NOMEN OMEN - L'IMPRENDITORE CILENTANO CONCORDIO MALANDRINO, DA ANNI RESIDENTE A DUBAI, SAREBBE A CAPO UN ORGANIZZAZIONE ACCUSATA DI AVER REALIZZATO UNA MAXI FRODE FISCALE DA 60 MILIONI DI EURO. 24 LE PERSONE RINVIATE A GIUDIZIO - IL SIGNOR MALANDRINO AVREBBE OFFERTO A NUMEROSE IMPRESE LA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER ACCEDERE INDEBITAMENTE A CREDITI D'IMPOSTA PER INVESTIMENTI NEL MEZZOGIORNO...
(ANSA) - NAPOLI, 19 MAR - Si è conclusa con il rinvio a giudizio di 24 indagati l'udienza preliminare celebrata a Salerno, dinanzi alla gup Brigida Cavasina, del procedimento giudiziario scaturito dall'inchiesta della Guardia di Finanza e la Procura di Salerno che ha sgominato una strutturata organizzazione accusata di avere realizzato una maxi frode fiscale da 60 milioni di euro.
Secondo gli inquirenti, consulenti e professionisti indagati, guidati da Concordio Malandrino, imprenditore cilentano da tempo residente a Dubai, offriva a numerose imprese, su scala nazionale, la documentazione necessaria per accedere indebitamente a crediti d'imposta per investimenti nel Mezzogiorno.
Dinanzi allo stesso giudice si è celebrato anche il giudizio abbreviato per gli imputati Gennaro Pisa e Vincenzo Paparo riguardante l'elusione, per entrambi, delle misure di prevenzione. Difesi dall'avvocato Antonio Bucci entrambi sono stati assolti perchè il fatto non sussiste.
Pisa è stato anche interessato da un precedente procedimento giudiziario riguardate il settore degli idrocarburi in cui, difeso dall'avvocato Antonio Bucci, è stato prosciolto Lo scorso dicembre sono state emesse otto misure cautelari nei confronti dei 26 indagati notificate nell'ambito dell'operazione Blockchain dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno.
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