migranti andalusia

NON SOLO LAMPEDUSA - I MIGRANTI IN PARTENZA DALL’AFRICA SFIDANO LO STRETTO DI GIBILTERRA PER APPRODARE ANDALUSIA CON I CANOTTI A REMI - È LA ROTTA ALTERNATIVA A QUELLA ITALIANA: NEL 2017 GLI SBARCHI  SONO RADDOPPIATI E SOLO A GIUGNO SONO ARRIVATI 1900 DISPERATI DA GUINEA, COSTA D' AVORIO, GAMBIA E CAMERUN

Niccolò Zancan per “la Stampa”

 

MIGRANTI IN ANDALUSIAMIGRANTI IN ANDALUSIA

Non vedi altro che mare. Luce. Riflessi argentati a perdita d' occhio. Raffiche di vento a 70 chilometri all' ora spazzano il cielo. Ma c'è qualcosa, laggiù, fra le onde. Latitudine Nord, 35 gradi, 15.970. Quando l'elicottero della Sociedad de Salvamento e Seguridad Marítima si abbassa, il pilota nota una macchia sfuggita a tutti i radar. Non è una barca. Nemmeno un gommone.

 

Bisogna arrivare a bassa quota per mettere a fuoco quell' oggetto non identificato. È un canotto da bambini verde e giallo. A bordo ci sono dodici migranti sbattuti dalla corrente. Stanno cercando di raggiungere l'Europa a remi. Questo è il paradiso dei surfisti e dei pescatori di tonni. Il mare dove finisce il continente, l' estremo lembo sud-occidentale dell'Unione Europea. Le coste africane si stagliano nitide all' orizzonte.

 

Quello è il Marocco, la città di Tangeri. Ma qui siamo ancora in Spagna, Andalusia, turisti, case bianche, piscine e spiagge affollate. «Ti sembra di poter arrivare da questa parte con un semplice salto», dice con un sorriso triste Adolfo Serrano Solìs, il capo della centrale operativa della guardia costiera di Tarifa. «Ma non è così. È un mare molto insidioso. Fortissime correnti si formano dove il Mediterraneo e l' Atlantico si incontrano, subito dopo lo stretto di Gibilterra. Ieri la motovedetta ha recuperato il cadavere di un ragazzo africano. Non sappiamo niente di lui».

 

MIGRANTI IN ANDALUSIAMIGRANTI IN ANDALUSIA

Per la prima volta, questo tratto di mare sta diventando anche il mare dei migranti. Gli sbarchi in Spagna nel 2017 sono più che raddoppiati rispetto al 2016. Non tentano solo di saltare le cancellate che difendono le enclave spagnole in terra d' Africa di Ceuta e Melilla. Adesso cercano di arrivare direttamente sulle coste. Forse si sta aprendo una rotta alternativa a quella che dalla Libia porta in Italia. Dieci giorni fa, un gommone con 52 migranti è rimasto schiacciato sotto il peso di un' onda enorme. Solo tre persone sono state tratte in salvo.

 

L'agenzia dell' Onu per i rifugiati ha definito quanto accaduto «la peggiore tragedia nel Mediterraneo spagnolo negli ultimi dieci anni». Quando Adolfo Serrano Solìs ha messo piede per la prima volta nella centrale operativa di Tarifa, che della collina domina il canale, era il 1995. Quell'anno i migranti sbarcati in questo tratto di costa erano stati 62. Oggi siamo già a quota 2326. Quasi 7 mila in tutta la Spagna.

MIGRANTI SBARCANO IN ANDALUSIAMIGRANTI SBARCANO IN ANDALUSIA

 

Più di quanti ne erano arrivati nell' intero 2016. Anche il New York Times ha notato questa nuova tendenza: «A giugno, 1900 migranti, la maggior parte di loro giovani dalla Guinea, dalla Costa d' Avorio, dal Gambia e dal Camerun, hanno raggiunto le coste dell' Andalusia, quadruplicando il dati dello stesso mese del 2016».

 

«È un fatto nuovo» dice il signor Solìs osservando il mare dalla centrale radio.

«Ma quando sono molto stressato per il mio lavoro, penso ai problemi che avete in Italia. Qui la situazione, per fortuna, è ancora molto diversa. Assistiamo a due generi di tentativi. Ragazzi dell' Africa subshariana stanno prendendo il mare su barchette gonfiabili e canoe in direzione della Spagna. L' altra grande novità sono i viaggi tentati dai ragazzi marocchini. È un boom di partenze.

 

MIGRANTI 1MIGRANTI 1

Spesso si imbarcano dalle spiagge della costa atlantica e puntano il faro di Capo Trafalgar. Servono dieci ore di navigazione. Salpano di notte per non essere intercettati dalla guardia costiera marocchina, dai nostri mezzi e da nessun altro». Non facile, in un tratto di mare che conta il passaggio di più di 100 mila navi commerciali all' anno.

Eppure, la notte di sabato scorso, sono arrivati quasi davanti alla spiaggia di Barbate. Al porto i marinai stavano lavorando i tonni. Un peschereccio ha lanciato l' allarme. Le motovedette sono partite Erano due piccole barche di legno, con dentro 154 migranti marocchini.

 

MIGRANTIMIGRANTI

Quando sono stati intercettati, molti sono scoppiati a piangere. E non erano lacrime di felicità. «Sapevano che li avremmo rifocillati» racconta Ivan Lima, il medico della Croce Rossa intervenuto al porto. «Ma sapevano anche che li avremmo rimpatriati entro 48 ore». Il loro sogno era sbarcare e scappare dalla Spagna, restando invisibili per tutto il tempo. «Sono stati rispediti indietro, ma ritenteranno», dice un poliziotto della Guardia Civil.

 

«Invece di andare subito in Libia, un posto ormai temuto da tutti, provano prima da qui», dice Helena Maleno Garzon della Ong Caminando Fronteras. «È una rotta più breve, più economica. Giudicata meno pericolosa. Ma oltre ai migranti dell' area subsahariana, si aggiungono molti ragazzi marocchini che scappano della regione del Rif, dove sono in corso proteste come non si vedano da 50 anni. Anche questo è una novità. E poi, ci sono diversi gruppi di algerini che cercano l' Europa. Ne abbiamo soccorsi alcuni alle Isole Baleari». I prezzi dei trafficanti sono scesi fino a 900 euro a passaggio.

MIGRANTIMIGRANTI

 

Oggi lungo la costa di Barbate il termometro segna 43 gradi, tira un vento bollente da est. Le spiagge sono piene di appassionati di kitesurf e turisti inglesi. Il tabloid Sun ha subito lanciato l' allarme con la consueta moderazione: «Migranti fra i turisti scioccati che fra di loro ci possano essere terroristi dell' Isis». Eppure, potete chiedere a chiunque. Nei bar e al mercato della «Vecchia eroica Ciudad di Tarifa». Nonostante l' incremento degli sbarchi, nessuno ha mai visto un migrante in spiaggia. Per il semplice fatto che non gli fanno mettere nemmeno un piede a terra.

migranti nel mediteraneomigranti nel mediteraneo

 

C' è la vecchia garrita sull' isola De Las Palomas. Zona militare, divieto d' accesso. Lì vengono tenuti i marocchini in attesa del rimpatrio entro 48 ore, come previsto dall' accordo fra i rispettivi governi. Mentre tutti i richiedenti asilo vengono immediatamente smistasti nei centri di identificazione. Ad esempio, quello di Algeciras. Chiuso come una prigione. Senza nulla. Dove si può essere trattenuti fino ad un massimo di 60 giorni. Sono lì, in questo momento, i dodici migranti del canotto verde e giallo. È l' approccio spagnolo al fenomeno.

 

All' improvviso si è alza una nebbia spessa dal mare. Al bar «El Mirador del Estrecho» i turisti scattano foto alla terra africana che spunta dalla foschia come un miraggio. «Quanto è bella, come è vicina», dicono due turiste inglesi. Nel giro di un' ora un traghetto della compagnia HSC Tarifa Jet, tutto coperto, le porterà dall' altra parte.

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