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I NUMERI NON MENTONO: IL 70% DEI RICOVERATI IN TERAPIA INTENSIVA PER COVID NON È VACCINATO E L’ETÀ MEDIA DEI NO VAX IN RIANIMAZIONE È PIÙ BASSA –  IN AUMENTO ANCHE LA PERCENTUALE DEI RICOVERI DI BAMBINI NON VACCINATI, SALITA AL 96%, DI CUI LA METÀ HA ALMENO UN GENITORE NON VACCINATO - SE NON SI ARRESTANO I CONTAGI, FRIULI, VENETO, LIGURIA E CALABRIA A GENNAIO POTREBBERO PASSARE IN ARANCIONE…

terapia intensiva covid 1

 

1. IL 70% DEI RICOVERATI IN TERAPIA INTENSIVA PER COVID NON È VACCINATO

Valentina Arcovio per "il Messaggero"

 

Vaccinati vs non vaccinati, i numeri non mentono: al 21 dicembre il 70 per cento dei ricoverati nei reparti di Terapia intensiva Covid non si è sottoposto alla vaccinazione. E rispetto ai vaccinati finiti in rianimazione, i no vax sono nettamente più giovani. 

 

terapia intensiva covid 2

Basta pensare che il paziente no vax con l'età più bassa finito in terapia intensiva ha 21 anni, mentre tra i vaccinati il più piccolo d'età ha 37 anni. Non dà spazio ad alcun equivoco la foto scattata dall'ultimo report degli ospedali sentinella della Federazione italiana Aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), la cui rilevazione riguarda 21 strutture sanitarie ospedaliere in tutto il paese. 

terapia intensiva covid 3

 

DOPPIO BINARIO 

«Siamo di fronte a due epidemie: una che corre e riguarda i no vax che finiscono in rianimazione e sviluppano forme gravi della malattia da Covid; una più lenta che coinvolge i vaccinati, per lo più persone di età avanzata e con gravi patologie pregresse, e che non hanno ancora fatto la terza dose», commenta il presidente Fiaso, Giovanni Migliore. «Questo evidenzia ancora di più l'importanza della vaccinazione nella protezione dalla malattia e in particolare l'anticipazione della terza dose per i fragili». 

 

terapia intensiva covid 4

In alcuni ospedali la prevalenza dei no vax in terapia intensiva risulta ancora più evidente. Nell'Unità di Rianimazione dell'Umberto I di Roma, ad esempio, ben 9 pazienti in terapia intensiva su 10 non sono vaccinati. E la stragrande maggioranza dei pazienti vaccinati finiti in terapia intensiva non ha fatto la terza dose. Più precisamente, il report della Fiaso riferisce che tra i vaccinati l'88 per cento ha completato il ciclo vaccinale con 2 dosi da oltre 4 mesi e non ha eseguito la dose «booster». 

 

terapia intensiva 1

I medici del reparto di Terapia intensiva del Niguarda di Milano riferiscono che i pazienti vaccinati hanno ricevuto nella stragrande maggioranza dei casi la vaccinazione a maggio o la terza dose da meno di una settimana, quando cioè la vaccinazione non ha avuto ancora il tempo di fare effetto. Sono quindi pazienti colpiti in una sorta di finestra di vulnerabilità. 

 

Mancata vaccinazione e ritardi nella somministrazione della terza dose potrebbero quindi far schizzare ulteriormente i tassi di ricovero nei reparti di terapia intensiva, mettendo ancora una volta in ginocchio gli ospedali. E la situazione non è destinata a migliorare. 

 

terapia intensiva

Secondo Alessandro Vergallo, presidente dell'Associazione Anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi), in base all'attuale trend dei contagi e dei ricoveri, «nelle prossime 2-3 settimane ci aspettiamo un aumento del 70% dei posti letto occupati in intensiva da malati Covid, raggiungendo così circa 1700 pazienti». 

 

Anziano in terapia intensiva 3

Attualmente, ha sottolineato il presidente, «sono circa 1000 i posti di terapia intensiva occupati da pazienti Covid su circa 9mila posti presenti in Italia, dunque siamo al 10% circa di occupazione, ovvero alla soglia limite». 

 

«Non si può pensare di aumentare i posti letto ospedalieri in modo massiccio in vista di un peggioramento dell'epidemia, perché mancano i medici che possano occuparsi delle terapie intensive a causa della cronica carenza di organico», ha concluso Vergallo. Ma la differenza tra pazienti vaccinati e non vaccinati non è solo evidente nei reparti di terapia intensiva. 

 

covid tra i bambini

MINORI 

Secondo il report di Fiaso, l'incremento dei non vaccinati nei ricoveri ordinari, rispetto alla rilevazione precedente, è del 16,7 per cento mentre diminuiscono del 2 per cento i vaccinati ricoverati. Tra i non vaccinati raddoppiano anche i bambini, tutti non vaccinati: la percentuale di ricoveri pediatrici sale del 96 per cento e tra i piccoli pazienti la metà ha genitori non vaccinati. 

 

TERAPIA INTENSIVA CORONAVIRUS

Netta la differenza di età fra vaccinati e non: i primi hanno in media 73 anni, i secondi 63 anni ovvero 10 anni in meno. Maggiori anche le comorbidità fra i vaccinati (73 per cento), fra i non vaccinati, invece, il 50 per cento dei ricoverati non soffriva di altre patologie.

 

TERAPIA INTENSIVA CORONAVIRUS

2. RADDOPPIANO I BAMBINI RICOVERATI IN OSPEDALE

Patricia Tagliaferri per "il Giornale"

 

Con i casi in costante aumento, che ieri hanno superato quota 36mila, spinti dalla nuova variante, e i contagi che si moltiplicano tra i bambini come mai prima d'ora, l'Italia si prepara a vivere un Natale in allerta. Altre regioni sono destinate a passare in giallo, oltre al Veneto, il Friuli Venezia Giulia, le province di Bolzano e Trento, la Liguria, le Marche e la Calabria. E se non si arrestano i contagi Friuli, Veneto, Liguria e Calabria a gennaio potrebbe passare in arancione. 

CORONAVIRUS - TERAPIA INTENSIVA

 

Nell'ultimo bollettino si registra un nuovo balzo delle infezioni (36.293) e la crescita dei ricoveri ordinari, 163 in più per un totale di 8.544. I morti sono stati 146, mentre sono in lieve calo (-2) le terapie intensive, dove i letti occupati sono 1.010, con una crescita del 5% nell'ultima settimana e una netta prevalenza dei no vax, che sono il 70% dei ricoverati e per lo più giovani. 

 

COVID BAMBINI

Anche nei reparti ordinari, secondo l'ultimo report degli ospedali sentinella di Fiaso (che si riferisce alla rilevazione effettuata il 21 dicembre in 21 strutture sanitarie e 4 ospedali pediatrici) si è registrato un incremento del 16,7% dei non vaccinati, mentre gli immunizzati sono diminuiti del 2%, a conferma che è un'epidemia a due velocità. Tra i non vaccinati è da registrare il raddoppio della percentuale dei ricoveri pediatrici, salita al 96%. Il 49% dei piccoli pazienti ha un genitore non vaccinato e ben il 38% sia il papà che la mamma. 

 

bambine mascherina covid

Si tratta di bambini molto piccoli: il 69% non ha più di 4 anni. «Il report degli ospedali sentinella - commenta il presidente Fiaso, Giovanni Migliore - evidenzia come anche i minori possano essere colpiti dal virus e finire in ospedale: per chi ha più di 5 anni è necessario vaccinarsi, per i bambini fino a 4 anni, invece, l'unica protezione che possiamo offrire è quella di chili circonda e in particolare dei genitori. Vaccinarsi significa proteggere se stessi e gli altri». 

 

varianti covid tra i minori

In molte regioni si sono registrati picchi di contagio e quelle che hanno i reparti ospedalieri vicino alla soglia critica si preparano al passaggio di fascia, non appena sarà pubblicato il monitoraggio dell'Iss. Il Piemonte, con i 3.290 casi di ieri e l'occupazione dei posti letto e delle terapie intensive al limite, dovrebbe passare in giallo da lunedì. Intanto il presidente della Regione, Alberto Cirio, è pronto a firmare un'ordinanza che anticipa a domani l'obbligo di mascherina all'aperto per cercare di mettere in sicurezza le festività. 

 

coronavirus terapia intensiva

Le altre disposizioni previste dalla zona gialla, comprese quelle relative ai ristoranti e agli impianti di sci, entreranno in vigore soltanto con l'ingresso del Piemonte nella nuova fascia. Il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, prevede invece che la sua regione al momento non cambierà colore. «Ma visto che questo virus riserva spesso sorprese negative è bene usare la massima cautela», dice. 

 

coronavirus terapia intensiva 1

In bilico anche l'Emilia Romagna. «Finora siamo ancora sotto la soglia per la zona gialla, che dipenderà dalla quantità di contagi che ci sarà con la nuova variante ma anche dalla velocità con cui vaccineremo», spiega l'assessore alla Salute, Raffaele Donini. Nella regione la saturazione dei reparti di terapia intensiva e di quelli ordinari è al 12%, dunque sopra il livello di guardia nel primo e sotto nel secondo. 

coronavirus terapia intensiva 4

 

Con i dati di oggi si saprà se anche la Lombardia, che ha superato la soglia del 10% nelle intensive ed è quasi al limite di quella dei ricoveri ordinari, è destinata a passare in giallo. Intanto ieri si sono registrati 10.569 positivi. Un numero record per la regione: solo nel novembre dello scorso anno si erano registrati numeri più alti. In giallo, verso fino anno, anche Lazio e Sicilia.

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