 ANNI, INFRAMMEZZATI DA PERIODI DI RIFLESSIONE ALLA FINE DEI QUALI CI RITROVIAMO PIÙ UNITI DI PRIMA. LA MODA? HO AVUTO LA TENTAZIONE DI SCEGLIERE MEDICINA PERÒ…”

Margherita De Bac per il “Corriere della Sera”

 

lavinia biagiotti 1

«Sono molto rigorosa anche su questo», allude all'attenzione con cui cerca di difendere se stessa e l'azienda dal Covid (fatica improba), Lavinia Biagiotti Cigna. Tamponi una volta a settimana a tutto lo staff, mascherina, gel igienizzanti posizionati in vari angoli del castello Marco Simone, a Guidonia, dove vive e manda avanti la casa di moda fondata da nonna Delia e coltivata con amore dalla mamma Laura assieme al marito Gianni Cigna. Quando è morta, cinque anni fa, è toccato a lei.

 

lavinia laura biagiotti

Ci accoglie scortata da Ryder, il randagetto finto Jack Russell, trovato sul campo di golf disteso attorno al maniero medievale («una pazzia diventata realtà»), dominato da una torre merlata. Prende il nome dalla «Ryder Cup», il torneo di golf dove si sfidano i 24 giocatori più forti del mondo (a Roma nel 2023).

 

Che infanzia ha avuto?

«Piena di amore, prove, esempi meravigliosi trasmessi da nonni e genitori».

 

Momenti difficili?

«La malattia dei miei ha generato un dolore che segna. Papà se ne è andato che avevo 17 anni. Mi vengono i brividi a raccontare quando mi dissero che aveva la leucemia. Mi fecero sedere nel salone dove ora siamo sedute e ascoltai in silenzio le loro parole, "insieme dobbiamo affrontare una grande prova, Lavinia" fu l'esordio. I medici gli avevano dato sei mesi di vita, è andato avanti sei anni, era il 26 agosto del 1996 quando morì. Lo accompagnavo a fare la chemio dal professor Mandelli. Era pieno di progetti. Io lo lasciavo e, quando tornavo in ufficio a riprenderlo, lo trovavo alle prese con giornali e riviste sottolineate».

lavinia biagiotti 3

 

Tanto dolore ma anche tanta bellezza.

«Una giovinezza stupenda, ispirata dal senso di responsabilità e consapevolezza, fin da subito, della preziosità di momenti accanto alle persone che ami».

 

In un'ala del castello è esposta la più grande collezione privata di Balla. In qualsiasi momento della giornata può ubriacarsi di meraviglie. Si sente una privilegiata?

«Non posso dire di no. Abito in questo luogo unico, immerso nella natura. Però so godere delle piccole cose, un bocciolo di rosa, un gelato con le amiche, gli animali. La felicità la devi saper cogliere anche così, non è fatta solo di grandi cose. C'è chi è circondato da amore e non se ne accorge. E allora a che serve?».

lavinia biagiotti 2

 

La prima immagine di Lavinia?

«Quando ho scoperto la luna piena. Non so se è un'immagine reale o creata da quello che mi hanno più volte raccontato. Ero a Fregene, piccolissima. Vidi quel disco d'oro in cielo, non volevo più andare a nanna. Ancora adesso, quando lo spettacolo è visibile, mi fermo incantata in giardino e non vorrei mai scollarmi da lì».

 

Nella villa a Fregene, anche quella ereditata da mamma Laura, lei partecipava alle celebri feste organizzate il 4 agosto, quando i suoi genitori compivano insieme gli anni. Un flash di quelle serate?

«Il valzer e il sirtaki ballato con Anthony Quinn».

 

lavinia biagiotti foto mezzelani gmt 037

E la ragazza «normale» cosa faceva?

«Dall'asilo al liceo sono andata a scuola al Marymount, in via Nomentana. Mi svegliavo senza fiatare ogni mattina alle 5.45. Fino in ultimo, durante il tragitto, in auto ripassavo la lezione. Mi chiamavano il soldatino. Non è normale questo? Ero brava, ma non secchiona. Alla maturità ho preso 60 su 60, esaminata dai prof del Tasso, il liceo più severo di Roma. Della mia classe passammo solo in 20 su 25. Mi sono iscritta a lettere alla Sapienza. Poi mi sono lasciata risucchiare dal lavoro, ma non è detto che abbia rinunciato per sempre».

 

È stata un'adolescente difficile?

LAURA LAVINIA BIAGIOTTI

«L'adolescenza non è mai facile. Avevo molta libertà e la utilizzavo con ragionevolezza. Mamma e papà mi chiedevano sempre "e tu che ne pensi"? La domanda mi è rimasta in testa, è servita a sviluppare il mio senso critico. Ho trascorso questa fase della vita col papà malato. Ci pensi due volte prima di avere un colpo di testa. Per farle capire com' ero, a 14 anni andai per la prima volta in vacanza da sola a casa di un'amichetta, in Sardegna. Il giorno dopo telefonai a casa per tornare a Fregene. Mi mancavano troppo e loro furono felici di riportarmi alla base».

 

Mai preso uno schiaffone?

francesco iovine lavinia biagiotti cigna

«No, rispettavo le regole. Non c'era bisogno di mettermi in castigo. Anzi, mi spronavano: vai!».

 

Il primo amore?

«Avevo 6 anni, giocavo con un bambino la cui tata era sorella di quella che stava con me. Era biondo e con gli occhi blu. Il principe azzurro».

 

È un principe azzurro anche Francesco Jovene, tuttora il suo compagno?

«L'ho conosciuto allo stadio. C'era Lazio-Juventus. Io laziale, lui juventino. Me ne innamorai subito. Avevo 14 anni, lui 7 di più. L'ho rivisto dopo 6 anni un'estate in Sardegna. Mi ha fatto faticare, non capitolava. Pensava al tennis, alla imminente laurea in giurisprudenza. Si divertiva a uscire con gli amici. Forse non voleva storie serie».

 

lavinia biagiotti maria grazia cucinotta e la figlia green carpet fashion award

Come lo ha accalappiato, infine?

«Allora ho agito sulla gelosia. Mi sono fatta vedere con un altro ed è bastato. Ci siamo incontrati al concorso di piazza di Siena, ognuno accompagnato dal rispettivo partner. Il giorno dopo ci siamo tornati. Insieme. Indossavo un vestito arancione e ogni anno, per il nostro anniversario, ne metto uno dello stesso colore. Va avanti da 23 anni, inframmezzati da periodi di... riflessione alla fine dei quali ci ritroviamo più uniti di prima».

 

Perché non vi siete sposati?

«Non so rispondere. Siamo diventati grandi insieme e ancora oggi siamo il pilastro l'uno dell'altra ma non lo scriva sennò Francesco si monta la testa. Eppure siamo ambedue molto religiosi, ogni domenica andiamo a messa. Boh, forse è perché ho sempre lavorato a ritmi vorticosi».

LAURA LAVINIA BIAGIOTTI

 

Cosa le piace di Francesco?

«La sua leggerezza e il fatto che le discussioni finiscono in risata. Come fossimo rimasti ragazzi».

 

Niente figli?

«Non sono arrivati, non dispero che possa succedere anche senza l'aiuto della scienza. Le donne possono procreare fino a 50 anni. La cicogna non ce li ha portati. Rimpianti? Tendo a non averne».

lavinia biagiotti francesco jovene 2

 

Lei è figlia unica. Avrebbe desiderato un fratello?

«In realtà ho quattro sorelle, nate dal precedente matrimonio di papà, alle quali voglio molto bene. Hanno vite diverse dalla mia, ci vediamo meno spesso di prima. Nei miei ricordi sono sempre esistite, non c'è stato un momento in cui le abbia scoperte. Ho avuto una famiglia molto inclusiva e non c'è stata gelosia».

 

lavinia biagiotti francesco jovene 1

Quali sono i suoi hobby?

«Balla, l'artista, e il ballo. È la mia passione, il mio allenamento. A suo tempo ho provato a prepararmi per la maratona, poi ho desistito. Tennis mai. Un po' di nuoto. Golf ogni tanto, nonostante le 18 buche a portata di mano. Così quando viene il mio istruttore Fabrizio e ci chiudiamo lì dentro (nella ex stalla, ndr ) mi scateno. La danza preferita è la rumba che si addice di più alla mia fisicità. Sono alta, come papà. Ogni tanto con me c'è anche Romina Power, grande amica. Per carità, non mi faccia dire chi è la migliore amica, sennò scoppia il finimondo».

LAURA E LAVINIA BIAGIOTTI

 

E l'arte?

«Mi piace molto l'arte contemporanea soprattutto il futurismo. Le opere di Balla ci vengono richieste in prestito per mostre all'estero. I quadri mi trasmettono energia, amo andare alle mostre. Poi c'è la lettura. Ho ereditato da mio nonno materno Giuseppe diecimila libri antichi, di pregio, ai quali ho aggiunto i miei. Ogni volta che vedo una libreria per strada mi ci barrico dentro. Il 12 settembre, in occasione della sfilata della nuova collezione, in Campidoglio, annunceremo il via al restauro della fontana della dea Roma».

 

LAURA E LAVINIA BIAGIOTTI

Ma prima di tutto vengono gli animali, ovviamente. Da quando ci siamo salutate Ryder, con i suoi occhi pieni di saggezza, l'ha seguita passo passo, tanto da sembrare lui, l'intervistato...

«Poi c'è Lucy adottata al canile di Guidonia. Pur di sbolognarla a una padrona amorevole, mi avevano assicurato che sarebbe rimasta piccola, invece è diventata una specie di golden retriever. Qualunque gatto randagio capiti da queste parti trova accoglienza e scodelle di croccantini. Poi laggiù - e indica i casali - vivono liberi cinque cavalli selvatici. Ho avuto una capretta che ha partorito 15 piccoli in due gestazioni. Da bambina fra giocattoli e animali preferivo questi ultimi. Però prima di tutto viene un'altra cosa».

lavinia biagiotti (2)

 

Cosa?

«L'amore per Roma, al contrario Amor. Un nostro profumo si chiama così, quello nella bottiglia che riprende una colonna del tempio»

Più mammona o papona?

«Ambedue».

 

I suoi slogan?

lavinia biagiotti (1)

«Uno è trascritto su questa targa in pelle, regalata a papà dal presidente americano Reagan: it can be done . Penso che non tutto si possa fare nella vita ma bisogna dare il massimo per provarci. Mamma invece mi ripeteva sempre che ogni giorno si deve ricominciare da una pagina bianca».

 

Da piccola sognava di fare proprio la stilista?

«Ho avuto la tentazione di scegliere Medicina però mi è sempre piaciuta l'idea di proseguire nella moda. Per me era come aprire una bottega in senso rinascimentale. Non sarebbe potuto accadere diversamente. Guardi questo grande tavolone bianco. Io mi sedevo qui a disegnare e all'altro lato c'era mamma che creava abiti e profumi».

 

lavinia biagiotti scala

Quale creazione Biagiotti sente sua?

«Il primo profumo lanciato da sola. Forever. La bottiglia rappresenta l'infinito».

lavinia biagiottiLavinia Biagiotti Laura e Lavinia Biagiotti Francesco Iovine e Lavinia Biagiotti laura e lavinia biagiottilavinia biagiotti lupo lanzarafrancesco iovine lavinia biagiotti

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....