MENO LAVORO? PIÙ LIVORE! – L’INCREDIBILE PROTESTA DI UNA DIPENDENTE CINESE, CHE SOSTIENE DI ESSERE “SOTTOPAGATA E SFRUTTATA”: PER DENUNCIARE IL TRATTAMENTO INGIUSTO DA PARTE DEL PROPRIO CAPO, LA DONNA HA DECISO DI PRESENTARSI IN UFFICIO, MA PER DORMIRE CINQUE ORE DI FILA SULLA SCRIVANIA – LA LAVORATRICE HA ANCHE RUBATO UNA BARRETTA DI CIOCCOLATO DEL SUPERIORE, MA È FINITA NEI GUAI: A CAUSA DEL FURTO, IL MANAGER AVREBBE ACCUSATO UN MALORE (L’UOMO SAREBBE AFFETTO DA GLICOPENIA, UNA CONDIZIONE LEGATA A BASSI LIVELLI DI GLUCOSIO) – IL RACCONTO: “È INFURIATO. HA DETTO CHE VOLEVO UCCIDERLO, HA MINACCIATO DI…”
Estratto da www.leggo.it
«Sottopagata e sfruttata», una lavoratrice si è resa protagonista di una protesta che sta spopolando in tutto il mondo. Per denunciare il trattamento «ingiusto» da parte del proprio capo, la dipendente ha deciso di presentarsi al lavoro, ma per dormire cinque ore di fila sulla scrivania. La vicenda, documentata dal South China Morning Post, arriva da Shangqiu, nella provincia di Henan (Cina). Informato dell’episodio, il superiore sarebbe intervenuto intimando alla donna di svegliarsi, minacciandola di seri provvedimenti disciplinari.
LA PROTESTA E IL DISPETTO
La dipendente ha quindi registrato un video, poi diffuso online, in cui ha ribadito la propria posizione: «Non me ne andrò. Gli farò capire che si ottiene ciò per cui si paga». […] Ad acuire le tensioni sarebbe stato un altro comportamento della lavoratrice, che di nascosto e senza permesso, avrebbe mangiato il una barretta di cioccolato del datore.
Secondo la ricostruzione, lo snack serviva al capo perché affetto da glicopenia, una condizione legata a bassi livelli di glucosio. Il manager avrebbe accusato un malore, aggravando un contesto già fortemente teso.
LE CRITICHE
Nel video successivo, pubblicato sui social cinesi, la donna è apparsa in lacrime e ha raccontato le conseguenze dell’accaduto: «Il mio capo si è infuriato. Ha detto che volevo ucciderlo. Mi ha dato un avvertimento, minacciando di licenziarmi». […] Molti utenti hanno criticato il comportamento della dipendente, ritenendolo eccessivo e ingiustificato.
Il caso si inserisce in un contesto più ampio di tensioni legate alle condizioni di lavoro in Cina, dove negli ultimi mesi non sono mancati episodi di protesta, anche originali, contro ritmi intensi e richieste sempre più pressanti da parte delle aziende.


