matteo renzi alfredo romeo pasquale tridico

OH ROMEO, ROMEO – “LA VERITÀ”: “IL RIFORMISTA DI MATTEO RENZI ATTACCA IL PRESIDENTE USCENTE DELL’INPS PASQUALE TRIDICO, MA NON DICE NULLA DEI CLAMOROSI AFFARI REALIZZATI CON L’INPS DAL SUO EDITORE ALFREDO ROMEO. STIAMO PARLANDO DEI FLORIDI BILANCI DELLA ROMEO GESTIONI SPA, ALLA QUALE L’INPS DI TRIDICO E DEL DIRETTORE GENERALE VINCENZO CARIDI, E PRIMA ANCORA DELL’EX PRESIDENTE TITO BOERI, HA AFFIDATO LA GESTIONE DI METÀ DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE DELL’ISTITUTO. DALLA RELAZIONE DELLA CORTE DI CONTI SULLA GESTIONE FINANZIARIA DELL’ISTITUTO RISULTA CHE…”

MATTEO RENZI ALFREDO ROMEO PIERO SANSONETTI

Estratto dell’articolo di Giacomo Amadori e François De Tonquédec per “La Verità”

 

Il Riformista di Matteo Renzi attacca il presidente uscente dell’Inps Pasquale Tridico, considerato inadatto a gestire l’uscita dal reddito di cittadinanza, ma non dice nulla dei clamorosi affari realizzati con l’Inps dal suo editore Alfredo Romeo.

 

Stiamo parlando dei floridi bilanci della Romeo gestioni Spa, alla quale l’Inps di Tridico e del direttore generale Vincenzo Caridi, e prima ancora dell’ex presidente Tito Boeri, ha affidato la gestione di metà del patrimonio immobiliare dell’istituto.

 

pasquale tridico foto di bacco (4)

Dalla relazione della Corte di conti sulla gestione finanziaria dell’Istituto per l’esercizio 2020, risulta che l’ente perde circa 80 milioni di euro l’anno per colpa della gestione immobiliare. Stiamo parlando di circa 24.400 immobili da reddito del valore complessivo di circa 2,15 miliardi di euro. Dentro ci sono circa 9.250 immobili a uso abitativo, quasi 11.000 uffici e 1.380 negozi, oltre 1.750 strutture ricettivo-alberghiere, circa 900 tra box e cantine (dati 2020).

 

vincenzo caridi

Dal documento apprendiamo che il reddito lordo proveniente da affitti e entrate similari, in mano a Romeo, era di 23,3 milioni a fronte di 22,1 di spese di gestione a cui andavano aggiunti 38 milioni tra imposte locali e ammortamenti. Con il risultato che un patrimonio da 1,2 miliardi di valore aveva un rendimento negativo del 3,12 per cento e un disavanzo di 37 milioni di euro.

 

Certo i numeri non miglioravano di molto considerando gli immobili gestiti ancora dall’Inps (case di cura, convitti, case di riposo), insieme con Romeo per la parte ex Inpdai. In questo caso il reddito lordo degli immobili (del valore di 965 milioni di euro) era di 26 milioni, le spese gestionali pesavano per 18,2 milioni a cui andavano aggiunte quasi 30 milioni di spese «obbligatorie non discrezionali» (imposte locali e ammortamenti) che portavano il reddito netto da 7,7 milioni a -22 milioni, con un rendimento negativo del 2,8%.

 

TITO BOERI MATTEO RENZI

Costi altissimi che non hanno modificato la situazione di degrado e abbandono in cui versa quel patrimonio immobiliare costruito con i soldi di contribuenti e assicurati. Ma come si è arrivati a questo disastro? Nel 2015 si concluse la gara che doveva individuare un unico gestore di quel tesoretto, riducendo la frammentazione precedente e assicurare un’efficace e puntale gestione amministrativa e tecnica di tutto il patrimonio.

 

Infatti alle proprietà dell’Inps, già amministrate dalla società Igei (Inps gestione immobiliare), era state sommate quelle di altri enti per effetto della soppressione di Scau (Servizio contributi agricoli unificati), Sportass (Cassa di previdenza per l’assicurazione degli sportivi), Ipost (Istituto postelegrafonici) e Inpdai (Istituto nazionale di previdenza per i dirigenti di aziende industriali).

 

RENZI ROMEO

La Romeo gestioni si è aggiudicata questo appalto al termine di un lungo contenzioso che l’ha vista contrapposta allo stesso istituto e soltanto per effetto di una sentenza del Consiglio di Stato che ha ordinato il subentro nel rapporto contrattuale stipulato dall’istituto con l’originario aggiudicatario.

 

Nel frattempo, l’Inps aveva incorporato anche l’Inpdap (Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica), che con l’Inpdai aveva portato in dote il 90 per cento degli immobili, e l’Enpals (Ente nazionale di previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo).

 

ALFREDO ROMEO

Nel 2017 l’attività di gestione di tutto il patrimonio da reddito dell’istituto era svolta sotto il coordinamento della Direzione centrale patrimonio e archivi di Giorgio Fiorino, ex dirigente Inpdap transitato in Inps.

 

Alla scadenza del rapporto contrattuale con Romeo, è stata la direzione di Fiorino a predisporre gli atti per la nuova gara. Il bando reca la firma di Caridi, anch’egli ex dirigente Inpdap.

 

All’epoca questi era a capo della Direzione centrale acquisti e appalti che gestiva le gare.

vincenzo caridi

Quella bandita da Caridi e Fiorino è stata aggiudicata il 18 giugno del 2020, dopo due anni di procedura, nuovamente alla Romeo gestioni, stavolta senza contenziosi, ma individuando come migliore la proposta dell’imprenditore napoletano. In quel momento, Tridico è da più di un anno presidente dell’istituto e Caridi è stato promosso, su proposta di Tridico, dg.

 

Il valore annuo del contratto è pari a 18 milioni di euro per un complessivo valore di oltre 54 milioni per tre anni, prorogabile per altri tre. Un’assegnazione sicuramente regolare dal punto di vista procedurale, ma non per forza vantaggioso per l’ente. […]

 

[…] La remunerazione della Romeo gestioni è legata al numero delle unità immobiliari amministrate, ma nel contratto si affida alla Romeo anche l’attività di supporto alla vendita e dismissione del patrimonio che l’istituto ha in corso da anni e persino i contenziosi, nonostante vi sia un Avvocatura interna con oltre trecento legali.

 

TIZIANO RENZI ALFREDO ROMEO E I SOLDI SOTTO LA MATTONELLA

Ci si chiede quale impegno possa mai mettere un appaltatore in una attività di supporto alla vendita che porta alla diminuzione del numero delle unità immobiliari amministrate da cui dipende il suo cospicuo compenso, che sembra l’unico dato certo.

 

[…] Ma se la gestione del patrimonio Inps è in rosso, i risultati della Romeo gestioni sono stabilmente in nero: basti pensare che l’utile netto è salito da 17 milioni del 2020 ai 21 milioni del 2021.

 

E Alfredo Romeo, grazie anche ai soldi dell’ente previdenziale, è entrato nel mondo dell’editoria rilevando il quotidiano l’Unità dal fallimento, dopo essere diventato editore del Riformista. Nel 2016 a interessarsi alle sorti dell’Unità era stato Matteo Renzi, all’epoca premier e segretario del Pd.

 

Alfredo Romeo 3

Per il salvataggio della storica testata i suoi sondarono proprio Romeo, già finanziatore del senatore di Rignano sull’Arno. Oggi il fu Rottamatore è diventato direttamente un dipendente di Romeo, essendo stato assunto come direttore del Riformista.

Ma niente avviene per caso e anche in questa occasione dobbiamo annotare corsi e ricorsi storici. Come risulta chiaro dalla vecchia inchiesta Consip.

 

All’epoca, nell’ottobre del 2016, Carlo Russo, l’imprenditore toscano legato a doppio filo con Tiziano Renzi, si preoccupò di fare incontrare il direttore del settore patrimonio dell’Inps, Daniela Becchini, con lo stesso Romeo: «Si metterà a disposizione», annunciò Russo. Il 5 ottobre i carabinieri del Noe monitorarono l’incontro. Becchini cercava l’appoggio di Romeo per diventare direttore generale dell’ente.

 

Oggi il Riformista di Renzi plaude all’allontanamento di Tridico, poiché l’ex presidente «grillino non può essere lui a gestire la fase di sepoltura del reddito di cittadinanza e di lancio dei nuovi strumenti di assistenza e gli incentivi al lavoro». Ma, ovviamente, può essere sempre Romeo a gestire gli immobili dell’ente. Nonostante i risultati negativi. Su questo, siamo certi, non c’è da aspettarsi nessuna inchiesta dei segugi del Riformista.

pasquale tridico foto di bacco (3)matteo renzi direttore del riformista by macondo vincenzo caridi vincenzo caridi

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