le fate ignoranti filippo nigro claudia gerini ferzan ozpetek ponte di ferro roma ostiense

“IL PONTE ERA MOLTO TRASCURATO DA TEMPO. CI MANCHERÀ” - FERZAN OZPETEK, CHE ABITA DA ANNI A ROMA OSTIENSE, DOVE È AMBIENTATO “LE FATE IGNORANTI”, SOTTO CHOC PER L’INCENDIO AL PONTE DI FERRO: “SPESSO CI PASSAVO A PIEDI E LO SENTIVO NON SICURO” - CLAUDIA GERINI: “VEDERE QUEL CROLLO HA FATTO EFFETTO, SEMBRA QUASI SIMBOLICO” - FILIPPO NIGRO: “ABITO A DIECI METRI DA LÌ. LE CONDIZIONI DI QUELL’AREA SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI IL DEGRADO È TALMENTE EVIDENTE...” - VIDEO

 

Laura Larcan per "il Messaggero"

incendio ponte di ferro a roma ostiense 14

 

Un senso profondo di amarezza, che sfocia nella rabbia. Le voci la trattengono a stento. Parlano di «immagini choc», di «ferita profonda», di «dolore», «di aria irrespirabile», di «puzza acida di bruciato». Un De profundis collettivo.

 

la terrazza de le fate ignoranti 1

Sono i tanti cineasti, attori e registi, personaggi legati al Ponte dell'Industria («preferisco chiamarlo ponte di ferro», ripetono come un mantra), monumento ottocentesco sull'Ostiense, figlio della Roma Capitale, di un Risorgimento industriale e scalpitante, aggredito dal fuoco sabato notte, e danneggiato dal crollo parziale della struttura laterale.

 

incendio ponte di ferro a roma ostiense 3

«Sono state ore di ansia, di un'angoscia quasi emotiva, tutto quel fuoco che sembrava divorarlo, era impressionante. La luce andata via per il black out, l'odore forte di bruciato nell'aria», racconta l'attore Filippo Nigro, il Cinaglia della serie cult Suburra.

 

«L'ANGOSCIA»

Lo conosce bene quel ponte di ferro. Sono anni che abita in questo quartiere segnato dallo skyline delle arcate in ferro e ghisa del ponte dolorante e dal Gazometro. Cittadino dell'Ostiense. Casa e lavoro, per Nigro, visto che la zona è spesso set naturale per film e serie televisive. Tante le scene girate non lontano dal ponte.

filippo nigro foto di bacco

 

A partire da Le Fate Ignoranti di Ferzan Ozpetek. «Fa rabbia. Io abito a dieci metri da lì, ci passo sempre con la bicicletta. Le condizioni dell'area del ponte sono sotto gli occhi di tutti, e non vorrei scadere nella facile retorica, perché Roma la voglio difendere sempre, anche quando attraversa periodi storici in cui è difficile difenderla, ma il degrado è talmente evidente...È così da tempo, e si è acuito negli anni».

 

la terrazza de le fate ignoranti

Sabato notte l'allarme gliel'ha dato il figlio, fuori con un amico, con una telefonata: «Papà, il nostro ponte va a fuoco, un inferno», ricorda Nigro. Incredulità totale. Ieri mattina, ha preso la sua bicicletta ed è corso a vedere con i propri occhi. Insieme a tanti residenti. «Di fronte a quello spettacolo, mille pensieri. Può essere questo il simbolo di Roma?», commenta.

incendio ponte di ferro a roma ostiense 15

 

«IL DOLORE»

Non poteva che essere addolorato lo stesso regista Ferzan Ozpetek, che proprio qui abita da anni, e sempre qui è tornato a girare la serie tratta dal suo capolavoro Le Fate Ignoranti. «Che dolore! Era molto trascurato da tempo. Spesso ci passavo a piedi e lo sentivo non sicuro. Mi mancherà tanto tanto. Ci mancherà».

 

ferzan ozpetek foto di bacco

Cuore di una Roma moderna, costruito nel 1862 per collegare la ferrovia di Civitavecchia alla stazione di Roma Termini, il Ponte di Ferro rappresenta un monumento icona di questo quadrante romano, collegando strategicamente l'Ostiense alla Portuense, da via del Porto Fluviale a via Pacinotti.

 

la terrazza de le fate ignoranti 2

Da romano e sempre sensibile alle sorti della sua città e del suo patrimonio storico, Alessandro Gassman commenta: «L'unica cosa che posso dire è che chi conosce Roma, perde ricordi belli. Peraltro il ponte si appoggia sul Lungotevere Vittorio Gassman. Spero possa essere rimesso a posto da chi avrà l'incarico di governare questa città».

 

alessandro gassmann

LA RIFLESSIONE

Il regista Daniele Luchetti conosce bene la zona: «Standoci sotto ti rendi conto davvero di cos' è questo monumento e della realtà che lo circonda. Io ci passo spesso in bicicletta con mio figlio - spiega l'autore di Lacci e Mio fratello è figlio unico - Ti accorgi di una parte della città che è ritagliabile, priva di collegamenti.

 

Brandelli di una Roma industriale che si rischiano di perdere. Mi piacerebbe che si approfittasse di questo momento tragico per ripensare a questa Roma sepolta, che non deve essere vista come un'architettura a perdere, ma un valore storico aggiunto da collegare al tessuto della città».

 

«IL SIMBOLO»

claudia gerini

Parla di «immagini terribili», l'attrice Claudia Gerini. «Per chi conosce Roma e vive a Roma l'immagine del ponte avvolto dalle fiamme è stato un duro colpo. Quel luogo rappresenta un pezzo importante del paesaggio romano. E vedere quel crollo nel Tevere ha fatto davvero effetto. Sembra quasi simbolico. In una città, in un paese, dove i ponti non dovrebbero crollare».

 

Sospira, la Gerini. «Guardi, proprio ieri sono andata a visitare il Colosseo - continua l'attrice - un luogo che restituisce al pubblico la netta percezione di come i padri antichi di questa città abbiano costruito all'insegna della magnificenza, di come siano stati maestri nel creare monumenti complessi perché durassero. Ecco, io mi auguro che questi fatti terribili possano scrollare le coscienze di coloro che dovranno amministrare questa città, che deve restare magnifica e deve conservare il suo patrimonio».

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