CRONACA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO – PER IL CNR, IN LIGURIA DAL 1960 AL 2014 CI SONO STATE 31 ALLUVIONI O FRANE CHE HANNO CAUSATO MORTI – LE ULTIME QUATTRO ALLUVIONI CLASSIFICATE COME “EVENTI ATTESI”…

Marco Imarisio per il "Corriere della Sera"

 

 nubifragio nel tigullio, allagamenti a chiavari  9 nubifragio nel tigullio, allagamenti a chiavari 9

Nell’aprile del 1950 il geometra Giuseppe Muratore ottenne il permesso di costruire un cinematografo. L’area prescelta era di proprietà del Demanio e corrispondeva all’alveo del torrente Chiaravagna. Appena due mesi più tardi il geometra cambiò idea e presentò al Comune di Genova un progetto per la costruzione di un palazzo residenziale a cinque piani. L’edificio venne ultimato nell’inverno del 1953. All’epoca le cose almeno si facevano in fretta.

 

Le fondamenta appoggiavano nel letto di quel rigagnolo, che ci scorreva sotto. Nel 1966, tredici anni dopo, il Genio civile si accorse che c’era qualcosa che non andava nell’esecuzione dell’opera, ritenuta «idraulicamente non idonea», e reagì sdegnato chiedendo un adeguamento dell’affitto da pagare allo Stato.

 

Muratore si ribellò. Dopo ingiunzioni e ricorsi la causa cominciò nel 1977 e si concluse nel gennaio del 2011. Nell’attesa c’erano state cinque esondazioni del Chiaravagna nelle quali l’edificio costruito interamente sul suo alveo «ha giocato un ruolo importante, se non fondamentale». L’ultima, il 4 ottobre del 2010, fece un disastro, con danni stimati in 180 milioni di euro.

 nubifragio nel tigullio, allagamenti a chiavari  8 nubifragio nel tigullio, allagamenti a chiavari 8

 

Una terra delicata

I grandi poeti come Camillo Sbarbaro hanno sempre ragione. «Scarsa lingua di terra che orla il mare/chiude la schiena arida dei monti/scavata da improvvisi fiumi». La Liguria è così. Una bellissima trappola, dice Alfonso Bellini, che non è un poeta ma uno degli uomini più impegnati del pianeta in quanto geologo incaricato delle perizie su ogni disastro che avviene in Regione.

 

I dati dell’Istituto di Ricerca e Protezione Idrogeologica ligure del Cnr dicono che dal 1960 al 2014 ci sono state 31 alluvioni o frane che hanno causato vittime. A fare la media, succede almeno una volta ogni due anni, quando va bene. Dall’inizio del nuovo secolo gli eventi classificati «di natura disastrosa» per i danni umani e non solo che hanno causato sono stati quindici. La premessa sul territorio era d’obbligo. Poi c’è tutto il resto. «In questo ambiente così fragile - dice Bellini - l’uomo si è mosso come un elefante in una cristalleria».

 nubifragio nel tigullio, allagamenti a chiavari  7 nubifragio nel tigullio, allagamenti a chiavari 7

 

Tutti fermi

La Liguria conosce ogni suo male. I Piani di Bacino regionali del 1998 e del 2002 hanno scattato la fotografia di ogni settore a rischio, individuando i punti di maggiore fragilità. A Levante, Il torrente Turbinara che ieri ha mandato Chiavari sott’acqua era considerato un rivo tombato con una copertura vegetale in stato di abbandono che aumenta la presenza di materiale «flottante» e diminuisce la capacità già ridotta ai minimi termini del suo letto. I rivi del Ponente genovese nell’ultimo secolo hanno prodotto una sequenza di eventi dannosi che ha dell’incredibile. Eppure le loro condizioni idrauliche, salvo il Chiaravagna di cui sopra, non sono mai cambiate dal lontano 1970. Il rischio si prevede, alla previsioni del rischio non segue mai una prevenzione adeguata.

 

 nubifragio nel tigullio, allagamenti a chiavari  6 nubifragio nel tigullio, allagamenti a chiavari 6

Le ultime quattro alluvioni liguri sono classificate come «eventi attesi», dove «la totalità dei danni è dovuta a situazioni già individuate e note». Ma nessuno fa nulla, prima. Dopo, sempre dopo, tutta un’altra storia.

 

Permessi e indennizzi

Questa è la terra dove le concessioni idrauliche sono una causa dei disastri. Dal 1904 al 1972, quando la competenza spettava al Genio civile, lo Stato concedeva autorizzazioni per lavori vicini a rivi e torrenti su terreni di sua proprietà seguendo un criterio discrezionale. Le pratiche erano rinnovate senza fare alcuna verifica, quelle con concessioni scadute venivano lasciate «dormire» per anni se non per decenni, ratificando di fatto il possessore di un’opera divenuta abusiva.

 

 nubifragio nel tigullio, allagamenti a chiavari  5 nubifragio nel tigullio, allagamenti a chiavari 5

La cementificazione della Liguria è avvenuta per germinazione spontanea, senza alcun controllo. Nel 2001 sono subentrati gli enti locali, che invece di sanare hanno scelto di monetizzare. Con la benedizione di una delibera regionale del 2005 che ha eletto l’obolo a metodo, la Provincia cominciato a spedire lettere nelle quali informava i proprietari di opere inadeguate e pericolose dell’impossibilità di rinnovare le loro concessioni senza un adeguato indennizzo per l’occupazione di bene demaniale. Casse piene, come gli alvei dei torrenti liguri. Al momento nella sola provincia di Genova, che può vantare 16 comuni alluvionati oltre al capoluogo, si contano 270 edifici fuori norma su terreno demaniale che approfittano di questa specie di condono idraulico a rate.

 nubifragio nel tigullio, allagamenti a chiavari  4 nubifragio nel tigullio, allagamenti a chiavari 4

 

Poca memoria

Già nel novembre 1822 il tempo scarseggiava. Dopo una esondazione del Bisagno all’architetto e ingegnere Carlo Barabino, progettista del teatro Carlo Felice e del cimitero di Staglieno, vennero dati solo tredici giorni per redigere un elenco delle cose da fare nel caso di ripetizione dell’evento. E’ passato qualche giorno da allora, ma quel piano di emergenza è rimasto in solitudine.

 

 nubifragio nel tigullio, allagamenti a chiavari  3 nubifragio nel tigullio, allagamenti a chiavari 3

Non esiste un piano di emergenza per il torrente che toglie il sonno a Genova, il rivo che ha causato più vittime. Quello per i rivi di Sestri è stato fatto dopo il disastro del 2010, quello per il Fereggiano dopo i sei morti del 2011. La Liguria è il luogo del «dopo». Ci sono voluti sessant’anni per abbattere la palazzina sul torrente Chiaravagna. L’evento è stato celebrato come una svolta. Dall’altra parte della città sorge un edifizio gemello e abusivo costruito ben dentro il Fereggiano. È di proprietà del Comune.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…