bare al cimitero dei rotoli a palermo-1

COSA HANNO IN COMUNE ROMA E PALERMO? CENTINAIA DI BARE ACCATASTATE IN ATTESA DI CREMAZIONE O DEGNA SEPOLTURA – NELLA CAPITALE L’AMA SCARICA LA COLPA SUL COVID, MA MANCA IL PERSONALE E NEGLI ANNI PASSATI MANAGER E DIRIGENTI SONO FINITI IN CARCERE ANCHE PER CORRUZIONE – A PALERMO, OLTRE A UN FORNO OBSOLETO CHE COSTRINGE I PARENTI A PORTARE I FERETRI IN CALABRIA...

Grazia Longo per “la Stampa”

 

bare al cimitero dei rotoli a palermo 1

Dall' ombra della malavita, a una gestione lumaca della burocrazia. L' emergenza cimiteri a Palermo e Roma ha numeri da capogiro - 858 feretri in attesa di sepoltura nel capoluogo siciliano, circa 2 mila nella capitale - e problemi di gestione che si scontrano anche con l' illegalità.

 

Carmelo Pezzino, direttore di TgFuneral24, il notiziario quotidiano del comparto funerario e cimiteriale italiano osserva che «è troppo facile scaricare la questione sul disastro Covid. Perché i tempi lunghi per le sepolture hanno radici lontane. Che non sempre, purtroppo, brillano per trasparenza».

 

bare accatastate cimitero prima porta

A Roma i cimiteri vengono amministrati dalla municipalizzata Ama «che come sappiamo si occupa anche della raccolta rifiuti e che ha visto manager e dirigenti finire in carcere perché al centro di varie inchieste anche per corruzione. A Palermo il cimitero negli anni passati era gestito dalle Confraternite sulle quali, in alcuni casi, si sospettava che si allungasse l' interesse della mafia. Ora, inoltre, a Palermo il forno crematorio è obsoleto e si blocca ogni due mesi, tanto che in molti sono costretti ad andare in Calabria per far cremare i propri cari». A tutto ciò si aggiungano lungaggini burocratiche e organizzazioni farraginose e il gioco è presto fatto.

 

bare al cimitero dei rotoli a palermo 2

Ama dal canto suo garantisce un «impegno massivo che prosegue anche in questi giorni, d' intesa e in stretta collaborazione con Roma Capitale, per far fronte all' eccezionale crescita dei decessi registrata in città dalla seconda ondata del Covid, collegata anche in via indiretta alla pandemia. Da ottobre 2020 ad oggi, a Roma si è registrato un incremento oggettivo di oltre 5.000 decessi (+35%) rispetto all' analogo periodo del biennio precedente, ma l' azienda pur con un organico fortemente ridotto per vari eventi esogeni, è riuscita ad assorbire l' 83% del surplus. Contiamo di riprendere a maggio le "seconde sepolture", ovvero le operazioni cimiteriali non urgenti come la tumulazione delle urne cinerarie».

 

TRUFFA CIMITERO PRIMA PORTA

Non la pensa affatto così Alessandro Bosi, segretario nazionale Feniof (Federazione nazionale imprese onoranze funebri: «L' Ama scarica la responsabilità di questi disservizi al picco di mortalità dovuto al Covid ma è una sciocchezza inaudita, visto che già nel 2017 ci furono analoghi problemi e da mesi la curva dei decessi dovuti alla pandemia ha fortemente rallentato, mentre i disservizi proseguono senza sosta».

 

Bosi stigmatizza inoltre: «La situazione dei cimiteri capitolini è talmente grave che, per dirne una, i parenti di chi è morto a inizio febbraio aspettano ancora le ceneri. Parliamo di Roma, la capitale: una città in cui circa 2mila feretri aspettano di essere tumulati, seppelliti, cremati. Il deposito è pieno, i container realizzati a supporto scoppiano letteralmente e con il caldo in arrivo rischiamo condizioni igienico sanitarie decisamente sfavorevoli per chi lavora nel settore».

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Sul caso interviene, infine, la sindaca Virginia Raggi: «Ciò che è accaduto alla famiglia di Andrea Romano e ad altre famiglie è ingiustificabile. Sono vicina a tutti loro. Posso solo immaginare lo strazio e il terribile dolore che stanno vivendo. Ho convocato Ama che mi ha assicurato di stare lavorando ad una soluzione per dare risposte ai cittadini in questo momento di emergenza coronavirus».

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