emanuela orlandi pietro parlamento commissione

"IL VATICANO HA FRENATO LA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA" – PIETRO ORLANDI TORNA AD ACCUSARE LA SANTA SEDE PER LA SCOMPARSA DELLA SORELLA, EMANUELA. POCHE SETTIMANE FA IL SENATO HA APPROVATO L’ISTITUZIONE DI UN UNA COMMISSIONE PER FARE LUCE SULLA VICENDA - ORLANDI: "SONO CONTENTO CHE NON ABBIANO CEDUTO ALLA PRESSIONE DEL VATICANO" – “CI SONO TROPPI DEPISTAGGI E COINVOLGIMENTI DA CHIARIRE. SOLO ANDREA PURGATORI ANDÒ VICINO ALLA VERITÀ"

Estratto dell’articolo di Francesca Caputo per www.corriere.it

 

pietro orlandi foto di bacco

È il mese di giugno del 1983 quando, una ragazza di soli 15 anni, non torna più a casa. Si reca alla consueta lezione di musica, ma poi, senza averne colpa, viene condannata a non poter vedere più i suoi genitori e i suoi fratelli.

 

È questa la storia di Emanuela Orlandi, cittadina vaticana scomparsa mentre rientrava a casa. Il suo è da ben 40 anni uno dei più celebri casi irrisolti della storia italiana (e di Città del Vaticano).

 

Diverse sono state negli anni le piste seguite: prima il terrorismo internazionale legato alla figura di Alì Agca, poi quella dei fondi del Vaticano o ancora i presunti abusi sessuali.

 

La più attendibile sembra - stando in particolare alla narrazione portata avanti dal giornalista Andrea Purgatori nella serie Netflix Vatican Girl - quella dei soldi. Contemporaneamente però, la pedofilia potrebbe essere una risposta al quesito «perché proprio Emanuela?», che la famiglia Orlandi non smette di porsi da anni. […]

 

PIETRO ORLANDI

Il 9 novembre, infatti, il Senato ha approvato la proposta di istituire una commissione bicamerale di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela e di Mirella Gregori, avvenute nel 1983 a distanza di un mese l’una dall’altra, in circostanze mai chiarite.

 

Il 2 marzo poi, i capigruppo hanno ufficialmente indicato i nominativi dei quaranta parlamentari che andranno a comporre la commissione. Pietro Orlandi, la commissione bicamerale di inchiesta è stata una conquista sudata per la famiglia Orlandi, così come per la vostra avvocata Laura Sgrò.

 

PIETRO ORLANDI LAURA SGRO 1

Pensa che possa esserci un esito positivo e che, - per citare le parole di papa Francesco «si possa fare luce su questa storia»?

«Sicuramente la commissione è un grande passo avanti. Sono comunque contento che le istituzioni non abbiano ceduto alla pressione del Vaticano, che non voleva assolutamente che venisse approvata. C’è stato soltanto un astenuto ed un contrario, che tra l’altro alla fine ha votato sì.

 

Dunque, è stata approvata quasi all’unanimità. Se non si riuscisse anche questa volta a portare a casa un risultato, sarebbe davvero molto grave. Ricordiamoci che questa è la terza inchiesta. Sono convinto che arriveremo alla verità, non potrà essere occultata per sempre. Deve essere così».

 

pietro orlandi 2

L’astenuto è Pier Ferdinando Casini. Il senatore ha più volte ribadito di essere contrario alla commissione Orlandi-Gregori. Quali potrebbero essere i motivi di tale scelta?

«Casini ha sempre detto di non essere particolarmente favorevole alle commissioni parlamentari di inchiesta e, di conseguenza, anche a questa. Pure Gasparri, che tuttavia alla fine ha votato a favore, è stato uno dei senatori più critici all’iniziativa, non risparmiando parole pesanti. Ha più volte parlato di una “mitomania anti-Wojtyla” e si è detto molto critico anche verso le inchieste giornalistiche di Andrea Purgatori».

 

EMANUELA ORLANDI 3

Questa commissione è stata, come lei ha più volte ribadito sui social, un’infinita agonia a causa di tanti rinvii del voto. Come mai, secondo lei, tutta questa attesa?

«Penso che il Vaticano non volesse la commissione. Lo ha anche detto il promotore di giustizia vaticano Diddi. Il Senato ha fatto una serie di audizioni per poter capire la necessità o meno di questa commissione e, nel corso della prima, Alessandro Diddi ha in effetti sottolineato che aprire una terza indagine sarebbe stata una “intromissione perniciosa rispetto all’ottimo lavoro che stiamo già facendo”. Questo episodio mi ha fatto molto riflettere.

 

EMANUELA ORLANDI

Mia sorella era una cittadina vaticana e dunque il Vaticano avrebbe dovuto essere felice di una commissione da parte dello Stato italiano all’interno del suo Parlamento. Invece questo aiuto non è stato gradito, probabilmente perché cercano una verità comoda.

 

Inoltre, le audizioni di una commissione parlamentare, a differenza della Procura, possono anche essere pubbliche. Quindi sicuramente c’è una grande paura dell’attenzione mediatica […] Ci sono troppi depistaggi e coinvolgimenti da chiarire».

 

Questa conquista è dovuta anche e sicuramente al giornalista Andrea Purgatori, morto il 19 luglio dello scorso anno. In una puntata della sua trasmissione “Atlantide”, Purgatori raccontò di essere stato contattato da una ex dipendente della sala stampa vaticana, che gli parlò di una chiamata dei presunti rapinatori.

 

PAPA BERGOGLIO E PIETRO ORLANDI

Ci sono stati sviluppi a proposito di quel contatto?

«Purtroppo, no. Io ho fatto un appello sui social poiché spero possa contattarmi. Questa donna ha telefonato a Purgatori e ha raccontato di aver ricevuto una chiamata dai presunti rapitori nei giorni della scomparsa. Poi le è stato detto, dai piani superiori, di dimenticarsi di quella chiamata.

 

Sarebbe interessante parlare con lei. Purgatori non mi ha detto il nome di questa persona, poi si è ammalato e non c’è stato più modo di parlarne»

 

ANDREA PURGATORI

Ultimi Dagoreport

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO