antonio tajani giorgia meloni neri nero bambini immigrati migranti matteo salvini

DAGOREPORT – AH, TAJANI DELLE MERAVIGLIE! RICICCIARE PER L'ENNESIMA VOLTA LO IUS SCHOLAE E, DOPO UN BATTAGLIERO RUGGITO, RINCULARE SUBITO A CUCCIA (''NON E' LA PRIORITA'"), E' STATO UN FAVORE FATTO A GIORGIA MELONI, DETERMINATA A SEMINARE ZIZZANIA TRA LE FILE LEGHISTE SPACCATE DA VANNACCI, PER CUI UNA PROPOSTA DI LEGGE PER LA CITTADINANZA AI RAGAZZI CHE COMPLETANO GLI STUDI IN ITALIA, E' PEGGIO DI UNA BESTEMMIA SULL'ALTARE - IL MINISTRO DEGLI ESTERI (SI FA PER DIRE: SUGLI AFFARI INTERNAZIONALI DECIDE TUTTO LA STATISTA DELLA GARBATELLA), UNA VOLTA APPOGGIATO IL BIANCO TOVAGLIOLO SUL BRACCIO, SI E' PRESTATO COSI' A SPARARE UN AVVISO A MATTEO SALVINI: SI PREGA DI NON TIRARE TROPPO LA CORDA, GRAZIE!

DAGOREPORT

antonio tajani in versione mago di arcella

Ah, Tajani delle meraviglie! Nel giro di 24 ore, ha ricicciato per l'ennesima volta lo ius scholae, prima ruggendo, poi ha fatto un dietrofront da gattino: con un insolito afflato battagliero, ha lasciato intendere che avrebbe lottato fino alla fine per la norma sulla cittadinanza ai ragazzi che completano il ciclo di studi dell’obbligo in Italia, poi, ha fatto retromarcia (“Non è la priorità”).

 

Al che, sorge spontaneo un dubbio: davvero tutto inizia e tutto finisce con il "cuor di berluscone" del ministro degli Esteri (si fa per dire: con Meloni non tocca palla sugli affari internazionali)? Tra i palazzi della politica, circola un’altra teoria: le sue tonitruanti affermazioni non sarebbero farina del suo sacco.

 

antonio tajani giorgia meloni al senato foto lapresse

Piuttosto, ci sarebbe dietro la zampetta di Giorgia Meloni, ansiosa di mandare un pizzino agli scomodi alleati della Lega, per cui la cittadinanza è peggio di una bestemmia sulll'altare.

 

Salvini è assediato dai Vannacci e dalle Sardone, per cui il velo islamico è “spazzatura”, e lo ius Italiae kryptonite, e la premier non vede l’ora di far emergere tutte le contraddizioni interne del Carroccio. Mettere un po' di zizzania tra le file leghiste, ormai semi vannacizzate, non dispiace ai Fratellini d'Italia.

 

Un sottile giochetto politico, in teoria pericoloso, a cui si è prestato, tovagliolo sul braccio, il presidente di Forza Italia: se davvero si arrivasse, prima o poi, a un voto sul dossier, magari approvato da Forza Italia con i voti dell'intera opposizione, il Governo (e a strascico l'intera maggioranza) andrebbe in tilt. Giorgia Meloni, però, dorme tranquilla: Tajani è stato solo un mezzo per destabilizzare il nemico più intimo della Giorgia dei due mondi: Matteo Salvini.

 

ROBERTO VANNACCI RICEVE LA TESSERA DELLA LEGA DA MATTEO SALVINI

IUS SCHOLAE, FI CI RIPROVA. LEGA E FDI: STOP CONTE E MAGI: SE FA SUL SERIO SUBITO IN AULA

Estratto dell’articolo di Matteo Marcelli per “Avvenire”

 

Lo Ius Italiae di Forza Italia torna a irritare gli alleati di governo, come nell’estate 2024, anche se il muro alzato da Lega e FdI potrebbe non bastare ora che Antonio Tajani ha aperto «a chiunque voglia votare» la proposta degli azzurri.

 

Tutto nasce da un articolo di Repubblica e dalle frasi del vicepremier a margine del question time in Senato. Qualcuno gli chiede se FI è disposta a votare la pdl dei dem sulla cittadinanza. Lui risponde che il suo partito ha già una proposta e, semmai, è il Pd a dover votare quella.

 

SALVINI MIGRANTI

Poi aggiunge: «Siamo pronti a discuterla con tutti quanti. Il Parlamento è sovrano e chiunque voglia votare la nostra proposta la voti». Dopo di che, però, lo stesso Tajani precisa che il testo degli azzurri è «molto differente» da quello dello scorso referendum, «che parlava di cinque anni».

 

«Noi siamo assolutamente contrari – spiega – perché quello diventa un modo troppo lassista per concedere la cittadinanza, che per noi è una cosa seria», perciò, aggiunge, il suo partito «non è disposto a trattare» su nessun punto della pdl.

 

sara kelany

Limature che nella speranza di Tajani potrebbero forse servire a evitare lo scontro interno alla maggioranza. Ma arrivano tardi, quando la Lega ha già sbandierato ai quattro venti la sua contrarietà e le agenzie hanno battuto il niet (meno accalorato) di FdI.

 

«È una proposta tecnicamente sbagliata» e «irricevibile dal punto di vista politico», taglia corto il capogruppo del Carroccio in commissione Cultura, Rossano Sasso: «L'integrazione non è un pezzo di carta, la cittadinanza va bene così come è».

 

ROSSANO SASSO

«La legge sulla cittadinanza per noi non si tocca - rincara la dose la responsabile immigrazione del partito della premier, Sara Kelany – e, visto l'esito dei referendum, va bene così anche per i cittadini. Non è parte del programma di FdI e non riteniamo che ci sia un'esigenza pressante rispetto a questa tematica, ma non viviamo le dichiarazioni di FI come un problema. Con gli alleati ci confrontiamo».

 

Posizioni […] che convincono Tajani a tornare moderatamente sui suoi passi. Il leader azzurro ammette che in effetti il tema «non è nel programma di governo», dove però si parla di «integrazione dei migranti economici e sociali».

 

Dunque, è il ragionamento del vicepremier, la possibilità di diventare cittadini italiani «con regole severe, non lassiste», potrebbe anche rientrarci. E rispetto alla calendarizzazione? FI «la chiederà », spiega, ma «adesso ci sono sette decreti ed è tutto ingolfato. Insomma, «lo Ius Italiae non è una priorità del momento».

FORZA SCAFISTA - MEME BY VUKIC

 

Nel campo avverso ci si divide tra chi è disposto a andare a vedere le carte di FI (come Calenda), chi irride Tajani (Matteo Renzi) e chi ritiene che la proposta azzurra non vada proprio nella direzione giusta. […]

 

Renzi […] usa il question time per provocare Tajani sul tema: «Il ministro degli Esteri prende degli impegni fuori dal Parlamento e poi, improvvisamente, in aula resta muto: ha tanta paura della presidente del Consiglio». Il vicepremier a quel punto è costretto a replicare, spiegando che la questione non è all’ordine del giorno della sua informativa. […]

tweet di antonio tajani sulla bandiera dell unione europea

 

 

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI