rigassificatore parco eolico

NON VOLETE DIPENDERE DAL GAS RUSSO? TIRATE FUORI LA TRIVELLA - L'ITALIA SI TROVA IN UN LIMBO PER LA RIQUALIFICAZIONE E LA COSTRUZIONE DI IMPIANTI ENERGETICI PER LA TRANSIZIONE ENERGETICA - LEGAMBIENTE E CITTADINI SI OPPONGONO ALL'IMPIANTO DI GNL IN SICILIA PERCHÉ IL SITO SCELTO È TROPPO VICINO ALLA VALLE DEI TEMPLI E ALLA DIMORA STORICA DI PIRANDELLO - IN PUGLIA IL PROGETTO PER IL PARCO EOLICO OFFSHORE È FERMO PERCHÉ IN FONDO AL MARE CI SONO TESORI RISALENTI ALL'ANTICA CARTAGINE - E NEL PORTO DI GENOVA, SULLA NUOVA DIGA FORANEA, SAREBBE DOVUTO SORGERE UN PARCO EOLICO MA…

Francesco Bisozzi per “il Messaggero”

rigassificatore 5

 

Ci sono quelli che preferisco i ciottoli del paleolitico ai pannelli solari, chi dice no ai rigassificatori per non offendere la memoria di Luigi Pirandello e chi si oppone all'eolico offshore perché in fondo al mare ci sono tesori risalenti all'antica Cartagine. Benvenuti nell'Italia che non fa pace con la transizione energetica e che chiude gli occhi davanti alla minaccia di un blocco delle forniture di gas russo.

rigassificatore porto empedocle

 

Partiamo dal rigassificatore di Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, fermo dal 2006: i tre rigassificatori in funzione in Italia non bastano a lavorare i nuovi volumi in arrivo grazie al tour del gas in Africa del governo. Ecco perché Enel si è detta pronta a riprendere in mano il progetto dell'impianto di gnl in Sicilia, ma Legambiente e cittadini si oppongono. Il sito scelto per realizzare il rigassificatore è troppo vicino alla Valle dei Templi e alla dimora storica di Pirandello. Nel frattempo la licenza per la costruzione dell'impianto è scaduta e dalla Soprintendenza di Agrigento fanno sapere che non risultano avviati procedimenti per il rilascio di nuovi pareri.

 

GNL DA USA, EGITTO E QATAR

rigassificatore 4

 All'Italia servono anche due rigassificatori galleggianti da circa 5 miliardi di metri cubi ciascuno e il governo conta di piazzare una delle due unità galleggianti in Puglia e più precisamente nei porti di Taranto o Brindisi. Dovrà fare però i conti con i sindaci delle due città, che hanno già detto di essere contrari. Di questo passo, il gnl proveniente dall'Africa rischia di rimanere sulle metaniere una volta giunto nei nostri porti.

 

rigassificatore 2

 I rifiuti continueranno a essere trasferiti all'estero, dove al momento già spediamo 581mila tonnellate di scarti l'anno. E la crescita delle rinnovabili proseguirà con il contagocce: entro il 2030 vanno installati almeno 70 gigawatt di potenza da fonti rinnovabili, ma il tasso annuo di installazione è oscillato negli ultimi sette anni tra 0,8 e 1 gigawatt di potenza media. Colpa della burocrazia, dei movimenti Nimby (non nel mio cortile) e del fenomeno Nimto (non nel mio mandato).

rigassificatore 3

 

Renexia vuole costruire al largo delle Egadi un parco eolico galleggiante capace di generare energia elettrica sufficiente a coprire il fabbisogno di 3,4 milioni di famiglie: presenterà la richiesta per la valutazione di impatto ambientale prima dell'estate, nonostante l'Assemblea regionale siciliana si sia già espressa a sfavore nelle scorse settimane.

parco eolico offshore 3

 

Nell'area in cui verrebbe realizzato il parco eolico offshore sono presenti i resti di imbarcazioni affondate e risalenti all'epoca degli scambi con l'antica Cartagine. A Centuripe, in provincia di Enna, per non recare danno a dei ciottoli del paleolitico inferiore, la Soprintendenza ha deciso l'anno scorso di bloccare il progetto di una centrale fotovoltaica da 384,1 megawatt di potenza solare.

 

parco eolico offshore 2

Il premier Draghi nei giorni scorsi ha messo gli italiani davanti a un bivio con quel «preferite la pace o i condizionatori», ma a giudicare dai tanti progetti per la diversificazione delle fonti di approvvigionamento che risultano fermi al palo verrebbe da chiedersi se gli italiani preferiscono salvare i ciottoli del paleolitico o non rischiare di subire i razionamenti sull'energia.

parco eolico offshore 1

 

E ancora. Nel porto di Genova, sulla nuova diga foranea, sarebbe dovuto sorgere un parco eolico, ma dal momento che andrebbe a deturpare il paesaggio, il progetto non ha ricevuto il via libera della Soprintendenza speciale per il Pnrr. Peccato, perché le turbine alte 50 metri avrebbero coperto il 6,5% del fabbisogno energetico del porto genovese.

 

rigassificatore 1

In provincia di Biella, nel Comune di Cavaglià, è in fase di valutazione ambientale un progetto per realizzare un termovalorizzatore da 110 megawatt e capace di smaltire 278mila tonnellate di rifiuti l'anno. L'impianto è stato proposto da A2A, ma associazioni e cittadini hanno chiesto una serie di modifiche: se non arriveranno entro settembre il progetto verrà archiviato. Altri investimenti andati in fumo.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…