putin prigozhin lukashenko

LUKASHENKO, RACCONTANE UN’ALTRA! – IL VASSALLO DI MOSCA, A 48 ORE DALL’INCIDENTE AEREO DI PRIGOZHIN, ROMPE IL SILENZIO PER SCAGIONARE PUTIN: “NON PUÒ ESSERE STATO LUI. È UN UOMO CALCOLATORE, MOLTO TRANQUILLO, PERFINO LENTO NEL PRENDERE DECISIONI, ANCHE SU QUESTIONI MENO COMPLESSE. ED È STATO UN LAVORO TROPPO ROZZO, NON PROFESSIONALE. NON SO CHI È STATO. NON DIFENDO NESSUNO. AVEVO AVVERTITO PRIGOZHIN DI STARE ATTENTO..”

Estratto dell’articolo di Anna Zafesova per "La Stampa"

 

VLADIMIR PUTIN E ALEKSANDR LUKAHSENKO NEL MONASTERO DI VALAAM

«Non può essere stato Putin». Aleksandr Lukashenko è l'ultimo dei protagonisti del tentato golpe dei Wagner del 24 giugno scorso a commentare la morte di Evgeny Prigozhin, e lo fa dopo 48 ore di un silenzio assordante. In primo luogo, era stato proprio il dittatore belarusso a vantarsi di avere "negoziato" la tregua tra il presidente russo e il suo "cuoco" ribelle, convincendolo a fermare la sua "marcia della giustizia" a 200 chilometri da Mosca. E soprattutto, era stato proprio Lukashenko, in una ricostruzione dettagliata quanto fantasiosa, a raccontare di aver placato l'ira del presidente russo, pronto a suo dire ad «accoppare» il capo dei suoi mercenari. [...]

 

Evgeni Prigozhin

Ora, dopo che l'aereo di Prigozhin è esploso nel cielo sopra la campagna di Tver, il pavoneggiarsi di Lukashenko come grande diplomatico e uomo di fiducia al quale Putin confessa le sue intenzioni omicide, gli si ritorce contro, soprattutto considerando che già praticamente nessuno in Russia (come all'estero) dubiti che il capo dei Wagner sia stato assassinato dal Cremlino.

 

MOSCA A MOSCA - POSTER BY MACONDO

Ma la spregiudicatezza e la fantasia sono due doti che non gli mancano, e Lukashenko interviene con una nuova ricostruzione ricca di dettagli su come anzi avrebbe tentato di prevenire l'attentato contro Prigozhin. «L'ho saputo durante la visita negli Emirati, da fonti profonde che più profonde non si può», ha raccontato ai giornalisti ieri, rivelando di aver subito convocato l'ambasciatore russo per mandare un messaggio cifrato al capo del Cremlino, che avrebbe a sua volta messo in guardia il suo "cuoco", circostanza che sarebbe poi stata confermata a Lukashenko dallo stesso Prigozhin.

 

morte di Yevgeny Prigozhin - vignetta by vukic

Dunque, «non è stato Putin», anzi, «non può essere stato Putin», avverte Lukashenko, perché «è un uomo calcolatore, molto tranquillo, perfino lento nel prendere decisioni, anche su questioni meno complesse». Anche perché se lo avesse fatto, l'avrebbe fatto bene: «Un lavoro troppo rozzo, non professionale», è il commento del capo di Minsk, che poi si mette a discutere i dettagli tecnici della ipotetica bomba sul jet distrutto.

 

Lukashenko resta però evasivo sul possibile mandante e non rivela chi avrebbe voluto eliminare Prigozhin secondo i suoi informatori negli Emirati [...] Lukashenko dichiara di non sapere chi è stato, e di non difendere nessuno, «non farei l'avvocato nemmeno di mio fratello maggiore».

lukashenko putin

 

In effetti, non ha fratelli, e pur avendo adulato qualche volta Putin chiamandolo «fratello maggiore» in un gesto di sottomissione coloniale, successivamente si è rimangiato questo titolo declassando i russi a semplici «partner».

 

Resta da capire dove, nelle parole di Lukashenko, finiscono le giustificazioni e inizia un depistaggio consapevole. [...] «Io non ho mai dato garanzie di sicurezza a Prigozhin, come avrei potuto garantirlo?».  [...] Racconta anche di aver messo in guardia due volte Prigozhin e il suo vice Dmitry Utkin [...] e di aver placato la furia del capo dei mercenari, pronto a morire durante il suo golpe, offrendosi di mandarli «una corda e del sapone».

MEME SU EVGENIJ PRIGOZHIN

 

Un'allusione al fatto che Prigozhin, dopo la sua rivolta, avrebbe fatto meglio a togliersi di mezzo senza aspettare la punizione del Cremlino: un'altra frase da film sulla mafia, che forse non è troppo funzionale a scagionare Putin. Restano invece le garanzie di Minsk ai Wagner, dopo che diverse fonti russe e non avevano parlato dello smantellamento dei campi in Belarus. «I Wagner c'erano, ci sono e ci saranno», promette Lukashenko, sostenendo che i mercenari sono semplicemente «in vacanza», ma «saranno qui in pochi giorni, tutti, fino a 10 mila».

 

militari russi rimuovono i resti dell aereo di prigozhin 2

Gli arruolati da Prigozhin erano molti di più, a meno che Lukashenko non stia parlando solo dei fedelissimi che si erano rifiutati di entrare in altri reparti. Quanto il messaggio serva a tranquillizzare, o ingannare, i Wagner inquieti, o se si tratti invece del tentativo del dittatore di Minsk di fermare la loro fuga per trasformare i mercenari orfani nei suoi pretoriani, lo si capirà dalle prossime mosse del Cremlino.

MEME SULLA MORTE DI PRIGOZHIN vladimir putin e aleksandr lukashenko il 9 maggio 2023 a moscaVLADIMIR PUTIN ALLA COMMEMORAZIONE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE MENTRE VENIVA ABBATTUTO IL JET DI PRIGOZHINaleksandr lukashenko vladimir putin 3militari russi rimuovono i resti dell aereo di prigozhin 4militari russi rimuovono i resti dell aereo di prigozhin 1militari russi rimuovono i resti dell aereo di prigozhin 3lukashenko putinlukashenko putin

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