IL LADRUNCOLO NON VA MAI IN PENSIONE – L’INCREDIBILE STORIA DI JESUS GUARIN DIAZ, 89ENNE COLOMBIANO CHE DA ANNI DERUBA I NEGOZI IN TUTTA ITALIA, SENZA MAI FINIRE IN PRIGIONE – IL VECCHIETTO È STATO BECCATO MENTRE SGRAFFIGNAVA ARTICOLI FIRMATI, PER UN VALORE DI OLTRE MILLE EURO, DA UNA BOUTIQUE DEL CENTRO DI ROMA – DIAZ SI AUTODEFINISCE SENZA DIMORA, MA IL SOSPETTO È CHE ABBIA UN “COVO SEGRETO” DOVE...
Estratto dell’articolo di Rinaldo Frignani per il “Corriere della Sera”
Davanti al verbale dei carabinieri con l’ultima denuncia per furto, Jesus Guarin Diaz — classe 1937 — ha come sempre scrollato le spalle. Poi ha preso copia dell’ennesima accusa di aver rubato in un negozio del centro di Roma, se l’è infilata in tasca ed è uscito dal portone della caserma su piazza di San Lorenzo in Lucina, incamminandosi verso via del Corso. […] Sicuro che ancora una volta non sarebbe finito a Regina Coeli.
[…] Pronto però a ricomparire chissà quando per rubare ancora occhiali, orologi, portafogli. Qualsiasi cosa abbia una griffe — originale, naturalmente — in modo da poterla rivendere al mercato nero. Perché questa è ormai la sua attività principale da almeno 52 anni, forse anche di più.
Con una pausa fra il 1998 e il 2001, quando per un cumulo pene da scontare in carcere ha dovuto fermarsi, per poi ripartire daccapo. In tutto questo tempo Diaz, oggi 89enne, nazionalità colombiana — da anni in Italia con il sospetto però di puntate all’estero sotto lo pseudonimo usato almeno fino al ’91 di «signor Fuhalic» residente nella ex Jugoslavia — ha riempito dieci pagine di precedenti, fra quelli penali e quelli di polizia, quasi tutti furti, un paio di rapine improprie per aver spintonato altrettanti commercianti durante la fuga. […]
Un album personale della sua lunga vita, trascorsa quasi tutta in libertà. Se ne è andato a piede libero anche qualche giorno fa, quando i carabinieri della stazione di San Lorenzo in Lucina lo hanno bloccato in via dei Due Macelli, vicino a piazza di Spagna, dopo la segnalazione del personale di vigilanza della Rinascente di via del Tritone: dalle telecamere di sicurezza lo avevano visto aggirarsi fra i reparti e poi infilare articoli firmati, per un valore di oltre mille euro, in una borsa schermata con fogli di alluminio infilati sotto le cuciture per ingannare i sistemi anti-taccheggio.
Gli investigatori sono convinti che ormai Diaz, freddo come sempre, sfrutti proprio il fatto di essere così avanti con gli anni per passare inosservato. […] Per l’ennesima volta non è finito in carcere: l’età ha di nuovo giocato un ruolo decisivo, insieme con il fatto che Diaz si autodefinisca senza fissa dimora, come scritto sui documenti d’identità dove risulta residente in via Modesta Valenti, la strada fittizia che il Comune ha intitolato alla clochard istriana morta di freddo nel 1983, indirizzo di riferimento di chi non ha una casa a Roma.
Difficile credere tuttavia che Diaz, che si appoggia a un avvocato per ricevere le notifiche giudiziarie, non abbia un alloggio, un covo segreto che i carabinieri stanno cercando perché potrebbe custodire i bottini di tanti furti. Del resto solo a dicembre aveva portato via sempre dalla Rinascente un orologio da 2 mila euro e un paio di occhiali griffati che sono finiti da qualche parte, come tutto il resto di quello che ha rubato dal 1974, anno del suo primo fotosegnalamento.
«Facevo il camionista, ma il lavoro è andato male e allora sono stato costretto a rubare», ha ripetuto anche l’ultima volta a chi lo ha fermato, cercando di passare per un disperato, uno che cerca di sbarcare il lunario, «costretto» all’illegalità. Avrebbe detto la stessa cosa anche negli anni scorsi dopo essere stato beccato in flagrante fra Santa Margherita Ligure (Genova) e Trieste. E poi ancora nel 2019 e nel 2021, quando è stato bloccato invece a rubare nei negozi attorno alla stazione Termini. E in altre occasioni. […]



