TUTTI A ZAPPARE! – IN CINA TORNA LA RIVOLUZIONE CULTURALE E IL REGIME DECIDE DI MANDARE ARTISTI, REGISTI E STAR DELLA TV TRA RISAIE E MINIERE A REIMPARARE I VALORI SOCIALISTI – SI PARTE A SCAGLIONI DI 100, SELEZIONATI DALL’AMMINISTRAZIONE STATALE PER I MEDIA

Giampaolo Visetti per “la Repubblica

 

Quando il partito spedisce intellettuali e artisti nelle campagne, in Cina suona l’allarme. In queste ore a Pechino quella sirena squilla. Che il presidente Xi Jinping ripercorra la strada di Mao Zedong, lucidando il culto della personalità nella Città Proibita, è un dettaglio che per adesso toglie il sonno solo ai vertici comunisti. Lo spettro di una nuova Rivoluzione culturale, con campagne correttive di massa, spaventa invece sia quanti sono sopravvissuti alle Guardie Rosse sia i loro figli costretti oggi nelle metropoli dei consumi.

 

barack obama e xi jinping a pechinobarack obama e xi jinping a pechino

Non siamo ancora alla tragedia del decennio della gogna ideologica collettiva, concluso nel 1976. I templi buddisti non vengono incendiati, i professori non sono costretti in ginocchio nei cortili delle università, i figli non fanno impiccare i padri. Per la prima volta però, a quasi quarant’anni dal processo alla Banda dei Quattro, il potere torna a inviare in aree rurali e regioni popolate dalle minoranze etniche coloro che, per mestiere, usano il cervello in modo, se non autonomo, quantomeno pericolosamente creativo. I funzionari che governano censura e propaganda hanno spiegato che artisti, registi e star della tivù «dovranno vivere tra le masse agricole per formarsi una corretta visione dell’arte e creare più capolavori».

 

Xi JinpingXi Jinping

Rispetto al 1966 è già un passo avanti: allora il Grande Timoniere, come terapia, prescrisse ai più “lavoro di zappa”. Xi Jinping, più cosmopolita e dotato del talento per il glamour, non pretende che pittori e scrittori affondino i piedi nelle risaie. Ma che l’ intelligentia la smetta di «inseguire la popolarità con opere volgari» o di «scimmiottare stravaganze occidentali».

 

Diagnosi inappellabile, prescrizione semplice. Chi oggi in Cina vive nel mondo di cultura, arte, spettacolo e tivù, nei prossimi mesi dovrà trascorrere «da 30 a 90 giorni in villaggi, aree delle minoranze e di confine», ossia nelle zone che «hanno maggiormente contribuito alla vittoria della guerra rivoluzionaria».

 

Ritratto di Mao Ritratto di Mao

Il “nuovo Mao”, profeta del “sogno cinese”, nemmeno si preoccupa di camuffare l’operazione di re-indottrinamento. L’editto sulla «riscoperta della purezza delle fonti socialiste» il discorso che, a fine ottobre, aveva scosso un popolo allenato a stare con le orecchie aperte. «Gli artisti — aveva avvertito Xi Jinping — non devono diventare schiavi del mercato e puzzare di soldi, come gli uomini di cultura non devono formarsi senza la guida della politica ». La memoria di tutti è corsa al proclama di Mao del 1949, che teorizzò «la funzione dell’arte come servizio al partito». Prima un presentimento, ora la conferma.

 

I prescelti per la cura rossa partiranno a scaglioni di cento, selezionati dall’Amministrazione statale per i media. Divisi tra «villaggi rurali, luoghi-simbolo per lo spirito del partito e miniere» dovranno «fare studi sul campo ed esperienze di vita ». Nella realtà la Cina rurale viene sistematicamente distrutta, le minoranze sono colonizzate, le miniere sono cimiteri di morti sul lavoro e gli artisti indipendenti, come Ai Weiwei, finiscono arrestati. L’idillio medievale delle campagne di Mao non corrisponde all’orrore postindustriale dei deserti senza vita ereditati da Xi Jinping.

 

residenti e negozianti di  hong kong contro i manifestantiresidenti e negozianti di hong kong contro i manifestanti

Anche i conduttori di tg più adulatori e i registi più nostalgici in queste ore si chiedono: che cosa mai dovremmo trovare di tanto stimolante nelle periferie devastate di un impero che non c’è più? Non si concentrano oggi più assurdità e più disperazione in un centro commerciale di Shanghai o in una fabbrica hitech del Guangdong? Il messaggio del potere però è chiaro: il decennio d’oro della contaminazione e della neo-colonizzazione cinese è finito, si riapre l’era di ortodossia socialista e tradizioni confuciane.

 

residenti di kowloon a hong kong contro i manifestanti di occupy centralresidenti di kowloon a hong kong contro i manifestanti di occupy central

In attesa delle prime comitive di intellettuali verso Tibet e Mongolia Interna, il solo autorizzato a parlarne apertamente è stato il Nobel per la letteratura Mo Yan. Premiato a Hong Kong, e opponendo un ostinato silenzio alla repressione in corso contro la rivolta degli studenti democratici, ha invitato i connazionali ad «abbandonare la contaminazione occidentale e il luoghi comuni della scrittura straniera» per «ritrovare l’originalità del nostro cuore».

 

L’autore di Sorgo Rosso ha confessato che gli elegiaci campi descritti erano «un inferno di zanzare e pesticidi» e ripetuto la metafora delle due fornaci. «Garcia Marquez e Faulkner — ha detto — erano per noi cubetti di ghiaccio come due immense fornaci roventi. Siamo sopravvissuti solo perché costretti a restare lontani da loro». È il discorso di un genio, ma tradotto da Pechino si risolve nell’ordine di una logorata via patriottica alla creatività.

 

manifestante picchiato dai residenti di hong kongmanifestante picchiato dai residenti di hong kongjack ma jack ma

«Anche i confini ideali — ha sottolineato ieri la tivù di Stato — sono segnati sulla carta geografica ». Offensiva strategica, a partire dalle scuole. Il contaminante calcio obbligatorio resta una promessa, in omaggio agli sponsor che già fantasticano sulla «nuova super-potenza del pallone», mentre il “patriottismo” diventa la dura quotidianità di una materia che farà media. Gli asini in Libretto Rosso saranno bocciati perché «i giovani vanno riconquistati», ma pure ricattati, con il profumo della carriera d’oro. Sembra la cupa Cina post-imperiale di Lin Biao. È quella scintillante dell’e-commerce di Jack Ma.

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…