giacomo bongiorni

UNA MASSA DI STRONZI - SONO CINQUE I GIOVANI COINVOLTI NELLA MORTE DEL 47ENNE GIACOMO BONGIORNI, UCCISO A CALCI E PUGNI A MASSA DAVANTI A SUO FIGLIO 11ENNE - TRE SONO STATI FERMATI PER OMICIDIO (UN 17ENNE ITALIANO E DUE RAGAZZI ROMENI DI 19 E 23 ANNI, TUTTI E TRE CON PRECEDENTI), ALTRI DUE MINORENNI SONO ACCUSATI DI RISSA AGGRAVATA - L'AGGRESSIONE E' DURATA TRA I 15 E I 30 SECONDI: BONGIORNI HA CAZZIATO IL GRUPPETTO DI PISCHELLI CHE LANCIAVA BOTTIGLIE CONTRO UN NEGOZIO DI KEBAB - SECONDO IL RACCONTO DEI RAGAZZI, IL 47ENNE AVREBBE DATO UNA TESTA AL SETTO NASALE A UNO DEI GIOVANI CHE, PER RITORSIONE, LO HANNO PESTATO A MORTE...

1 – MASSA, ALTRI DUE MINORENNI INDAGATI PER L’AGGRESSIONE “UN OMICIDIO IN 15 SECONDI”

Estratto dell'articolo di Luca Serranò per “la Repubblica”

 

giacomo bongiorni

Tutto in pochi secondi, tra 15 e 30. Il battibecco nella piazza, la reazione della vittima, l'attacco in blocco dei ragazzi. Almeno cinque contro uno. È nei filmati delle telecamere la chiave delle indagini sulla morte di Giacomo Bongiorni, ucciso davanti al figlio di 11 anni, alla compagna e al fratello di lei dopo una banale discussione in una delle piazze centrali di Massa.

 

In queste ore carabinieri e procura continuano a esaminare i filmati per ricavare la precisa sequenza di eventi, in attesa dell'autopsia — in programma nei prossimi giorni a Genova — che si annuncia decisiva per attribuire le singole responsabilità.

giacomo bongiorni

 

Un omicidio «d'impeto», ha sottolineato il procuratore Piero Capizzoto, lasciando ancora in sospeso la ricostruzione dei momenti precedenti al pestaggio: se i giovani continuano a parlare di una reazione a un colpo subito dalla vittima, in particolare una presunta testata, pochi dubbi sembrano esserci sulla spaventosa carica di violenza che si è abbattuta su Bongiorni, colpito con un pugno e rovinato sull'asfalto, poi picchiato dagli altri componenti del gruppo mentre era a terra con tutta probabilità già senza sensi.

 

«Ci sono stati diversi colpi — ha detto Capizzoto — al momento non siamo in grado di dire quale è quello che ha certamente provocato la morte». «L'azione è stata molto rapida, per riuscire a comprendere ogni gesto serve tempo», ha aggiunto il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Alessandro Domenici.

 

Di certo, oltre ai tre fermati per omicidio — il diciassettenne italiano che ha sferrato il pugno e due ragazzi romeni di 19 e 23 anni che avrebbero partecipato alla seconda fase dell'aggressione — la procura dei minori di Genova ha iscritto sul registro degli indagati altri due minorenni italiani: l'accusa, secondo quanto emerso, è quella di rissa aggravata dall'evento morte.

 

la piazza dove e morto giacomo bongiorni

La loro posizione è al vaglio anche in merito alle percosse subite dal cognato di Bongiorni. Decisivo per l'identificazione proprio il lavoro dei carabinieri, che hanno incrociato le informazioni raccolte da tre testimoni chiave con i filmati della video sorveglianza, trovando infine conferme dagli indumenti sequestrati nel corso delle perquisizioni. [...]

 

2 - ALEXANDRU, ALIN E LA COMPAGNIA TRA PICCOLI FURTI E SPACCIO DI DROGA

Estratto dell'articolo di Mi.Bo. e L.S. per “la Repubblica”

 

Si sono mossi in gruppo, in una notte di bevute e casino. Hanno colpito con delle bottiglie una vetrina e poi si sono accaniti con calci e pugni su due persone che gli avevano chiesto solo di smettere. Una di loro, Giacomo Bongiorni, ha perso la vita sotto i colpi di quei ragazzi. «Erano in dieci», ha detto la madre di Gabriele Tognocchi, Anna Vita.

giacomo bongiorni 2

 

Gli arrestati e denunciati sono cinque, due dei quali maggiorenni. Si tratta di Eduardo Alin Carutasu di 19 anni e Alexandru Ionut Miron di 23, entrambi di origini romene. Sono ragazzi che fanno lavoretti saltuari e vivono a Massa e a Montignoso, comune accanto al capoluogo.

 

Hanno precedenti per reati contro il patrimonio e legati alle sostanze stupefacenti. Non sono, almeno non erano fino all'altra sera, dei delinquenti incalliti, anche se appunto in passato erano già stati denunciati. Poi ci sono i tre minorenni, tutti italiani.

 

Uno di loro, il diciassettenne arrestato, avrebbe precedenti e avrebbe già scontato una misura restrittiva. Frequenterebbe una palestra dove fa pugilato. Le telecamere li hanno ripresi mentre colpivano le loro vittime in piazza Palma e ci sono anche immagini molto nitide, registrate in una strada vicina, della loro fuga.

 

giacomo bongiorni

[...] Comunque sia, la reazione del gruppo è stata violentissima, i colpi sono arrivati a decine. «Non doveva, non gli ho insegnato questo — dice sempre il padre di Alexandru Ionut Miron — Chiediamo scusa, siamo affranti. Ora non è il momento, ma un giorno spero di incontrare quella famiglia».

 

Carutasu e Miron lavoravano saltuariamente anche come muratori per la ditta del padre di uno dei due. Si conoscono fin da piccoli, condividono la passione per il calcio e gli scooter e la compagnia di amici, tra ragazzi italiani, albanesi e appunto romeni.

 

Una compagnia di giovani da 16 a 23 anni che il sabato si incontrano in centro a Massa, dove tre giorni fa, con violenza inaudita, hanno ucciso un uomo davanti a suo figlio. [...]

 

3 - CALCI E PUGNI QUANDO ERA GIÀ A TERRA I PM: «UCCISO DA UN SOLO COLPO»

Estratto dell'articolo di S.I. per il "Corriere della Sera"

 

VIOLENZA BABY GANG

Quindici, massimo trenta secondi. È in poco meno di un minuto, insomma, che avviene tutto. Ed è in questo «film» — registrato dalle telecamere di piazza Palma, poco dopo l’1.20 di sabato scorso — che i carabinieri del Comando provinciale di Massa stanno cercando di capire come sia morto Giacomo Bongiorni, il carpentiere di 47 anni, ucciso sotto gli occhi della compagna Sara e del figlio di 12 anni.

 

Nel decreto di fermo si legge che «la lite è iniziata per futili motivi» e che «un pugno ha determinato la caduta a terra» dell’uomo. Poi i colpi sono continuati nei confronti di Bongiorni che sarebbe stato accerchiato da cinque giovani: non solo i due maggiorenni — i romeni Alexandru Ionut Miron di 23 anni e Eduardo Alin Carutasu di 19 anni — e l’italiano di 17 anni, finiti poi in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, ma anche altri due minori, sedicenni, che risultano indagati a piede libero per rissa aggravata dall’evento della morte.

VIOLENZA BABY GANG

 

Durante gli interrogatori — avvenuti domenica — il 17enne avrebbe detto ai magistrati della Procura per i minorenni che Giacomo l’avrebbe colpito con una testata al setto nasale: da qua la reazione. Analoga scena avrebbe raccontato anche uno dei due romeni finiti in carcere, Miron.

 

I carabinieri stanno cercando, dunque, di capire se ci sia stato un presunto scontro tra il gruppo dei cinque giovani e Giacomo oppure se si sia trattato di un’aggressione da parte dei giovani che avrebbero cominciato a picchiare il carpentiere dopo che il cognato dell’uomo, Gabriele Tognocchi, li aveva rimproverati perché in piazza Palma stavano tirando bottiglie e bicchieri contro un kebab.

 

[...] Di fatto «dalle immagini delle telecamere emerge che contro Bongiorni, una volta andato a terra, prosegue l’azione energica», ha detto il colonnello Alessandro Dominici, comandante provinciale dei carabinieri di Massa. È abbastanza chiaro che i giovani e i due uomini aggrediti — il 47enne Giacomo Bongiorni e il cognato, poi finito in ospedale con fratture alla tibia e al setto nasale — «non si conoscevano tra loro precedentemente — ha spiegato il procuratore —.

baby gang

 

Tendiamo a ricostruire la vicenda in termini di “dolo d’impeto”, l’accaduto sembra causato da qualcosa che è successo durante il fatto, non da motivi pregressi». I motivi del fatto sono difficili da stabilire perché le telecamere non hanno registrato l’audio della presunta discussione, dicono gli inquirenti.

 

Certo: molto potrebbero dire i due fermati maggiorenni se decidessero di parlare davanti al gip di Massa, che li sentirà nelle prossime ore (Ionut per ora ha reso alcune dichiarazioni ai carabinieri). Al momento degli arresti i due giovani, così come gli altri tre minorenni, «non presentavano segni apparenti di ubriachezza o alterazione».

 

Alla base dei fermi ci sono anche le testimonianze di tre persone che avrebbero assistito a quanto accaduto in piazza. Le loro parole sarebbero risultate fondamentali per riuscire a identificare i giovani poi fermati: la Procura di Massa ha ipotizzato che i maggiorenni potessero, ad esempio, scappare in Romania e per questo motivo li ha fermati. [...]

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