MAURO CORONA, UN VERO GALLO NEL POLLAIO! - NEL SUO LIBRO "FELICE", NOME DI SUO FRATELLO UCCISO IN GERMANIA A 18 ANNI, CORONA PARLA DELLA SUA "INIZIAZIONE SESSUALE" CON LE GALLINE: "NON È UNA STORIA ROMANZATA. E NON FACCIO IL NOME E COGNOME DEL MIO ISTRUTTORE SESSUALE! HA DEI PARENTI. MA È LA PURISSIMA VERITÀ. UNA DELLE PIÙ VERE. HO TRALASCIATO ALTRE COSE PIÙ ROZZE" (PIÙ DI QUESTA, DIFFICILE) - CORONA AMMETTE: "NON MI PIACCIO. SONO FALSO E BEVITORE. SE NON MI CHIAMASSERO PIÙ IN TIVÙ SAREI IN DEPRESSIONE. SAREI DISPERATO. SAREI MUTILATO DI UNA GRAN PARTE DI QUELLO CHE MI SOSTIENE" - L'EPITAFFIO CHE VORREBBE: "NON PREGATE PER LUI CHE È TEMPO PERSO" - LE VIOLENZE DEL PADRE E LA MANCANZA DI AFFETTO DELLA MADRE - LO SCAZZO CON DAGO - VIDEO!
SCAZZO TRA MAURO CORONA E DAGO A CARTABIANCA
Estratto dell'articolo di Francesca Visentin per il "Corriere della Sera"
MAURO CORONA SPUTA IL LATTE - 3
«Chi si cela dietro quella maschera d’artista finto dannato, bevitore senza redenzione, peccatore senza salvezza? Si cela un furbastro che ha cura di apparire quello che non è. Che si concede sbornie colossali... ma che poi corre ai ripari con diete, digiuni e pasticche per debellare l’ansia. Altro che duro, quello è un vecchio fragile e impaurito».
Mauro Corona si racconta nel libro-verità che definisce il più sincero mai scritto, Felice (Bompiani), presentazione in anteprima nazionale al festival pordenonelegge. E l’1 ottobre a La Fiera delle Parole (Padova, Padiglione 11 sala A in Fiera ore 16.30).
Nel libro, Corona per la prima volta parla del fratello Felice, ucciso in Germania a 18 anni, un delitto rimasto irrisolto. Attraverso la voce narrante del fratello, racconta la loro infanzia, abbandonati dalla madre, un padre violento da cui lui e i fratelli hanno subito ogni genere di abusi. [...]
Corona perché ha affidato alla voce narrante di Felice la demolizione di sé?
«Mio fratello è stato un pretesto. La musica è tra le note, diceva Mozart. Quando mi trovo solo, prima di spegnere la luce, analizzo il mio passato e il mio modo di essere al mondo. Non mi piaccio. Sono pieno di vigliaccherie, di gelosie, invidie. Ho chiamato dall’Oltretomba mio fratello per aiutarmi a psicanalizzarmi e andare incontro allo scacco finale».
[...] Non sapere la verità sulla morte di Felice la tormenta?
«Mi tormenta, sì. Vorrei sapere cosa gli è successo. Perché è morto di morte violenta. Forse però è meglio che tutto resti sospeso. Forse, davvero, è meglio non si sappia niente. Sono trascorsi sessant’anni. Gli volevo bene, questo conta. E l’hanno ucciso». [...]
Tra le confessioni c’è la paura del vuoto: suo padre da bambino la torturava tenendola sospeso per i piedi nel vuoto, dalla cima di un monte. La paura del vuoto la porta a riempiere ogni spazio sulla pagina: scrive, a mano, fitto, fitto, senza andare a capo. Il successo aiuta a affrontare questa fobia?
«A dire il vero ora mi sono un po’ abituato. Ma quel pieno lì mi intimorisce, non mi spaventa ma ancora intimorisce sì. Mi intimorisce l’idea seguente: io merito tutto questo? E siccome ho dubbi penso che la gente scopra che io sono falso, che sono diverso da come credono. Questa è una bellissima domanda. Il vuoto mi serve da punto d’appoggio. Il pieno degli ammiratori a volte mi intimorisce perché penso di non valere la simpatia e la fiducia che mi danno».
Se non la chiamassero più in tivù o non pubblicassero i libri, come sarebbe la sua vita?
«Lo dice mio fratello nel libro. Sarei in depressione. Sarei disperato. Sarei mutilato di una gran parte di quello che mi sostiene». [...]
Crescere nella violenza ha condizionato l’uomo che è oggi?
«Assolutamente sì. In peggio. Viene dalla mia infanzia una ribellione che non finirà mai. C’è un’assoluta impossibilità a metterci una pietra sopra. Quella violenza è una cosa che non posso perdonare. È una lacerazione che non voglio riempire. Una ferita che non posso saturare. Non accantonerò mai questa cosa».
bianca berlinguer e mauro corona con gli occhiali da sole e sempre cartabianca
Si racconta «bevitore senza redenzione, peccatore senza salvezza». Pare corra spesso ai ripari con diete, digiuni, vitamine…
«Digiuni estremi sì. Quando capisco che ho toccato il fondo e che è in pericolo la mia salute faccio terra bruciata. Ho offeso amici quando sono stato male. Spazzo via chi mi vuol bene. Quando capisco che sono troppo vicino al baratro allora comincio a togliere. Togliere tutto. Digiuni. Qualche integratore. Per l’ansia niente».
Dalla mamma quand’era bambino, né baci, né abbracci né carezze. Sopravvivere a crudeltà e mancanza di empatia dei genitori è una sofferenza che è riuscito a lenire?
«Qualche volta la sofferenza si è lenita, sì. Tramite qualcuno che ha sostituito la mamma. Qui mi fermo. Perché a volte certe carezze e certe affettuosità di una persona che ti vuol bene diventano quasi grazie e ritrovo pudore.
Non mi fido mai dei ti amo improvvisati. Meglio dire proviamo. Tentiamo. Sono un tipo molto difficile. Ma se trovi il pertugio io sono come un foglio bianco su cui si può scrivere tutto».
Nel libro, anche l’iniziazione sessuale con le galline...
«Non è una storia romanzata. E non faccio il nome e cognome del mio istruttore sessuale! Ha dei parenti. Ma è la purissima verità. Una delle più vere. Ho tralasciato altre cose più rozze». [...]
Come vorrebbe essere ricordato?
PIU LITRI PIU LIBERI - MEME BY EMILIANO CARLI
«Detto il mio epitaffio: qui giace Mauro Corona/uomo iniquo e perverso/non pregate per lui che è tempo perso. Vorrei essere ricordato come uomo pieni di difetti, che però ha cercato di migliorarsi».
FELICE - MAURO CORONA
mauro corona a verissimo 5
mauro corona 5
mauro corona 4
mauro corona e marco rizzo



