luca morisi

LUCA MORISI E L'ESCORT ROMENO RACCONTANO DUE STORIE CONTRASTANTI - PER IL PRIMO, LA DROGA L'HANNO PORTATA LE DUE MARKETTE. PER IL SECONDO, ERA GIA' A CASA DEL SOCIAL-GURU E ANCHE IN GRANDE QUANTITA' - CHI MENTE? LUCA MORISI È FINITO IN UNA TRAPPOLA DI QUALCUNO CHE HA VOLUTO SCREDITARLO? E PERCHÉ SE NON HA DATO I SOLDI PATTUITI AI ROMENI (COME DAGOANTICIPATO) HA, INVECE, CONSEGNATO LORO L’AVANZO DELLA DROGA LIQUIDA?

Grazia Longo per "La Stampa"

 

LUCA MORISI

Nessun controllo di routine. Nessun posto di blocco. Ma una telefonata ai carabinieri per chiedere aiuto di fronte a un violento litigio. «Non ci ha voluto pagare tutti i 4 mila euro che avevamo pattuito. Venite subito qui perché io mi sento male, abbiamo litigato di brutto per i soldi e casa sua è piena di droga». Con questa chiamata, il pomeriggio del 14 agosto scorso, P. R. , uno dei due ragazzi romeni contattati su una chat per omosessuali da Luca Morisi – l’ex guru della comunicazione del leader della Lega Matteo Salvini – sollecita l’intervento del 112 a Belfiore. Arrivano sul posto i militari dell’Arma di San Bonifacio che, prima di salire nell’abitazione del creatore della Bestia, perquisiscono l’automobile del romeno.

LA CASA DI LUCA MORISI

 

Durante il controllo trovano una bottiglietta con della sostanza stupefacente liquida. Poca, tanto da essere annoverata nella categoria della modica quantità. «È la droga dello stupro. Me l’ha data Morisi. Questa roba mi ha fatto stare male, ma Morisi non mi ha obbligato a fare niente. A casa sua c’è un sacco di droga. Ne abbiamo consumata talmente tanta che ora io sto ancora male e ho i ricordi annebbiati. E lui non ha voluto darci tutti i soldi che ci doveva».

 

matteo salvini e luca morisi 5

A questo punto scatta una seconda perquisizione. Stavolta nell’abitazione di Luca Morisi, dove però i carabinieri non trovano «il sacco di droga» ventilato dal giovane escort. Vengono, infatti, rinvenuti due grammi scarsi di cocaina, che rientrano della modica quantità per uso personale, mentre non c’è alcuna traccia di droga liquida. Luca Morisi viene iscritto nel registro degli indagati per detenzione e cessione di sostanze stupefacenti. «Io non gli ho dato niente, è uno di loro che ha portato quella roba a casa mia» si giustifica il manager quarantottenne. E in un secondo momento il pm di Verona Stefano Aresu indaga anche P. R. , ex modello, diventato escort «per colpa della crisi del Covid». L’ipotesi di reato è sempre la stessa: cessione di sostanze stupefacenti.

 

matteo salvini e luca morisi 3

Chi racconta la verità e chi sta, invece, mentendo? Luca Morisi è forse finito in una trappola di qualcuno che ha voluto screditarlo? E perché se non ha dato i soldi pattuiti ai romeni ha, invece, consegnato loro l’avanzo della droga liquida? La notte tra il 13 e il 14 agosto probabilmente ne è stata consumata molta.

 

E lo sballo deve essere stato forte. P. R. ha dovuto addirittura ricorrere alle cure dell’ospedale, dove lo hanno accompagnato i carabinieri. Lui insiste che non sa come sia possibile «che la droga liquida sia finita nella mia auto, so solo che in casa non l’abbiamo portata io o il mio amico. Ce l’ha data Morisi».

matteo salvini e luca morisi 2

 

Opposta la versione fornita dal professor Fabio Pinelli, l’avvocato che assiste Morisi: «Non ha mai posseduto il flacone contenente il liquido su cui sono in corso accertamenti. E quindi non è stato lui a cederne il contenuto ai due giovani romeni. Sono pienamente convinto della irrilevanza penale della condotta di Morisi, il quale non ha mai posseduto il flacone contenente il liquido oggetto degli accertamenti». Il difensore auspica, inoltre, «che la vicenda possa essere trattata per quello che è: un fatto che attiene alla vita privata dell’interessato. Il mio assistito è disponibile a chiarire tutti gli aspetti del caso di fronte al magistrato».

 

LUCA MORISI

Non sono ancora noti gli esami di laboratorio per capire se la sostanza liquida fosse Gbl, la cosiddetta droga dello stupro o Ghb, ovvero l’ecstasy liquida.

 

E la procuratrice di Verona, Angela Barbaglio chiosa: «Per noi, da un punto di vista giudiziario, si tratta di un processo da nulla che non mi sembra di dover trasformare in un caso urgente solo per l’interesse politico che ha scatenato»

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