incendio in un palazzo in centro a torino porta nuova piazza carlo felice

“L'INCENDIO NON HA DISTRUTTO SOLO LE NOSTRE CASE. HA SPEZZATO LEGAMI E AMICIZIE” – IL DOLORE DEGLI INQUILINI CHE HANNO VISTO LE LORO CASE DIVORATE DALLE FIAMME A TORINO: “PER MOLTI DI NOI, QUESTO PALAZZO ERA LA NOSTRA FAMIGLIA” – DOPO QUASI 24 ORE LE FIAMME NON VOLEVANO ARRENDERSI, MA I VIGILI SONO RIUSCITI A SPEGNERE L’INCENDIO PERMETTENDO A UN INQUILINO PER FAMIGLIA DI ENTRARE A RECUPERARE MEDICINALI E DOCUMENTI – LA STORIA DELLA CAGNETTA CHANEL, MESSA IN SALVO DA…

Massimiliano Peggio per “La Stampa”

 

INQUILINI ENTRANO NEL PALAZZO IN CENTRO A TORINO BRUCIATO NELL'INCENDIO

«L'incendio non ha distrutto solo le nostre case. Ha spezzato legami e amicizie. Per molti di noi, questo palazzo era la nostra famiglia». Sabrina, piangendo di fronte a un caffè, racconta di non avere più niente. E dire che non voleva piangere, mostrandosi a tutti i costi forte. Eppure si arrende, ascoltando il responso di un funzionario dei vigili del fuoco. «Mi dispiace signora, il piano mansarde non esiste più. Lassù è tutto incenerito». Quel luogo là in alto, divorato per quasi un giorno dalle fiamme, era un piccolo angolo in stile parigino nel cuore di Torino. Mansarde con abbaini.

 

Da un lato orientati verso la collina, dall'altro con vista sulle montagne. «Lassù affittavo una mansarda di 50 metri quadrati - racconta Sabrina - Adesso molti inquilini dovranno trovarsi altre sistemazioni, altri posti dove abitare. Così si perderanno amicizie, piccole abitudini che ormai facevano parte della nostra vita. Ecco, proprio come una famiglia». Il giorno dopo, nel centro di Torino, il fumo denso del fuoco vivo ha lasciato il campo a sbuffi di vapore provocati dai getti d'acqua dei vigili del fuoco.

incendio in un palazzo in centro a torino 4

 

Dopo quasi 24 ore le fiamme non volevano arrendersi, annidiate in travi ottocentesche e solette di cannicciato. L'incendio scoppiato l'altra mattina ha coinvolto due palazzi di fronte alla stazione di Porta Nuova. Centodieci unità abitative inagibili. Decine di negozi chiusi, tra cui lo store di Decathlon. Due palazzi gemelli ma con storie strutturali diversi. Uno, bombardato durante la Seconda Guerra Mondiale, è stato ricostruito con soletto di cemento. Per via di quelle disgrazie belliche, ha retto meglio all'effetto del fuoco. L'altro, quello di piazzetta Lagrange, dedicata al grande matematico, sopravvissuto alle bombe degli Alleati, con strutture originali di fine Ottocento, si è arresto al fuoco.

 

incendio in un palazzo in centro a torino 11

«Lo abbiamo visto bruciare lentamente, per un giorno intero» dice un residente. L'incendio ha divorato una trentina di alloggi. Tra cui i due attici del primo palazzo, da cui sono partite le fiamme. Ieri mattina, i vigili del fuoco, hanno aiutato gli abitanti di primi piani a recuperare oggetti personali. «Entra una sola persona per alloggio. Prendetevi sole lo cose di stretta necessità: documenti, indumenti, medicine». Elenchi, prenotazioni per l'entrata, tutto gestito da un'unità mobile allestita in strada . Poi, con caschetto in testa, gli inquilini sono entrati uno alla vola negli stabili, nelle parti ritenute sicure. Ennio, farmacista, ha recuperato i medicina urgenti per alcuni clienti. Amil Lopes, fisioterapista personale dell'ex difensore del Torino Lyanco, ora ceduto al Southampton, ha recuperato i suoi attrezzi da lavoro.

 

incendio in un palazzo in piazza carlo felice a torino 5

«Devo seguirlo a breve in Inghilterra - dice Amil trascinando in strada un borsone gigantesco - appena ho i documenti a posto lascio Torino». Eugenia Borsello lavora in un laboratorio di moda. «Pare che al momento l'attività non abbia subito danni. Per noi la vera ricaduta riguarda il lavoro, che non possiamo portare avanti». Ieri, si poteva incontrare Antonella Loiacono, la portiera del palazzo di piazza Lagrange che ha messo in salvo gli inquilini dello stabile suonando i citofoni.

 

incendio in un palazzo in centro a torino 2

«Sì è vero, ho fatto quello, urlando, ma con me c'erano anche due agenti della polizia, che sono andati su piano per piano» dice, spiegando che non è stata la sola a pensare agli altri. Malgrado due sole ore di sonno, è tornata di fronte al «suo» palazzo, a dare una mano ai vigili del fuoco a rintracciare proprietari e inquilini. Un capo squadra si è avvicinato a lei, con aria distrutta: «Dobbiamo abbattere un soletta pericolante, se riusciamo a rintracciare il padrone i casa recuperiamo qualcosa».

 

incendio in un palazzo in centro a torino 6

Tra le storie che sono emerse, c'è anche quella della piccola cagnetta Chanel. La proprietaria, Teresa, nota commerciante torinese, proprietaria di uno dei due attici devastati dalle fiamme, l'altra mattina è uscita presto per andare al lavoro. «L'ha salvata la mia colf - racconta la donna, tenendo la cagnetta nella borsa - Qualche giorno fa la mia collaboratrice si è licenziata, per tornare a casa in Romania. Venerdì è venuta a prendersi alcuni effetti personali. Non c'era nessuno in casa. Ha visto il fumo ed ha dato l'allarme, portando anche in salvo la mia Chanel».

incendio in un palazzo in centro a torino 5incendio in un palazzo in piazza carlo felice a torino 8incendio in un palazzo in centro a torino 7incendio in un palazzo in centro a torinoincendio in un palazzo in centro a torino incendio in un palazzo in piazza carlo felice a torino 1incendio in un palazzo in piazza carlo felice a torino 3incendio in un palazzo in piazza carlo felice a torino 2incendio in un palazzo in piazza carlo felice a torino 6incendio in un palazzo in piazza carlo felice a torino 7incendio in un palazzo in piazza carlo felice a torino 4incendio in un palazzo in centro a torino 12incendio in un palazzo in centro a torino 10incendio in un palazzo in centro a torino 8incendio in un palazzo in centro a torino 9

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?