ama roma scandalo sepolture

OLTRE IL DANNO LA BEFFA – L' AMA ANNUNCIA DI VOLER PORTARE IN TRIBUNALE CHI CRITICA LO SCANDALO DELLE SEPOLTURE A SUON DI ESPOSTI – LA MUNICIPALIZZATA DEL CAMPIDOGLIO DA SETTIMANE È SUBISSATA DI CRITICHE PER LA GESTIONE DELLE SEPOLTURE RIMANDATE ALL' INFINITO, UN' INDECENZA CHE COSTRINGE LE FAMIGLIE AD ASPETTARE ANCHE 2-3 MESI PER RIUSCIRE A SEPPELLIRE UN PARENTE

 

CAOS SEPOLTURE ROMA

Lorenzo De Cicco per "il Messaggero"

 

Senza un velo d' imbarazzo per le bare impilate da mesi nei magazzini di Prima Porta, o per i container pensati per surgelare il pesce, affittati d' urgenza per stipare le salme in attesa di cremazione, l' Ama ieri ha annunciato Urbi et Orbi di voler portare in Tribunale chi critica lo scandalo delle sepolture a suon di esposti.

 

La municipalizzata del Campidoglio, un carrozzone pubblico da oltre 7mila dipendenti, dove un netturbino su 3 si dichiara «inabile», l'assenteismo sfiora ogni mese il 20%, e qualche dipendente pensa bene di sfruttare i camion aziendali per arrotondare con i traslochi in nero, da settimane è subissata di critiche per la gestione delle sepolture rimandate all' infinito, un' indecenza che costringe le famiglie ad aspettare anche 2-3 mesi per riuscire a seppellire un parente.

 

SCANDALO SEPOLTURE ROMA

Anziché scusarsi e basta, come ha fatto la sindaca Virginia Raggi e come suggerirebbe innanzitutto il buonsenso davanti all' evidenza dello sfacelo, la partecipata ha replicato a muso duro. Tentando la via del contrattacco che, visto l' esito dell' operazione, sembra la classica toppa peggio del buco. Il primo a prendere le distanze è stato il Comune: Raggi, raccontano nel suo entourage, della mossa non sapeva nulla. «Non è mai stata concordata».

 

LA NOTA

 

BARE A ROMA IN ATTESA DI SEPOLTURA

Con una nota zeppa di burocratese (e di malcelate minacce legali), la società ieri pomeriggio ha detto di valutare «eventuali azioni nelle sedi opportune per il reato di procurato allarme». Insomma l'allarme sulle cremazioni per i ritardi indecorosi, non sarebbe figlio della mala gestio dei servizi cimiteriali, degli impiegati in smart working che macinano le pratiche al rallentatore dal divano di casa, ma sarebbe appunto «procurato» da chi i disagi li denuncia.

 

SCANDALO SEPOLTURE ROMA 4

I primi a farlo sono stati gli impresari delle pompe funebri, che dopo settimane passate a reclamare in tutti gli uffici possibili le lungaggini delle cremazioni - «si è arrivati a picchi di 2mila salme in attesa nei depositi», calcolano le ditte - hanno deciso di sottoporre la questione all' attenzione dei magistrati.

 

L' Efi, che raggruppa gli operatori del settore, ha presentato un esposto in Procura ipotizzando i reati di sottrazione di cadavere e omissione di atti di ufficio. Ieri si è accodata la Lega, che insieme al Comitato per la tutela dei cimiteri ha firmato un altro esposto in cui si sostiene quello che le cronache raccontano dall' inizio dell' inverno: «Mesi di attesa per le cremazioni, cimiteri esauriti, disservizi ripetutamente segnalati dai parenti dei defunti disperati, costantemente ignorati da Ama».

AMA ROMA

 

Ai pm viene quindi chiesto di «verificare la legittimità dell' intera gestione e di valutare ogni profilo di illiceità penale ed erariale». A partire dall'«omissione di servizio».

 

La replica dell' Ama è stata appunto la minaccia delle denunce, lo spauracchio del «procurato allarme». Che ha spiazzato innanzitutto la sindaca Virginia Raggi, la prima a metterci la faccia e a scusarsi, la settimana scorsa, quando il deputato Pd Andrea Romano ha raccontato il suo sconforto per il figlio scomparso da due mesi e ancora in attesa di sepoltura.

BARE A ROMA IN ATTESA DI SEPOLTURA 2

 

Oltre alle scuse, Raggi ha convocato in Campidoglio i vertici dell' Ama, chiedendo spiegazioni che vadano oltre l' aumento dei morti causato dalla pandemia, che pure naturalmente c' è stato. «Capiamo che il nostro comunicato possa sembrare lunare, ma il problema delle cremazioni riguarda tutta Italia - dice l' ad di Ama, Stefano Zaghis - non denunceremo i cittadini, ma solo chi presenta esposti».

 

L' ULTIMA BEFFA

 

SCANDALO SEPOLTURE ROMA 3

Più dei seppellitori che scarseggiano (14 sono stati arrestati o indagati l'anno scorso per corruzione e vilipendio di cadavere), il problema, al solito, sembra essere la burocrazia malmostosa, le pratiche lentissime. Perfino quelle delle famiglie che hanno scelto un forno fuori Roma, per fare prima.

 

AMA ROMA

A volte manca solo una firma, per autorizzare il trasferimento, ma possono passare settimane. «C' è chi ha aspettato anche 3 mesi tra il decesso e la tumulazione - racconta Valter Fabozzi di Federcofit - Quasi tutti gli impiegati di Ama stanno lavorando in smart working e rispondono quando vogliono, senza alcun criterio di priorità: magari chiudono una pratica presentata 10 giorni prima e si scordano quella di 2 mesi fa».

 

Ieri l' ultima beffa: il cimitero di Prima Porta ha fatto sapere che «garantisce le sepolture» solo se le bare arrivano «entro mezzogiorno». Dopo c' è la pausa pranzo?

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO