bo guerreschi proteste contro sentenza su palpata breve giudice maria bonaventura

ORA I MAGISTRATI HANNO NEMICO IN PIU’: LE FEMMINISTE! NELLA BUFERA FINISCE LA GIUDICE MARIA BONAVENTURA. LA PRIMA VOLTA AVEVA FATTO SCANDALO ASSOLVENDO IL BIDELLO PERCHÉ LA PALPATA ALL'ALUNNA ERA DURATA SOLO 10 SECONDI, ORA C'È RICASCATA PERCHÉ LA VITTIMA DI UN ALTRO PALPEGGIATORE ERA “COMPLESSATA A CAUSA DEL PESO” - LA PRESIDENTE DELLA ONLUS CHE SI OCCUPA DI VIOLENZE DI GENERE, BO GUERRESCHI, CHIAMA A RACCOLTA LE FEMMINISTE: “QUESTA È LA STESSA GIUDICE CHE PRESIEDE IL COLLEGIO DEL PROCESSO PER LO STUPRO DI CAPODANNO A PRIMAVALLE IN CUI NOI DIFENDIAMO LA VITTIMA, ABUSATA DA 5 GIOVANI. FINIRÀ CHE...”

1 - "MOLESTATA? NO, VITTIMA DEI SUOI COMPLESSI"

Estratto dell'articolo di Paolo Russo per “la Stampa”

palpata

 

La prima volta aveva fatto scandalo assolvendo il bidello dall'accusa di molestie sessuali perché la palpeggiata all'alunna era duratura soltanto 10 secondi, ora c'è ricascata perché la vittima di un altro palpeggiatore era «complessata a causa del peso».

Due sentenze a dir poco controverse e un'unica firma, quella della giudice Maria Bonaventura, presidente di sezione al Tribunale di Roma.

 

Stavolta l'accusa di molestie sessuali è partita da una donna, dipendente di un museo della Capitale, che sarebbe anche lei stata palpeggiata da un suo dirigente. In questo caso nessuno ha cronometrato la palpata, ma la giudice ha comunque assolto l'imputato scrivendo nel dispositivo della sentenza: «non si può escludere che la parte lesa, probabilmente mossa dai complessi di natura psicologica (segnatamente il peso) abbia rivisitato inconsciamente l'atteggiamento dell'imputato nei suoi confronti fino al punto di ritenersi aggredita fisicamente».

 

protesta contro sentenza su palpata breve

Insomma la donna si sarebbe alla fin fine inventato tutto perché vittima di complessi legati alla propria obesità. C'è da dire che i musei capitolini hanno subito allontanato il direttore, ma in tribunale è stato tutto un minimizzare da parte delle colleghe, che hanno ridimensionato i fatti dipingendo l'imputato come uno che ama lo scherzo, il gioco. Insomma, la solidarietà tra donne in questo caso non si è vista. Ma non è la prima volta che accade quando a testimoniare è chi nel proprio lavoro dipende dall'imputato. Che tornerà però in tribunale, giacché la procura ha presentato ricorso.

 

(...)

 

2 - INTERVISTA A BO GUERRESCHI: “FERMATE LE GIUDICI DELLO STUPRO DI CAPODANNO SONO CONTRO LE DONNE”

Estratto dell'articolodi Romina Marceca per “la Repubblica”

 

bo guerreschi

Sentenze scritte da giudici donne e «in cui le donne non vengono credute e ridotte quasi a imputate. Siamo oltre il diritto, si sta riducendo a coriandoli il Codice Rosso. Poi non lamentiamoci quando le denunce diminuiscono». Bo Guerreschi, la presidente della onlus “bon’t worry” che si occupa di violenze di genere, tra le mani rigira le decisioni emesse dalla quinta sezione collegiale del tribunale di Roma, presieduta da Maria Bonaventura. Tra queste, quella del bidello assolto per “palpeggiamento breve”.

 

È infuriata: «Chiedo l’intervento del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Spero che a breve invii gli ispettori, questi verdetti lasciano senza parole e mi fanno pensare che lottiamo per qualcosa che la giustizia ci nega». L’attivista interviene sulle polemiche rilanciate anche dal New York Times perché «questo è lo stesso collegio del processo per lo stupro di Capodanno 2021 in cui noi difendiamo la vittima, abusata da cinque giovani. Finirà che sarà giudicata come una poco di buono».

 

Lei sostiene che il collegio ha “punito” la vostra assistita. Cosa è accaduto?

STUPRO CAPODANNO PRIMAVALLE

«Il 22 maggio Bianca (nome di fantasia, ndr ) è stata ascoltata per la prima volta in aula come testimone. Era stato richiesto, e accolto dal tribunale, che Bianca accedesse all’aula Aurora. Si tratta di un luogo protetto dentro il tribunale che permette alle vittime di essere interrogate senza lo stress di stare davanti ai giudici e agli imputati ».

stupro di capodanno nella villetta di primavalle

 

Ma non è andata così.

«La difesa dell’unico imputato, Patrizio Ranieri, ha prodotto un’intervista rilasciata da Bianca a Repubblica e ha chiesto di sentire la vittima in aula. Non c’erano più esigenze di protezione, secondo l’avvocata di Ranieri. E la presidente ha detto, riferendosi all’articolo: «È inaccettabile, va bene». E ha revocato la sala. Bianca ha subito cinque ore di interrogatorio incrociando il suo violentatore, ha avuto diritto a una sola pausa per un bicchiere d’acqua. La presidente le ha anche vietato di parlare con il nostro difensore. Un trattamento assurdo».

 

Vi siete opposti?

«Certo, ma l’opposizione è stata rigettata. Bianca ha pagato perché si è permessa di esprimere su un giornale cosa ha vissuto in questi anni sulla sua pelle. Adesso fremo ».

 

Perché?

molestie

«Aspetto di essere sentita per rispondere a questo tribunale. Le sentenze che sto leggendo mi preoccupano molto. Sono orribili, non si possono accettare, sono indegne. Stiamo tornando indietro di decenni. Il messaggio che si trasmette è che le donne devono essere tolleranti. Noi abbiamo 1.300 casi e lo stupro di Primavalle aspetta giustizia da quasi 4 anni. Spero la ottenga».

 

(...)

Lei ha deciso di proporre una chiamata alle armi di tutte le associazioni che si occupano di donne.

«È il momento di fare fronte comune. A fine settembre organizzeremo un summit in cui chiedo a tutte le associazioni di partecipare ma anche a magistrati e forze dell’ordine. Il Codice Rosso va riformulato da chi vive tutti i giorni nei tribunali e conosce difficoltà e vicende da vicino. E può proporre soluzioni concrete e attuabili».

STUPRO DI CAPODANNO A ROMA - LA FESTA NELLA VILLA DI PRIMAVALLE

protesta femministe contro decisioni giudice maria bonaventura

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