joseph ratzinger papa benedetto xvi

IL PASSATO TI TRAPASSA? - JOSEPH RATZINGER TRA IL 1977 E IL 1982 NON AVREBBE FATTO NULLA NEI CONFRONTI DI QUATTRO RELIGIOSI ACCUSATI DI ABUSI, IN DUE CASI DOCUMENTATI DA TRIBUNALI STATALI. I DUE PRETI SONO RIMASTI ATTIVI, SENZA SUBIRE PROVVEDIMENTI SUL PROFILO DEL DIRITTO ECCLESIASTICO - E' QUEL CHE SOSTIENE UN REPORT SUGLI ABUSI IN BAVIERA - IL TEOLOGO HANS ZOLLNER, PRESIDENTE DEL CENTRO PER LA PROTEZIONE DEI MINORI DELLA PONTIFICIA UNIVERSITÀ GREGORIANA: "IN TUTTO IL MONDO IL 3-5% DEI SACERDOTI È UN ABUSATORE. TRA NOI SI NASCONDONO CRIMINALI SERVE UN'INCHIESTA ANCHE IN ITALIA"

1 - IL PECCATO DI RATZINGER

Domenico Agasso per "la Stampa"

 

joseph ratzinger

Joseph Ratzinger non avrebbe agito in modo corretto di fronte a quattro casi di pedofilia del clero quando era arcivescovo di Monaco e Frisinga. Lo scrive il report sugli abusi sessuali che ha provocato un terremoto nelle Sacre Stanze bavaresi, inquietando la Chiesa universale per il coinvolgimento del Papa emerito. Sono almeno 497 le persone che hanno subito violenze sessuali nella diocesi tedesca in un periodo di quasi 74 anni (dal 1945 al 2019). Per lo più si tratta di giovani vittime di sesso maschile, 247, mentre 182 sono di sesso femminile, il 60% dei quali in età compresa fra gli 8 e i 14 anni. 235 invece gli autori degli abusi, tra cui 173 preti, 9 diaconi, 5 collaboratori pastorali, 48 persone dell'ambito scolastico.

 

CARDINALE REINHARD MARX

Sono questi i dati del rapporto realizzato dallo studio legale Westpfahl Spilker Wastl, incaricato dalla stessa arcidiocesi, oggi guidata dal cardinale Reihnard Marx. Secondo il dossier, Ratzinger potrebbe essere caduto nella prassi ecclesiale del passato: coprire, sottovalutare, spostando gli abusatori altrove - dove poi magari ripetevano le molestie - solo per difendere l'immagine della Chiesa.

 

Stando ai risultati dell'inchiesta, Ratzinger tra il 1977 e il 1982 non avrebbe intrapreso nulla nei confronti di quattro religiosi accusati di abusi, in due casi documentati da tribunali statali. I due preti sono rimasti attivi, senza subire provvedimenti sul profilo del diritto ecclesiastico. Inoltre, un interesse per le vittime da parte dell'arcivescovo Ratzinger «non è stato ravvisabile». I quattro episodi di «comportamenti erronei» sono stati respinti «rigorosamente» dallo stesso Pontefice emerito in una memoria allegata al dossier.

 

papa benedetto XVI ratzinger

Una smentita che i legali ritengono «poco credibile», avendo papa Benedetto sostenuto di non essere stato presente a una seduta importante nel 1980, nella quale si decise di ammettere un prete pedofilo nell'arcivescovado di Monaco e impiegarlo nella cura delle anime. Dalla natia Baviera ombre pesanti come macigni oscurano dunque la quiete nell'ex Monastero Mater Ecclesiae, dove Benedetto XVI, oggi quasi 95enne, si è ritirato dopo la rinuncia al pontificato.

 

georg ganswein

Lo stupore deriva anche dalla storia dello stesso Ratzinger, considerato, soprattutto dai tempi in cui era prefetto dell'ex Sant' Uffizio, l'alto prelato che più ha denunciato la «sporcizia» nella Chiesa, scoperchiando così il fenomeno della pedofilia nel clero e iniziando a interrompere la consuetudine degli insabbiamenti. E poi da Papa ha scomunicato il potentissimo abusatore seriale Marcial Maciel Degollado. Per adesso Benedetto XVI replica attraverso il suo segretario particolare, monsignor Georg Gänswein: «Fino ad oggi (ieri, ndr) pomeriggio non ha conosciuto il rapporto dello Studio legale Westpfahl-Spilker-Wastl, che ha più di 1000 pagine. Nei prossimi giorni esaminerà con la necessaria attenzione il testo».

 

joseph ratzinger con alfred xuereb

Gänswein comunica che «il Papa emerito esprime il turbamento e la vergogna per gli abusi sui minori commessi dai chierici, e manifesta la sua personale vicinanza e la sua preghiera per tutte le vittime, alcune delle quali ha incontrato in occasione dei suoi viaggi apostolici». Anche l'ex cardinale di Frisinga, Friedrich Wetter, avrebbe compiuto errori in 21 vicende di violenze sessuali. Invece a Marx sarebbero da attribuire negligenze in due situazioni di abusi nel 2008.

 

L'Arcivescovo chiede scusa «a nome dell'Arcidiocesi per la sofferenza inflitta alle persone nello spazio della Chiesa. Sono scioccato e mi vergogno». Il porporato nel giugno 2021 aveva presentato al Papa le sue dimissioni proprio in relazione alla «catastrofe» degli abusi del clero. Dimissioni respinte da Francesco. Il Vaticano affida un primo commento al portavoce Matteo Bruni: «La Santa Sede ritiene di dover dare la giusta attenzione al documento, di cui al momento non conosce il contenuto».

WOJTYLA E RATZINGER

 

2 - HANS ZOLLNER L'INCARICATO DEL PAPA: "IN TUTTO IL MONDO IL 3-5% DEI SACERDOTI È UN ABUSATORE. TRA NOI SI NASCONDONO CRIMINALI SERVE UN'INCHIESTA ANCHE IN ITALIA"

Domenico Agasso per "la Stampa"

 

«Siamo sotto choc per il report sulla pedofilia nell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga». Queste inchieste «servono, e ne occorrerebbe una anche in Italia». Anche se «ormai il fenomeno è chiaro: nel mondo in ogni regione tra il 3 e il 5% dei preti è un abusatore. Abbiamo dei criminali fra noi. Per questo dobbiamo ancora fare passi avanti per purificare la Chiesa». È l'analisi del gesuita tedesco padre Hans Zollner, teologo e psicologo, presidente del Centro per la protezione dei minori della Pontificia Università Gregoriana, a cui papa Francesco ha affidato la prevenzione degli abusi sessuali nella Chiesa.

 

JOSEPH RATZINGER

Qual è stata la sua reazione al dossier di Monaco di Baviera?

«Come dopo le altre pubblicazioni di dati del genere siamo choccati. Siamo devastati dalla dimensione numerica e dal proseguimento nel tempo, per decenni, di queste violenze».

 

Che cosa la inquieta in modo particolare?

«L'occultamento e le coperture dei casi, le omissioni e l'indifferenza da parte delle gerarchie e dei responsabili delle diocesi, i quali non hanno compiuto gli interventi che il Diritto canonico prevedeva e prevede».

 

Il coinvolgimento di Joseph Ratzinger nel report che significato assume?

«Aggrava l'immagine della vicenda».

 

La Chiesa che cosa sta facendo concretamente per debellare questa piaga al suo interno?

«Sta lavorando molto nell'ambito della prevenzione. Innanzitutto nella formazione di sacerdoti, religiosi, religiose, catechisti e altri collaboratori. Però dobbiamo imparare a essere più responsabili».

prete pedofilo

 

In che senso?

«Le nostre strutture non hanno ancora cambiato metodo e sistema rispetto alla trasparenza sulle responsabilità: mentre diventa chiaro chi abusa, non è altrettanto semplice far assumere la responsabilità a chi lo ha coperto per "salvare la faccia dell'istituzione", a chi avrebbe dovuto vigilare, a chi avrebbe dovuto intervenire secondo le indicazioni delle varie leggi e anche secondo la nostra missione di uomini di Chiesa: l'atteggiamento evangelico di proteggere i più deboli».

RATZINGER E WOJTYLA

 

Inchieste come quella di Monaco possono portare a qualcosa di buono? Ne occorrerebbe una così anche in Italia?

«Sì queste indagini condotte in modo oggettivo e pubblicate servono assolutamente. E servirebbe anche in Italia, certo, così si guarderebbe in faccia la realtà e non si continuerebbe a negare qualcosa che viene continuamente smentito, e cioè che in Italia non ci sono abusi sessuali nella Chiesa.

 

Anche se in generale paradossalmente ormai tutto è chiaro dal punto di vista della diffusione del fenomeno: nel mondo il numero di preti abusatori si aggira tra il 3 e il 5% in ogni regione. Dopo l'uscita di queste inchieste bisognerebbe innanzitutto avviare un'opera di ascolto delle vittime. E poi, modificare i rapporti di potere nella Chiesa, che dovrebbero essere più condivisi e meno autoritari, e aprirsi alle verifiche con la possibilità di essere giudicati anche da altri esperti fuori dal recinto cattolico. E poi dovremmo porci un interrogativo cruciale».

WOJTYLA RATZINGER

 

Quale?

«È più importante l'immagine che non corrisponde alla realtà, o ammettere che non siamo santi, che abbiamo peccato e che abbiamo tra noi anche criminali? Disse Gesù: la verità vi renderà liberi. Solo dopo la confessione può arrivare l'assoluzione e il perdono».

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....