sulak sivaraksa

THAI ZITTO! - A BANGKOK UNO STORICO DI 84 ANNI RISCHIA 15 ANNI DI CARCERE PER AVER MESSO IN DUBBIO UNA LEGGENDARIA BATTAGLIA RISALENTE AL 1593 - LA GIUNTA MILITARE HA ACCUSATO SULAK SIVARAKSA DI LESA MAESTA’ COSI’ COME LE ALTRE 138 PERSONE GIA’ PROCESSATE PER QUESTO REATO 

Carlo Pizzati per La Stampa

 

SULAK SIVARAKSA 2

A riscrivere la storia, o a valutarla con i crismi delle prove concrete, si rischia di finire i propri giorni dietro le sbarre. Si dice che controllando il passato si domina il futuro, e quindi la materia scotta poiché si tratta di quell' arma pericolosa chiamata potere.

 

Lo sta scoprendo sulla sua pelle un rispettato intellettuale e critico thailandese di 84 anni che due giorni fa è stato costretto a presentarsi di fronte a un tribunale militare per rispondere di accuse che potrebbero costargli 15 anni di carcere, la pena prevista in Thailandia per ogni singolo caso di lesa maestà.

 

SULAK SIVARAKSA

A dire il vero, la legge sulla lesa maestà è molto specifica nel difendere l' onore del sovrano «in carica». Ma Sulak Sivaraksa è invece sotto accusa per aver osato mettere in dubbio una storia che risale al 1593.

 

Si tratta di una leggendaria battaglia che il re thailandese Naresuan scatenò per sconfiggere un principe birmano in groppa a pachidermi da combattimento irti di lance e conquistare così il regno di Ayutthaya.

 

La critica, peraltro, risale all' ottobre di tre anni fa quando, in un dibattito all' Università di Thammasat, l' anziano Sivaraska osò mettere in dubbio l' accuratezza storica dell' eroismo dell' antico monarca che nel 2014 veniva celebrato con un film propagandistico sponsorizzato dalla giunta militare appena salita al potere.

 

BATTAGLIA THAILANDESI CONTRO BIRMANI

Lo storico si limitò a chiedere se la battaglia elefantina non possa essere in realtà un mito apocrifo e invitò «a non credere facilmente a queste cose, per non esser preda della propaganda». Per queste parole viene invocato l' articolo 122 del codice penale che proibisce di diffamare, insultare e minacciare il re, la regina e l' erede al trono in carica.

 

A causa di quest' articolo, un operaio 27enne è stato processato per aver postato un commento sarcastico sul cane del precedente re, Bhumipol, a cui il monarca aveva dedicato francobolli e un libro, essenzialmente per far capire che un buon suddito dev' essere leale e umile proprio come il cagnolino Tongdaeng.

 

superluna bangkok

Ma la lista è lunga. Sono 93 i casi di lesa maestà in Thailandia che coinvolgono 138 persone processate da quando la giunta è al potere. Tra queste anche l' ex premier Thaksin Shinawatra, fratello dell' ultima primo ministro, Yingluck.

 

Entrambi latitanti. E c' è chi è in carcere per aver messo un «like» a un video poco decoroso dell' attuale re Maha Vajiralongkorn, che verrà incoronato ufficialmente dopo il funerale-evento del padre, tra il 25 e il 29 ottobre. Inizierà così, è evidente, un periodo di ancor più stretta collaborazione tra la giunta militare golpista e il monarca più ricco del mondo, nel regno con la più severa legge per lesa maestà del globo.

 

REALI THAILANDIA

L' episodio dello storico che mette in dubbio il mito del re e dell' elefante si unisce a un trend globale di un' epoca in cui molti miti vengono messi in discussione da un' iconoclastia dilagante. E la giunta militare l' ha capito benissimo.

 

Ridicolizzare l' agiografia dei re del passato fa capire quanto irrazionale sia la mitologia stessa della monarchia del presente. Ed è per questo che la maestà si sente lesa: chi svela che il re è nudo fa crollare un' intera realtà. Il riesame dei simboli del passato e del loro ruolo nel presente è dilagante. E questo può essere un bene, e un male.

 

RE THAILANDIA

Ci sono esempi nella religione, con i taleban dell' Afghanistan e le statue del Buddha o l' Isis con il patrimonio culturale siriano, ma anche casi più recenti in politica, come il disarcionare statue dei generali confederati nel Sud degli Stati Uniti, o la protesta contro Cristoforo Colombo, accusato in America d' essere solo un massacratore di indigeni.

 

E per finire, ora c' è chi, dalle pagine del «New Yorker» suggerisce di radere al suolo i palazzi italiani di epoca fascista perché costituirebbero apologia di regime. Invece di tenerci i miti del passato, anche quelli negativi, come promemoria di regimi da evitare, si verrebbe così a obnubilare tutto nell' amnesia neutra del nuovo.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…