gianluica soncin pamela genini

"PAMELA? L'HANNO LASCIATA SOLA" - LA RABBIA DELLA MADRE DELLA 29ENNE, UCCISA CON OLTRE 30 COLTELLATE DAL COMPAGNO VIOLENTO GIANLUCA SONCIN: “SE LE SUE AMICHE SAPEVANO COSA STAVA SUCCEDENDO, AVREBBERO DOVUTO DENUNCIARLO" - L’EX FIDANZATO DELLA RAGAZZA: “LE DICEVO DI DENUNCIARLO, MA LEI NON LO FACEVA PERCHÉ AVEVA PAURA, PERCHÉ LUI MINACCIAVA LEI E LA SUA FAMIGLIA, ERA TERRORIZZATA” – I VICINI DELLA GENINI, CHE HANNO ASSISTITO AL DELITTO, HANNO RICOSTRUITO LE DINAMICHE DELL’OMICIDIO...

Francesca Brunati e Igor Greganti per l’ANSA

 

PAMELA GENINI

Il tentativo di sfuggire dalla raffica di coltellate uscendo sul pianerottolo di casa, i consigli di sporgere denuncia mai seguiti per il terrore di finire ammazzata e quel codice rosso mai attivato che ora, guardando a ritroso, avrebbe potuto davvero salvarle la vita. E' quanto hanno ricostruito i testimoni sentiti, oggi, in Procura a Milano nell'indagine sul femminicidio di Pamela Genini, uccisa una settimana fa con oltre 30 pugnalate da Gianluca Soncin, ora in carcere a San Vittore con l'accusa di omicidio pluriaggravato anche dalla crudeltà e dalla premeditazione.

 

Stamane, secondo giorno di audizioni, al quarto piano del Palazzo di Giustizia milanese sono stati convocati i vicini di casa della 29enne, alcuni dei quali hanno quasi assistito in diretta al terribile assassinio. Nel pomeriggio, invece, è stata raccolta la deposizione di Francesco, l'ex fidanzato, diventato amico, con cui la ragazza era al telefono durante l'aggressione. E questo mentre a Villa d'Almè, comune della Bergamasca non molto lontano dal paese dove la ragazza è cresciuta, è stata aperta la camera ardente: un viavai di amici e conoscenti e una sua fotografia con le ali d'angelo.

Gianluca Soncin e Pamela Genini

 

Tra le varie deposizioni di questa mattina, quella di un uomo che vive nell'appartamento di fianco a Pamela e che avrebbe ricostruito quel che ha già raccontato nell'immediatezza del delitto: verso le 21.45 prima ha sentito dei "trambusti riconducibili ad una lite", poi "delle richieste di aiuto" da parte della giovane nel frattempo uscita sul pianerottolo nel tentativo di salvarsi.

 

La "vedevo dallo spioncino della mia porta. Notavo anche che dietro di lei vi era un uomo il quale la trascinava in casa tirandola dai capelli. A questo punto, dopo qualche istante di silenzio, le grida sono riprese dal terrazzo". Una situazione tale da non lasciare dubbi: "decidevo di intervenire, uscendo dalla mia abitazione cercando supporto nei condomini".

 

francesco dolci 2

Una scena altrettanto drammatica è stata quella a cui ha assistito, dal suo balcone, una signora che abita nello stabile di fronte al palazzo di via Iglesias 33: Soncin aggrediva "l'ultima volta" Pamela, colpendola "all'altezza del collo". Dopo di che è crollata "al suolo".

 

Francesco, invitato dai pm a non raccontare ai media i contenuti della sua testimonianza, ha ribadito quanto ha messo a verbale il 14 ottobre: "le parlavo sempre, ero sempre in contatto con lei, le dicevo di denunciarlo, ma lei non lo faceva perché aveva paura, perché lui minacciava lei e la sua famiglia, era terrorizzata".

 

Sarebbe anche entrato nel dettaglio in merito all'episodio del pestaggio a Cervia, del 3 settembre dell'anno scorso, con la ragazza che poi il giorno dopo era andata all'ospedale di Seriate (Bergamo) per farsi curare un dito rotto. Pamela aveva fatto nome e cognome di chi la picchiava ma non era andata oltre. Quindi, pur avendo parlato delle violenze ai medici, non è scattata la procedura del codice rosso.

una smirnova la madre di pamela genini 2

 

In sostanza, anche Francesco, come tanti di coloro che sono stati sentiti, ha tracciato la figura di una giovane vulnerabile, fragile, sola e che viveva in un contesto fatto di "immagine e feste". E proprio ad una di queste feste aveva conosciuto Soncin, l'inizio del suo calvario. Domani saranno sentiti i parenti più stretti, tra cui la madre di Pamela la quale ha ripetuto che Soncin "si è rivelato un mostro" aggiungendo però che le amiche di sua figlia "se sapevano cosa stava succedendo, avrebbero dovuto denunciarlo. L'hanno lasciata sola".

LA CASA IN CUI E STATA UCCISA PAMELA GENINIle foto dei lividi inviate da pamela genini alle amichele foto dei lividi inviate da pamela genini alle amichePamela Genini PAMELA GENINIPAMELA GENINIUNA - LA MAMMA DI PAMELA GENINIPAMELA GENINI CON UNA SUA AMICApamela genini 5pamela genini 7pamela genini 17francesco dolci 1pamela genini 4una smirnova la madre di pamela genini 1la chat tra pamela genini e l ex fidanzatola chat tra pamela genini e l ex fidanzatouna smirnova la madre di pamela genini 4LA RICHIESTA DI AIUTO DI PAMELA GENINI

 

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…