pulcinella

I SEGRETI DI PULCINELLA RACCONTATI DA PAOLO ISOTTA - È UNA MASCHERA COSÌ ARCAICA DA AVERE ORIGINI PREINDOEUROPEE. DERIVA DA UN TOTEM ANIMALE, IL PULCINO: I SUOI CARATTERI SONO LA PERPETUA FAME, L'AMBIGUITÀ SESSUALE E L'ESTREMA SCURRILITÀ - LA SUA REINCARNAZIONE È SARCHIAPONE, IL CUI NOME È MUTUATO DALLA DIAVOLERIA COMICA

Paolo Isotta per “Libero quotidiano”

 

Paolo Isotta con il libro

Il mio articolo sul solstizio d'inverno e sulla rinascita del Sole trattava dell' origine della festa del Natale come frutto di un sincretismo fra il profetismo ebraico e il culto del Sole Invitto, la festa del quale l'imperatore Aureliano aveva fissato il 25 dicembre. Un dio che riassume e simboleggia l'intero pantheon. Fusione creata dalla genialità del cattolicesimo. L'articolo si chiudeva con l'auspicio di affrontare il tema del Natale napoletano, visto che una delle sue celebrazioni vede in scena un' incarnazione di Pulcinella chiamata Sarchiapone.

 

Pulcinella è una maschera così arcaica da avere origini preindoeuropee. Deriva da un totem animale, il pulcino: i suoi caratteri sono la perpetua fame, l' ambiguità sessuale e l' estrema scurrilità. Nella Roma arcaica, come attesta, fra l' altro, Virgilio, culti agresti festivi contenevano rustici canti e danze e rappresentazioni comiche, con parti che a noi apparirebbero oscene. Maschere venivano attaccate ai rami degli alberi. Anche quella di Totò in parte ne sorge; e infatti uno dei suoi più strepitosi "numeri" è l' imitazione della gallina, madre del pulcino.

 

PULCINELLA

Totò è antichissimo, viene dal Fescennino e dall'Atellana, da un lato, da Aristofane, dall' altro. Le farse della Roma antica, onde scaturisce poi la somma Commedia classica di Plauto e Terenzio, derivano da questi culti. Commedia e farse rinascono nel Medio Evo, e non in opposizione al cattolicesimo, dal suo seno. Le Sacre Rappresentazioni, sia per il Natale che per la Passione, contenevano parti comiche recitate sul sagrato, pur esse contenenti battute licenziose, e canzoni e giuochi di prestigio.

 

Il vocabolo giullare, poi trascorso a significare il folle che può permettersi di dire la verità, deriva appunto da joculator, quello che danzava, cantava ed eseguiva i giuochi in queste feste: in francese medioevale jongleur. Il pazzo che può infrangere il divieto della verità è a volte Pulcinella, a volte Sarchiapone, a volte Totò. Le sue più sublimi rappresentazioni tragiche sono il Folle del Re Lear di Shakespeare e il Ciampa del Berretto a sonagli di Pirandello.

 

LA DIAVOLERIA COMICA

PULCINELLA BOZZETTO

Reincarnazione di Pulcinella è, ripeto, Sarchiapone. Il nome è mutuato dalla diavoleria comica; un' altra grande maschera italiana, Arlecchino, è l' adattamento addolcito di un diavolo in forma di gatto. Sarchiapone, gobbo (come Pulcinella e come sarà il tragico buffone Rigoletto di Verdi), sciancato e allocco, dotato d' una crudeltà che ricorda le origini arcaicissime della maschera, partecipa alla Cantata dei Pastori. Questa Sacra Rappresentazione, del 1698, si deve al sacerdote palermitano divenuto napoletano Andrea Perrucci.

 

La Cantata è il più fortunato esempio di teatro gesuitico, quello principiato per le vie delle città, col fine di evangelizzare un popolo, e una plebe, rimasti fondamentalmente pagani. Il Verbo humanato tra l' Ombre (tale il titolo autentico) è il tema di tale teatro natalizio, colle peregrinazioni di Maria e Giuseppe alla ricerca di un ricovero per dar luce al Salvatore, e le potenze dell' Inferno che cercano d' impedire l' incarnazione, o almeno il parto, o almeno di disturbar quanto possibile tale parto.

PULCINELLA 6

 

La coppia santa, l' Angelo che li accompagna, Lucifero e l' altro diavolo Asmodeo, si esprimono in pura favella tosca e stile aulico, pieno di latinismi. La geniale trovata gesuitica consiste nel mescolare alla vicenda, per renderla attraente al genere di spettatori ai quali è diretta, due personaggi comici che, improvvisando sopra uno schema dato, parlano in napoletano pretto: maschere arieggianti la Commedia dell' Arte: Razzullo e Sarchiapone. Sono popolani napoletani catapultati nella Palestina di Augusto. E che Sarchiapone sia Pulcinella vediamo anche da ciò: come il suo compagno, la sua ossessione è la fame.

 

Ho detto di Pulcinella, di Commedia dell' Arte: ma non solo.

Colla loro continua e geniale fantasia verbale, fatta di equivoci lessicali, e vocaboli e verbi di nuovo conio, i due personaggi si palesano anche una reincarnazione aristofanesca e plautina. Non del Plauto il quale, fantasia verbale a parte, mette nei Captivi in scena una certa borghesia della Roma repubblicana: il Plauto delle origini atellane e fescennine: e lo mostra anche il continuo ricorso, nei dialoghi dei due, a oscenità e coprolalia. Bisogna vedere questo capolavoro nell' interpretazione del grande Peppe Barra, il quale ogni anno lo riprende durante le feste.

 

PULCINELLA

L' invenzione verbale ricorda come la Cantata dei Pastori sia coeva del Pentamerone di Giovan Battista Basile, la più bella raccolta europea di favole, e, in certi "numeri", lo arieggi non poco: per esempio, quello, delizioso della taverna della quale l' oste è uno dei diavoli. Perché, com' è ovvio, dello spettacolo fan parte anche diavoli buffi.

 

LE GUARRATTELLE

Diavoli buffi lottano con Pulcinella negli spettacoli di marionette (detti guarrattelle), quei teatrini ambulanti che ancora c' erano all' epoca della mia infanzia. La plebe temeva il Demonio non in quanto incarnazione del principio metafisico del Male (il grande interrogativo teologico di Agostino di Ippona), ma come potenza in grado di arrecare danno alla vita quotidiana, di gettare su di essa la mala sorte. Ora, l'esorcizzare il Demonio, o i piccoli demonî attraverso il riso, è quanto di più pagano vi sia.

Ettore Petrolini fa Pulcinella Dal piacere alla dolce vita Roma Borgna Debenedetti MOndadori

 

Addirittura La Cantata dei pastori riesce a esser paganamente blasfema. Razzullo e Sarchiapone hanno rubato un cestino di cibo, contenente le deliziose polpette. Razzullo riesce a beffare il compare col giuoco del Paradiso e dell' Inferno. Ogni polpetta è di volta in volta un' anima santa o un' anima dannata: l' allocco deve indovinare quale sia la sua eterna destinazione, e ogni volta sbaglia.

 

L'anima, santa o dannata, va in bocca a Razzullo. Ecco quel che occorre per far accettare il Verbo humanato. Non so se Andrea Perrucci fosse un grande evangelizzatore; certo aveva capito l' anima del popolo napoletano: e diciamo italiano; e la natura della sua religione. Noi italiani eravamo - quel che siamo, non lo so più - irreligiosi e insieme superstiziosi. Lo dicono Machiavelli e Leopardi. E questo non è un antidoto al fanatismo. Uno dei più grandi divertimenti popolari, da noi come in ogni dove, erano i roghi di eretici e streghe. Continuano nelle meno cruente loro trasformazioni attuali.

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…