ponte sullo stretto di messina pif matteo salvini

“IL PONTE SULLO STRETTO È UN MOMENTO CHE SALVINI FA A SE STESSO” - L’ATTORE E REGISTA PALERMITANO PIF DISTRUGGE IL PROGETTO: “É L'IPOTECA CHE HA MESSO SULLA SUA CARRIERA POLITICA, MA AI SICILIANI NON FREGA NIENTE. TUTTI QUEI SOLDI LI AVREI INVESTITI IN OSPEDALI CHE SONO DA TERZO MONDO E NELLA VIABILITÀ. CI METTEREMO CINQUE MINUTI PER ATTRAVERSARE IL MARE E ORE PER ARRIVARE A MENFI. OGGI PER ARRIVARE DA TRAPANI A MESSINA CI METTI DALLE SEI ALLE OTTO ORE IN TRENO. BISOGNA PRIMA RISOLVERE L'INFRASTRUTTURA INTERNA ALLA SICILIA, LIBERATELA DAI PULLMAN, FATE UNA METRO EFFICIENTE, SOSTITUITE I TRENI A GASOLIO…”

Estratto dell’articolo di Francesca D'angelo per “La Stampa”

 

pif foto di bacco

Nient'altro che una mera – ma costosissima – operazione d'immagine. Per Pif è tutto qui. Dietro al progetto del ponte sullo Stretto di Messina non ci sarebbe nessuno slancio di pubblica utilità ( «ai siciliani non cambierà nulla») né alcuna dimostrazione muscolare di capacità scientifiche sopra la media («è tutto da dimostrare che resti in piedi»).

 

Il «simbolo ingegneristico di rilevanza globale», per usare le parole della premier Giorgia Meloni, sarebbe in realtà solo il monumento che il ministro Matteo Salvini ha deciso di erigere a se stesso: «É l'ipoteca che ha messo sulla sua carriera politica» sostiene il regista e attore palermitano.

MATTEO SALVINI E IL PONTE SULLO STRETTO - MEME

 

In che senso?

«È un modo per essere ricordato. Probabilmente pensa che realizzando il Ponte si assicurerà una vita politica. È un monumento a se stesso. Altrimenti non si spiega perché abbia cambiato idea. Fino a qualche tempo fa Salvini sosteneva che il problema non fosse attraversare lo Stretto ma arrivare allo Stretto. Me lo ricordo bene perché è stata la prima volta – e probabilmente l'unica – in cui mi sono trovato d'accordo con lui. Poi ha cambiato idea pure sul Meridione: prima gli faceva schifo, adesso si è eretto a patriota del Sud.

 

Ma se vuoi fare la differenza devi metterti lì e spendere tempo ed energie per capire i problemi reali del Paese. È giusto smuovere i soldi ma bisogna farlo nel modo più corretto, realizzando quello che serve davvero […] È fattuale che il progetto non è assolutamente una priorità politica, con tutti i disastri che abbiamo nella nostra isola. Non ho mai sentito un siciliano lamentarsi per quei 20' di traghetto che, peraltro, fatti nell'orario giusto hanno anche un loro fascino romantico».

 

Quali sono le reali priorità?

pif

«Be', 13,5 miliardi sono una bella cifra che, per l'appunto, non spenderei per collegarci alla Calabria. Li investirei per far sì che la Sicilia diventi una regione di un Paese europeo e non dell'Africa centrale. Per esempio si potrebbe cominciare dagli ospedali siciliani che sono a livello del Terzo Mondo. I medici e gli infermieri vivono e lavorano in condizioni indegne, ma purtroppo ancora una volta la politica gioca sulla vita dei cittadini per un proprio vantaggio».

PONTE SULLO STRUTTO - BY EMILIANO CARLI

 

E in tema di infrastrutture?

«Mi concentrerei sulla viabilità interna. Nella vita quotidiana dei siciliani i problemi pratici sono gli spostamenti: per arrivare da Trapani a Messina ci metti dalle sei alle otto ore in treno. Fai prima ad andare a New York (e non è una battuta). Ora tra l'altro stanno facendo i lavori e non ci sono manco i treni. Ormai in Sicilia si circola solo in pullman: è tutto pullman, come in Messico, e guarda caso alcuni politici sono titolari dei trasporti siciliani».

 

Sta dicendo che non conviene ai politici risolvere il problema della viabilità?

«Esatto. So che può suonare un ragionamento populista ma la politica siciliana è molto basica, nel bene e nel male. Spesso le ragioni di certe scelte sono esattamente quelle che si può immaginare: la nostra è un'inefficienza basica.

pif alla leopolda

 

Quindi, per tornare alla sua domanda, a chi ci governa dico: prima risolvete l'infrastruttura interna alla Sicilia, liberatela dai pullman, fate una metro efficiente, sostituite i treni a gasolio, e poi, se volete, una volta fatto tutto questo riparliamo pure del Ponte senza problemi... Non sono contrario in linea di principio al progetto […] il punto è che questo progetto non interessa ai cittadini – ai siciliani non frega nulla – ma nemmeno agli elettori di Salvini: tra gli oppositori ci sono anche i leghisti lombardi».

MATTEO SALVINI E IL PLASTICO DEL PONTE SULLO STRETTO

 

L'economia ne beneficerà?

«Ammesso che si riesca a fare il tutto, e che non crolli, impiegheremo cinque minuti per attraversare il mare e ore e ore per arrivare a Menfi.

Quindi non credo... Mi dia retta: per dirla alla siciliana, questa storia del Ponte è una minchiata pazzesca».

IL PONTE SULLO STRETTO NECESSARIO - VIGNETTA BY GIANNELLI meme su Matteo Salvini e il ponte sullo strettoGIORGIA MELONI MATTEO SALVINI - PONTE SULLO STRETTO E LEGGE FORNERO - VIGNETTA BY OSHO

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)