cane procione

L'ENNESIMA FAVOLA SUL VIRUS - L'ULTIMA TEORIA E' CHE NON ERANO I PANGOLINI LA CAUSA DELLA PANDEMIA DA COVID: LA COLPA SAREBBE DEI CANI-PROCIONE DEL MERCATO DI WUHAN - UN TEAM INTERNAZIONALE DI VIROLOGI SAREBBERO RIUSCITI A METTERE IN RELAZIONE IL VIRUS CON GLI ANIMALI - E' L'ENNESIMO TENTATIVO, UN PO' FUMOSO, DI SPOSTARE IL FOCUS DALL'UNICA IPOTESI FINORA VEROSIMILE, QUELLA DELLA FUGA DEL VIRUS DAL LABORATORIO DI WUHAN... 

Estratto da corriere.it

 

CANE PROCIONE

Nuove evidenze a favore dell’origine della pandemia da Sars-CoV-2 da un mercato di Wuhan. Lo riporta il New York Times, che riferisce i risultati di un’indagine condotta da un team internazionale di virologi che avrebbero riscontrato dati genetici da un mercato a Wuhan che permetterebbero di mettere in relazione in virus con cani-procione (tanuki, in giapponese, ndr) in vendita in quella sede.

 

Se confermati, questi dati porterebbero ulteriori argomenti a favore della tesi che la pandemia abbia avuto origine dal commercio di animali selvatici.

 

I dati genetici provengono da tamponi effettuati in un mercato all’ingrosso di prodotti ittici a partire da gennaio 2020, poco dopo la sua chiusura proprio per il sospetto che fosse collegato all’origine di un nuovo agente virale.

 

I ricercatori hanno analizzato anche pareti, pavimenti, gabbie e carrelli usati per il trasporto delle gabbie. Nei campioni positivi al coronavirus, è stato riscontrato materiale genetico in quantità significativa che corrispondeva all’animale, che è un canide (forse un antenato delle volpe primitiva) presente anche in Italia, che si nutre anche con scarti alimentari.

 

CANE PROCIONE

La confusione di materiale genetico del virus e dell’animale non prova che un cane-procione sia stato infettato. E anche se lo fosse stato, non sarebbe provato nè chiaro se l’animale abbia potuto diffondere il virus alle persone. Un altro animale potrebbe averlo fatto o, viceversa, qualcuno infettato dal virus potrebbe aver trasmesso il virus al cane-procione.

 

Ma l’analisi – riporta il New York Times — ha stabilito che i procioni, che sono capaci di trasmettere il coronavirus, hanno depositato firme genetiche nello stesso luogo in cui è stato lasciato il materiale genetico del virus: uno scenario in cui il virus si era diffuso negli esseri umani da un animale selvatico. Un rapporto con tutti i dettagli dei risultati del team di ricerca non è stato tuttavia ancora pubblicato.

procione

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