MALAROMA - I CLAN CRIMINALI DELLA CAPITALE HANNO PRESO DI MIRA I GIORNALISTI: DOPO LIRIO ABBATE, ORA TOCCA A FRANCESCA FAGNANI: “TU MUORI, TI VENGO A DARE FUOCO”

Valeria Pacelli per “il Fatto Quotidiano

 

lirio abbate lirio abbate

   Francesca tu muori, gira e gira, ti vengo a dare fuoco. La gente si fa la galera e tu vieni ancora a rompere il cazzo”. È questa una delle minacce che ha subito la giornalista di Ballarò Francesca Fagnani dopo che era stato messo in onda martedì sera un suo servizio sulla mala a Roma. L’inviata del programma di Rai3 si era addentrata con la telecamera accesa davanti alle ville dove stanno scontando gli arresti domiciliari alcuni membri del clan dei Casamonica, considerati i re dello spaccio nella Capitale dagli investigatori.

 

Anche se poi in appello, nel febbraio scorso, molti di loro sono stati assolti. Le riprese facevano parte di un’inchiesta sulla criminalità romana e non sono state gradite. A impressionare è la modalità della reazione: nessuna preoccupazione di nascondersi, nessuna lettera anonima.

Francesca Fagnani Francesca Fagnani

 

Le minacce alla giornalista sono state pubblicate sul sito del programma di Rai3 da “Bellissima Casamonica”, come si chiama sul proprio profilo facebook, con tanto di foto e amici pubblici. Se Bellissima non ha paura a scrivere che vuole darle fuoco, Danilo King Casamonica usa offese molto più volgari. Francesca Fagnani era già finita nel mirino due anni fa quando ricevette messaggi privati dopo un servizio sempre sul medesimo clan.

 

   Stavolta il tema riguardava le organizzazioni che si spartiscono i traffici nella capitale. Tra gli intervistati c’era Lirio Abbate, inviato de L’Espresso. A impressionare è il fatto che sempre dopo la trasmissione anche Abbate subirà quella che sembra essere una minaccia più grave. Il cronista aveva parlato in tv della cupola che gestisce Roma dopo avere affrontato il tema in una sua inchiesta pubblicata sul suo settimanale. A Ballarò Abbate ha detto anche che “Se la ‘ndrangheta vuole fare un traffico di droga deve chiedere a lui”.

MASSIMO GIANNINI ANDREA VIANELLO BALLAROMASSIMO GIANNINI ANDREA VIANELLO BALLARO

 

Carminati, “er cecato”, ex Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari, ndr), coinvolto nei processi come per l’omicidio Pecorelli, ma ne è uscito assolto. In carcere di tempo ne ha passato poco, ma adesso – come scrive Abbate – è lui, “l’ultimo re di Roma”. Per le minacce subite, in tanti hanno espresso la propria solidarietà ai due giornalisti. Massimo Giannini, conduttore di Ballarò in un video ha detto: “Vi sono momenti in cui il giornalismo smette di essere un professione e diventa una missione. Questo è uno di questi (...) Il giornalismo non si ferma davanti a nulla quando c’è in ballo la verità e quindi la democrazia”.

 

retata casamonica foto mezzelani gmt retata casamonica foto mezzelani gmt

   A Roma, come a Palermo. Lirio Abbate dal 2007 vive sotto scorta e, dopo la mafia, ora deve temere una minaccia più misteriosa. Nella notte tra martedì e mercoledì scorso, il cronista, con la sua scorta, era appena uscito dalla sede del settimanale quando una Renault Clio ha iniziato a seguirli. Le auto si avvicinano sempre di più e all’altezza del lungotevere dei Tebaldi la macchina di Abbate fa una brusca frenata.

 

retata casamonica foto mezzelani gmt retata casamonica foto mezzelani gmt

La Clio la sperona per trovare spazio e non ci riesce, fa marcia indietro e sgomma. La scorta inizia l’inseguimento per prendere la targa finchè un semaforo rallenta la corsa. Uno dei tre poliziotti della scorta, scende dall’auto, si butta sulla Clio. Il conducente viene fermato, mentre l’altro passeggero scappa. Si tratta di un egiziano incensurato. Proprio come il ventenne che si trovava alla guida, che invece è stato fermato e interrogato per tutta la notte.

 

Agli agenti il ragazzo ha fornito versioni contrastanti, che convincono poco. Soprattutto se incrociate con i filmati acquisiti delle telecamere sul lungotevere. Nel pomeriggio successivo il giovane viene risentito e il sospetto, da verificare, è che sia stato mandato di proposito per seguire Abbate un giovane al di sopra di ogni sospetto: incensurato e non aveva fatto uso di alcol nè di droghe.

Lirio Abbate Lirio Abbate

 

   Il comportamento anomalo dei due giovani preoccupa la Polizia perché non è la prima volta che Lirio Abbate subisce minacce. Nel settembre 2013 arrivò un brutto segnale: un anonimo riferiva alla squadra mobile che “Abbate deve stare attento a Riccardino l’albanese, uno dal quale dipende gente che spara”. Riccardino, all’anagrafe Arben Zogu, è stato arrestato in passato insieme a Mario Iovine e ad altre 12 persone legate al clan dei casalesi. La cosa inquietante è che la segnalazione arrivò pochi mesi dopo che il cronista pubblicò l’inchiesta “I quattro re di Roma”, una mappa della spartizione della criminalità nella capitale.

 

marco iannilli  marco iannilli

   Nelle intercettazioni disposte nell’ambito di un’altra inchiesta, quella sulla mala di Ostia, un boss del litorale parlava di Zogu come di un soggetto vicino a un boss di cui Abbate ha scritto: Michele Senese. Nell’articolo sull’Espresso, oltre Senese, l’altro Re di Roma era Massimo Carminati, che vive in una villa intestata a Marco Iannilli, un commercialista con alcuni guai giudiziari (è stato condannato in primo grado per la truffa Telekom Sparkle).

 

Quando Iannilli è stato arrestato nel 2011, appuntano i Ros che “immediatamente dopo il suo arresto si recava presso la sua abitazione Massimo Carminati, allertato a tal proposito dalla moglie del commercialista”. Carminati si è presentato anche in tribunale civile, durante le due udienze per le cause con L’Espresso intentate da lui per alcuni articoli di Lirio Abbate. Potevano incontrarsi quella volta, ma il cronista non c’era. Forse con rammarico per l’ex nar.

   Twitter: @PacelliValeria

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