“IL SILENZIO, OGGI, NON È ASSENZA: È UNA SCELTA” – ALFONSO SIGNORINI VERGA UN EDITORIALE SU “CHI” IN CUI, SENZA MAI CITARE FABRIZIO CORONA E LA DENUNCIA DI ANTONIO MEDUGNO, SPIEGA LA SCELTA DI NON RILASCIARE DICHIARAZIONI PUBBLICHE: “IN QUESTO CAOS ASSORDANTE, C’È QUALCOSA CHE SPICCA PIÙ DI OGNI GRIDO: IL SILENZIO. NON QUELLO DELL’IMBARAZZO O DELLA PAURA, MA IL SILENZIO CONSAPEVOLE. QUELLO DI CHI SA CHE PARLARE NON È SEMPRE UN DOVERE. E CHE TACERE, A VOLTE, È UN GESTO DI LUCIDITÀ, PERSINO DI ELEGANZA MORALE. C’È UN EQUIVOCO DIFFUSO: SI CREDE CHE IL SILENZIO NASCONDA. IN REALTÀ, SPESSO, RIVELA. IL VERO ATTO RIVOLUZIONARIO OGGI NON È PARLARE. È SAPERE QUANDO E CON CHI FARLO…”
Estratto dell'articolo di Stefania Carboni per www.open.online
editoriale di alfonso signorini su chi
[…] Alfonso Signorini parla. E lo fa con un editoriale sul magazine da lui stesso diretto, Chi. «Care lettrici, cari lettori, c’è stato un tempo in cui il silenzio faceva paura. Oggi fa scandalo. In una società dove tutti parlano, commentano, urlano, spiegano, si giustificano, si assolvono e si condannano in tempo reale, il silenzio è diventato un atto sovversivo. Quasi una provocazione. Perché il silenzio, oggi, non è assenza: è una scelta».
«Like, share, titoli acchiappa-click, dichiarazioni “rubate”, smentite gridate più delle accuse. Tutto deve essere detto, subito», scrive Signorini. «Tutto deve essere commentato, anche ciò che non è stato capito. Anche ciò che, forse, non meriterebbe nemmeno una parola.
Eppure, in questo caos assordante, c’è qualcosa che spicca più di ogni grido: il silenzio. Quello vero. Non il silenzio dell’imbarazzo o della
paura, ma il silenzio consapevole. Quello di chi sa che parlare non è sempre un dovere. E che tacere, a volte, è un gesto di lucidità, persino di eleganza morale», aggiunge. Un silenzio che è «la capacità di fermarsi, di osservare, di capire se davvero vale la pena entrare nella mischia. E soprattutto: con chi».
«In un’epoca in cui la chiacchiera è diventata moneta corrente, il silenzio è tornato a essere un bene raro. Prezioso. Quasi lussuoso. È il lusso di chi non ha bisogno di spiegarsi sempre. Di chi non misura il proprio valore in decibel o in trending topic. Di chi sa che la verità non ha fretta, e soprattutto non ha bisogno di essere urlata per esistere.
C’è un equivoco diffuso: si crede che il silenzio nasconda. In realtà, spesso, rivela», ha scritto il giornalista accusato da Fabrizio Corona. «In fondo – conclude – il vero atto rivoluzionario oggi non è parlare. È sapere quando e con chi farlo».
Domenico Aiello
UN GIOVANE ALFONSO SIGNORINI
corona contro mediaset signorini
ALFONSO SIGNORINI
medugno signorini
Daniela Missaglia

