valter lavitola sigfrido ranucci

LA PROCURA DI ROMA DEVE TROVARE DUE RISPOSTE: CHI E' IL MANDANTE DELL'ATTENTATO A RANUCCI E PERCHE' E' STATA FATTA ESPLODERE LA BOMBA – SICURAMENTE L’ATTENTATO A RANUCCI È STATO CONDOTTO IN STILE MAFIOSO. LO HA AFFERMATO IL TRIBUNALE DEL RIESAME, CHE HA CONFERMATO GLI ARRESTI PER I QUATTRO ESECUTORI MATERIALI, A CUI È CONTESTATA L’AGGRAVANTE DEL “METODO MAFIOSO” – MA IN QUESTO IMPIANTO ACCUSATORIO COME SI INSERISCE IL RUOLO DEL FACCENDIERE VALTER LAVITOLA, INDAGATO COME “MANDANTE”? LA PISTA DELLA “BOMBA D’AMORE”, ORDINATA DA VALTERINO PER RENDERE IL GIORNALISTA UN “MARTIRE” E LANCIARE LA SUA CANDIDATURA POLITICA, COZZA CON L’IPOTESI UN’AZIONE INTIMIDATORIA PARAGONABILE A QUELLE PERPETRATE DALLA MAFIA – RESTA IL MISTERO DEL MOVENTE DIETRO ALL’ORDIGNO. MENTRE VALTERINO LAVITOLA, LASCIATO A PIEDE LIBERO, CONTINUA A PARLARE, ALLUDERE E MANDARE "MESSAGGI" A CHI PUO' CAPTARLI...

1. CASO RANUCCI, CONFERMATI GLI ARRESTI

Estratto dell’articolo di Giulio De Santis per il “Corriere della Sera”

 

lavitola ranucci

L’attentato nei confronti di Sigfrido Ranucci è stato condotto con metodi mafiosi. La ricostruzione della Procura è stata ora avvalorata dal Tribunale del Riesame, che ieri ha deciso di rigettare l’istanza avanzata dai difensori dei quattro indagati […] di annullare l’ordinanza di misura cautelare. Di conseguenza, rimangono in carcere Pellegrino D’Avino, Antonio Passariello, Saverio Mutone, mentre resta ai domiciliari Marica De Filippi.

Le ipotesi d’accusa contestate agli indagati sono detenzione e porto di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento. A ognuno di loro è anche contestata l’aggravante del metodo mafioso.

 

Gomes Clesio Tavares con antonio passariello

In attesa di leggere le motivazioni del provvedimento, va detto che ricorrono due aspetti tipici di questa circostanza aggravante, come sottolineato dalla Procura nel corso della discussione davanti ai giudici del Riesame. La volontà di intimidire il giornalista e l’organizzazione dell’attentato commissionata da un mandante.

 

Nel corso dell’udienza non è stata esaminata la posizione di Valter Lavitola, per ora considerato dai pm proprio il mandante dell’attentato. Con cui però i quattro indagati — assistiti dagli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri — non hanno mai avuto alcun tipo di contatto. […]

 

2. RANUCCI, CONFERMATA L’AGGRAVANTE MAFIOSA PER GLI ATTENTATORI. PM A CACCIA DEL MOVENTE

Estratto dell’articolo di Vincenzo Bisbiglia per “il Fatto Quotidiano”

 

I QUATTRO INDAGATI FINITI AGLI ARRESTI CON L'ACCUSA DI AVERE MESSO LA BOMBA A CASA DI SIGFRIDO RANUCCI

Tiene, salda, l’aggravante del metodo mafioso per i quattro esecutori materiali dell’attentato a Sigfrido Ranucci. Ieri il Tribunale del Riesame ha confermato le misure, e quindi le accuse, nei confronti di Pellegrino D’Avino, Antonio Passariello e Saverio Mutone, che si trovano in carcere a Rebibbia, e di Marika De Filippis, che invece si trova ai domiciliari ad Avella, provincia di Avellino.

 

[…]  Dunque, a quanto pare anche per i giudici la bomba piazzata il 16 agosto sotto casa del conduttore di Report ha rappresentato un’azione intimidatoria paragonabile a quelle perpetrate dalla mafia.

 

Si tratta di un passaggio fondamentale. L’impianto accusatorio formulato dal pm Edoardo De Santis – con le indagini affidate ai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma – vede indagato come mandante dell’attentato l’ex faccendiere Valter Lavitola, divenuto negli ultimi anni amico “fraterno” di Ranucci.

 

L’intermediario tra il ristoratore e il gruppo di esecutori sarebbe invece l’italocamerunense Gomes Clesio Tavares, factotum di Lavitola e considerato dai pm intraneo al clan Russo di Nola.

Clesio Tavares si trova tuttora in Camerun e, ha rivelato ad alcuni quotidiani, non avrebbe intenzione di rientrare a breve in Italia.

Il puzzle per i magistrati però è tutt’altro che composto.

 

valter lavitola e sigfrido ranucci a cena insieme al ristorante cefalu a roma

La perquisizione con sequestro di telefoni e device nei confronti di Lavitola, avvenuta tra sabato 4 e domenica 5 luglio, dimostra che i sospetti nei suoi confronti sono saldi, ma non lo è altrettanto l’impianto accusatorio.

 

Lo stesso Lavitola in alcune interviste ha confessato di aver temuto l’arresto, sin dal giorno del suo interrogatorio. “Alla fine di questa storia – ha detto in un'intervista alla trasmissione Filorosso della Rai – sono sicuro al cento per cento che finirò in carcere”.

 

E ha ipotizzato: “Forse vogliono vedere se io sto fuori faccio degli errori”. Ma un’eventuale misura, per reggere davanti al gip, ha bisogno di essere sostanziata da prove su cui gli investigatori stanno ancora lavorando, visto che il pericolo di fuga appare al momento escluso.

 

bomba distrugge le auto di sigfrido ranucci e della figlia 5

Tra gli elementi ce n’è uno che ha scatenato la curiosità di chi indaga. La notte della perquisizione a Valter Lavitola, ci sarebbero stati più contatti tra quest'ultimo e il giornalista: a raccontarlo è stato lo stesso imprenditore che ha raccontato di uno scambio di messaggi nella notte della perquisizione e di una telefonata ricevuta dal conduttore di Report intorno alle 3.30 del mattino.

 

I due sarebbero “stati al telefono per circa due ore”. Al momento non sembra però prevista una nuova audizione come testimone di Ranucci. […]

VALTER LAVITOLA INTERVISTATO DA FILOROSSOpellegrino davino - arrestato per la bomba a casa di sigfrido ranuccisavierio mutone - arrestato per la bomba a casa di sigfrido ranucciWalter Lavitola nel suo ristorante Cefalu 22VALTER LAVITOLAil sondaggio by lavitola su ranucci leader del campo largo 1il sondaggio by lavitola su ranucci leader del campo largo 2il sondaggio by lavitola su ranucci leader del campo largo 5

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…