casolare esploso ramponi

"L’IDEA DI FARSI ESPLODERE CON IL CASALE ERA DI MIA SORELLA, IO NON C’ENTRO" - L'INTERROGATORIO DI FRANCO RAMPONI CHE, INSIEME ALLA SORELLA MARIA LUISA E AL FRATELLO DINO, HA RIEMPITO IL CASOLARE DI GAS E LO HA FATTO ESPLODERE, UCCIDENDO TRE CARABINIERI, LO SCORSO 14 OTTOBRE - I MILITARI ERANO INTERVENUTI A CASTEL D’AZZANO PER SFRATTARE I TRE FRATELLI-TERRORISTI - I RAMPONI SONO INDAGATI PER STRAGE, MA FRANCO SCARICA LA RESPONSABILITA' SULLA SORELLA (È STATA LEI AD ACCENDERE LA MICCIA): "ANCHE L’ANNO PRIMA È STATA LEI AD APRIRE IL GAS A MIA INSAPUTA QUANDO VOLEVANO PORTARCI VIA LA CASA"

Estratto dell'articolo di Beatrice Branca per www.corriere.it

 

FRANCO RAMPONI

«È stata mia sorella, Maria Luisa, ad aver detto più volte che avrebbe fatto esplodere il casolare e che si sarebbe fatta saltare in aria. Io non c’entro. Anche l’anno prima è stata lei ad aprire il gas a mia insaputa quando volevano portarci via la casa».

 

Le parole sono quelle di Franco Ramponi che, assieme alla sorella Maria Luisa e il fratello Dino, è indagato per strage, detenzione di esplosivi e resistenza a pubblico ufficiale. Tutti e tre sono ritenuti responsabili di aver fatto saltare in aria il loro casale a Castel d’Azzano il 14 ottobre, causando la morte dei carabinieri Valerio Daprà, Davide Bernardello e Marco Piffari e il ferimento di 26 persone.

 

Ieri, 17 febbraio, Franco, difeso dall’avvocato Luciano Arcudi, è stato sentito per tre ore dal sostituto procuratore Silvia Facciotti nella Casa Circondariale di Vicenza. «Io non volevo che i carabinieri morissero - ha riferito - anzi quando ho saputo cosa era successo ho pianto. Io ce l’avevo con il custode giudiziario che nei mesi aveva più volte tentato di sfrattarci e che credo essere la fonte di tutti i nostri problemi».

 

MARIA LUISA RAMPONI

Sebbene sia stata Maria Luisa ad aver materialmente innescato con un accendino l’esplosione, la procura ritiene che la donna non avrebbe mai potuto agire da sola. Il sospetto è che Franco e Dino abbiano messo in atto il paino della strage, introducendo nell’abitazione otto bombole a gas, alcune delle quali sarebbero state aperte quando le forze dell’ordine hanno circondato l’abitazione dei Ramponi il 14 ottobre.

 

«Ammetto di aver acquistato io quelle bombole e di averle portate col trattore nel nostro casale - ha spiegato Franco - ma ci servivano per cucinare e per scaldare la casa». L’uomo ha inoltre negato di essere uscito dall’abitazione alle 3 di notte, ovvero 15 minuti prima dell’esplosione, come hanno invece testimoniato ben quattro carabinieri. I video estratti dalle bodycam delle forze dell’ordine avevano inoltre ripreso due ombre allontanarsi dall’abitazione e, secondo la procura, si tratterebbero proprio di Dino e Franco. [...]

maria luisa ramponi tra le macerie

 

Franco per il momento è l’unico dei tre fratelli ad aver chiesto di essere sentito dalla pm. Lui vorrebbe inoltre provare a ottenere il trasferimento in una comunità a Sant’Anna d’Alfaedo dove è attivo un progetto di accoglienza per i detenuti. [...]

DINO RAMPONIFUNERALI DI STATO DEI CARABINIERI UCCISI DAI FRATELLI RAMPONICASA DEI FRATELLI RAMPONI

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