asia argento marco travaglio

IN SOCCORSO DI ASIA ARGENTO ARRIVA IL PIU’ INSOSPETTABILE DEI GARANTISTI: MARCO TRAVAGLIO! - “JIMMY BENNETT SI E’ SVEGLIATO PROPRIO MENTRE ASIA ERA IMPEGNATA NELLA BATTAGLIA CONTRO WEINSTEIN ED ERA FIDANZATA CON BOURDAIN. IL QUALE DECISE DI ALLUNGARE UN ASSEGNO DA 380 MILA DOLLARI PER EVITARE LO SPUTTANAMENTO. DI SOLITO PAGARE IL SILENZIO DI UN ACCUSATORE E' AMMETTERE IL TORTO. MA NON NECESSARIAMENTE IN QUESTO CASO. SU ASIA ARGENTO I CASI SONO TRE..."

MARCO TRAVAGLIO

Marco Travaglio per il “Fatto quotidiano”

 

Non sono un esperto di #MeToo, come peraltro di nessun altro "hashtag" (ultimo sinonimo di conformismo). Ma stento a capire l'equazione Harvey Weinstein-Asia Argento formulata in questi giorni dalle migliori gazzette. Uno è un potentissimo produttore, considerato il padrone di Hollywood, influentissimo sulla giuria dell' Oscar e dei maggiori premi cinematografici mondiali: a chi fa l'attore conviene averlo amico e soprattutto non averlo nemico. L'altra è un'attrice che ha fatto anche la regista di piccoli film.

 

ASIA ARGENTO E JIMMY BENNETT

Weinstein è stato denunciato, sia pur tardivamente, a livello mediatico e talvolta anche penale, da decine di attrici, incluse le più famose dello star system, non certo bisognose di pubblicità. E non perché fosse uno sporcaccione o un malato di satiriasi, ma per una miriade di ricatti sessuali sistematici e seriali, improntati a un solo copione: "O me la dai o non lavori".

 

E questa, per le leggi di tutto il mondo, si chiama estorsione. Non occorrono minacce o violenze esplicite: basta che l'autore si trovi in uno stato di superiorità nei confronti di chi lo subisce, che a sua volta si trova in condizioni di inferiorità e soggezione. Insomma, è un reato gravissimo punito dappertutto, se provato: e nel caso di Weinstein pare proprio che lo sia, da testimonianze e anche da registrazioni delle vittime, fra cui l'Argento (che poi ebbe una relazione con lui, prima di aprire gli occhi e sputare il rospo, divenendo una testimonial del #MeToo).

I MESSAGGI DI ASIA ARGENTO SU JIMMY BENNETT

 

Asia non è stata denunciata da alcuno, né mediaticamente né penalmente (infatti non è indagata): un anonimo, mentre parte il processo a Weinstein, ha spedito al New York Times le carte di una transazione privata fra lei e un giovane attorino in disarmo, Jimmy Bennett, che aveva recitato da ragazzo in un film diretto da lei, sua ex amica; e la accusava di aver abusato sessualmente di lui nel 2013 turbandolo al punto da rovinargli la presunta carriera.

I MESSAGGI DI ASIA ARGENTO SU JIMMY BENNETT

 

Accusa tardiva (giunta a 5 anni di distanza) e privata, con allegata una richiesta di soldi per non divulgare il fatto (che in California è vietato dalla legge, perché all'epoca la presunta vittima aveva 17 anni e rotti e l' età del consenso lì scatta a 18). Il caso vuole che Jimmy si sia svegliato proprio mentre Asia era impegnata nella battaglia contro Weinstein ed era fidanzata con un ricco e famoso chef francese, Anthony Bourdain. Il quale decise con lei di allungare al giovanotto un assegno da 380 mila dollari per evitare lo sputtanamento. Di solito pagare il silenzio di un accusatore significa ammettere il torto. Ma non necessariamente in questo caso.

salvini gode per le molestie di asia argento a jimmy bennett

 

La campagna #MeToo ha innescato, soprattutto nell' America puritana e ipocrita, una caccia alle streghe indiscriminata dove ormai è impossibile distinguere caso per caso. Complici i social, che appiattiscono tutto senza approfondire né discernere. L'ha scritto Pigi Battista sul Corriere: una concussione sessuale diventa uguale a un'avance, a un corteggiamento, a uno stalking, a un rapporto consenziente, ma anche a un'accusa ancora da provare.

 

asia argento

Ne sa qualcosa Kevin Spacey, praticamente rovinato perché, essendo gay, pare che ci abbia provato con un ragazzo a un party. E ne sa qualcosa Woody Allen, perseguitato da anni dall'accusa terribile dell'ex compagna Mia Farrow di aver molestato la figlia adottiva (di lei, ma non di lui), malgrado la vicenda sia passata per vari tribunali che hanno sempre scagionato l'artista.

 

asia argento weinstein

In questo clima, chi volesse ricattare un divo del cinema, o una testimone anti-Weinstein con false accuse troverebbe terreno fertilissimo: intanto c'è la condanna mediatica, poi fra qualche anno, quando il danno sarà fatto, magari si scoprirà che erano tutte calunnie. Ora, in assenza di indagini, che non partiranno senza denunce di Bennett, abbiamo la parola sua contro quella di Asia, più alcune foto e sms privati incredibilmente e illegalmente pubblicati (con tanti saluti alla privacy). Dunque i casi sono tre.

asia argento limona con un cane in go go tales

 

1) Asia ha fatto sesso con Bennett consenziente: penalmente, sarebbe illecito in America (non in Italia né in altri paesi europei, dove l'età del consenso è al di sotto alla maggiore età, esclusi i rapporti mercenari), ma non procedibile senza la querela, evitata con quell'assegno; moralmente, nulla di male, a parte la bugia raccontata l'altroieri.

 

2) Asia ha fatto sesso con Bennett non consenziente: condotta illegale e immorale, anche se resterebbe da spiegare come faccia una donna con quel fisico da colibrì a violentare un giovanotto di 17 anni e passa; e comunque nulla di paragonabile a Weinstein, visto che l'eventuale carriera attoriale di Bennett non dipendeva certo da lei.

bourdain e argento

 

3) Asia è rimasta vittima di un'estorsione fondata su una calunnia e ha pagato Jimmy per evitare lo sputtanamento di un'accusa falsa, ma impossibile da smontare su due piedi, in mancanza di prove oggettive.

 

L'opinione pubblica tende a credere al più giovane e al più sfigato. E poi Asia ha il brutto vizio di dire ciò che pensa e s'è fatta molti nemici, nella stampa e nella politica. Basta leggere gli house organ berlusconiani, "garantisti" con un ex premier puttaniere, ricattabile e pregiudicato, ma giustizialisti con una privata cittadina incensurata come lei.

 

anthony bourdain

E poi, se negli Usa la lobby di Weinstein lucra sullo scandalo sperando di fare pari e patta, qui ne impazza una ancor più potente: il Partito Trasversale dell'Impunità Planetaria, che gode voluttuosamente a screditare chiunque osi denunciare un sopruso, al grido di "porco è bello", "tutti maiali nessun maiale" e ovviamente "tutti ladri nessun ladro". Gentaglia talmente abituata a fare o ad avallare porcherie da non sopportare l'idea che esistano persone pulite. Non sappiamo se Asia lo sia, ma sappiamo perché tante facce di bronzo ce l' hanno con lei. A prescindere.

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?