villa mariani bordighera

INTRIGO IN RIVIERA – NELLA STORIA DELLA VILLA DEL PITTORE MARIANI, A BORDIGHERA, CI SONO TUTTI GLI INGREDIENTI PER SCRIVERE UN BEL GIALLO – CAPOLAVORI E UN ATELIER INESTIMABILE, DISPUTE PER LA PROPRIETÀ, MINACCE E LOGGE MASSONICHE, SPECULAZIONI EDILIZIE

Marco Preve per “repubblica.it

 

VILLA MARIANI BORDIGHERAVILLA MARIANI BORDIGHERA

Un uomo solo che rifiuta di piegarsi. L'aggressione al suo patrimonio il cui valore la Soprintendenza definisce "inestimabile". Ambienti massonici in movimento. Le rivelazioni di un condannato in un processo di ‘ndrangheta. Un incontro segreto a Montecarlo, in occasione di una serata di beneficenza, tra l'allora numero uno del Monte dei Paschi Giuseppe Mussari e uno dei re del mattone della riviera Piergiorgio Parodi.

 

VILLA MARIANI BORDIGHERAVILLA MARIANI BORDIGHERA

C'è chi la cultura la valorizza per trasformarla anche in un volano economico e chi invece tenta di impossessarsene per alterarne l'essenza e mutarla in attività assai più remunerative. A giudicare dal memoriale di un imprenditore edile della provincia di Imperia, Ettore Castellana, condannato nel processo di ‘ndrangheta "La Svolta", è proprio quella la fine che ha rischiato di fare Villa Mariani.

 

Ovvero il bellissimo complesso sulla collina di Bordighera di proprietà della Fondazione intitolata al pittore italiano Pompeo Mariani, celebre per le sue marine, vissuto a cavallo tra ‘ 800 e ‘ 900. Il parco che conserva ancora gli ulivi dipinti da Monet, ospita sia la Villa dove ha sede la Fondazione sia la "Specola", ovvero l'incredibile laboratorio di Mariani inserito nell'elenco mondiale dei dieci atelier meglio conservati di pittori dell'800 e sta per diventare patrimonio Unesco.

VILLA MARIANI CARLO BAGNASCOVILLA MARIANI CARLO BAGNASCO

 

Questa storia inizia 18 anni fa quando Carlo Bagnasco, appassionato ed esperto d'arte genovese, perito dei tribunali, rileva parco, villa e opere dall'ultima proprietaria. Investe due miliardi e mezzo di lire per lavori di battaglia giudiziaria che lo ha logorato. La banca Monte dei Paschi, per un debito di un paio di milioni sul pagamento delle rate di un mutuo, è quasi riuscita portargli via con una procedura fallimentare la villa, nonostante un patrimonio stimato, al ribasso, 50 milioni di euro. Bagnasco ha sempre sospettato che l'incubo che stava vivendo non fosse casuale. Oggi, una serie di atti giudiziari sembrano dargli ragione.

MARIO MONTI GIUSEPPE MUSSARI FOTO INFOPHOTO MARIO MONTI GIUSEPPE MUSSARI FOTO INFOPHOTO

 

Tra questi atti giudiziari anche un fascicolo a carico di ignoti aperto dalla procura di Imperia per verificare eventuali omissioni d’ufficio nella gestione del fascicolo affidato ad giudice fallimentare Roberto De Martino, le cui decisioni rischiarono di far finire la Villa all’asta e che fu sostituito, alla fine del 2012, dal giudice Massimiliano Botti, con il quale la vicenda sembra essere arrivata ad un’equa conclusione, con una decurtazione di quanto precedentemente riconosciuto alla banca.

 

Ma se oggi Bagnasco può tirare il fiato dopo aver dovuto vendere beni di famiglia e quadri per far fronte allo scontro con Mps, le maggiori sorprese arrivano da una richiesta di archiviazione firmata dal pm imperiese (ex capo di Sanremo) Roberto Cavallone. L’atto riguarda un’indagine avviata per capire chi avesse violato un armadio blindato che Bagnasco possedeva (da quando l’agenzia era Antonveneta) nella filiale genovese di via santi Giacomo e Filippo del Mps.

POMPEO MARIANI AUTORITRATTOPOMPEO MARIANI AUTORITRATTO

 

Impedito ad accedervi fin dal 2004 per il contenzioso in corso, nel maggio 2010, quando Bagnasco presenziò all’apertura con gli ufficiali giudiziari, scoprì che il caveau era vuoto. Volatilizzati i cinque milioni in lingotti d’oro oltre ad un disegno di Degas e ad altri preziosi. Il pm Cavallone, pur rilevando «un’apertura illecita del caveau» e sottolineando le «risposte non convincenti» di un perito che, si scoprì in seguito, era stato chiamato nel marzo 2010 dalla banca a effettuare una stima dei beni con l’avvocato del Mps Paolo Galassi, non è riuscito a individuare i responsabili della sparizione e ha chiesto l’archiviazione del fascicolo. E’ probabile che Bagnasco vi si opporrà ma lo stesso gip potrebbe ordinare nuove indagini.

 

Ma al provvedimento di richiesta di archiviazione la procura ha allegato un documento inedito: un memoriale di Ettore Castellana. Quest’ultimo è un imprenditore edile che assieme ad un altro artigiano, Nunzio Roldi, nel marzo del 2010 spararono alla macchina del costruttore Piergiorgio Parodi per mancati sub appalti nella realizzazione del porto di Ventimiglia e perché Castellana rinfacciava a Parodi di non essergli stato riconoscente quando, dieci anni prima Castellana era finto in prigione mantenendo il silenzio su un giro di false fatture che coinvolgeva Parodi.

 

Castellana e Roldi sono stati condannati anche nel processo alle cosche calabresi “La svolta”. Evidente, quindi, che abbia del risentimento nei confronti di Parodi. Ma il suo memoriale è ritenuto attendibile dalla magistratura.

POMPEO MARIANIPOMPEO MARIANI

 

Nel 2012, in una lettera consegnata alla procura di Imperia Castellana racconta molte cose e poi affronta «la “famigerata” storia di villa Mariani a Bordighera». Spiega che Parodi era interessato alle opere del pittore già dagli anni ‘70 e poi continua «nel 2010 Parodi lancia il suo affondo andando a Montecarlo ad una cena di “Amitiè sans frontieres” (associazione umanitaria di Montecarlo presieduta dal Principe Alberto, ndr) dove incontra il numero 1 di Montepaschi (Mussari, ndr) e gli spiega il suo disegno e cioè affossare “Villa Mariani” per farla vendere all’asta e comprarla a pochi spiccioli.

POMPEO MARIANIPOMPEO MARIANI

 

Non tanto per la bellezza del parco botanico e della villa, non solo per i tesori che custodisce ma soprattutto perchè Parodi e Devia (Bernardo, immobiliarista, ndr) sono proprietari del sottostante complesso “Bellosguardo”... dispongono di un terreno adibito a parcheggio ma destinato a far corpo unico con quello sopra e diventare un altro faraonico intervento edilizio che in quella posizione diventa oro, 20 mila euro a metro quadro».

 

Castellana racconta poi che Parodi per raggiungere i suoi scopi farà candidare il geometra Vincenzo Palmero, ex capo dell’ufficio tecnico comunale e presidente della Croce Rossa, alle elezioni a sindaco del 2013 di Bordighera. Palmero, papabile per il Pdl fino a poche settimane prima delle elezioni decise poi di non candidarsi. Castellana racconta anche di aver «fatto entrare in massoneria Palmero nella loggia Mimosa di Bordighera dove ero primo sorvegliante...ma la lasciò non appena arrivò la prima lettera della Loggia a casa e la moglie, cattolicissima, fece un vero scandalo».

 

POMPEO MARIANIPOMPEO MARIANI

E’ bene sottolineare nuovamente come Castellana sia animato da sentimento di vendetta nei confronti di Parodi ma gli inquirenti hanno verificato le sue dichiarazioni - parla anche di conti della Safra Bank di Monaco - ritenendole attendibili al punto da farle entrare ufficialmente in un fascicolo processuale. In quella fine 2012 Castellana accenna ad un altro obiettivo immobiliare di Parodi in zona Sapergo che effettivamente si concretizzerà nel 2014 con l’approvazione di un intervento per 24 mila metri cubi tra villette e un albergo, nonostante le proteste dell’opposizione comunale.

 

 

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