renato brunetta e giorgia meloni

GLI STIPENDI AUMENTANO SOLO PER LA "CASTA" - MENTRE GLI ITALIANI SONO COSTRETTI A SALARI DA FAME, RENATO BRUNETTA SI METTE IN TASCA 60 MILA EURO IN PIU’ ALL'ANNO –  È SCOPPIATA LA POLEMICA POLITICA DOPO LA RIVELAZIONE DEL “DOMANI” SUL PRESIDENTE DEL CNEL CHE SI È ALZATO LO STIPENDIO ANNUALE DA 250 MILA A 310 MILA EURO – RENZI ATTACCA: “GIORGIA MELONI NON TROVA I SOLDI PER AUMENTARE GLI STIPENDI AL CETO MEDIO MA LI TROVA PER IL POLTRONIFICIO DI BRUNETTA” – PALAZZO CHIGI RESTA IN SILENZIO, MA TRAPELA IL FASTIDIO PER LA POLEMICA NEL MEZZO DELLA DISCUSSIONE SULLA MANOVRA CONTESTATA DA BANKITALIA, CORTE DEI CONTI E ISTAT PERCHÉ “PREMIA I RICCHI”...

Estratto dell’articolo di Paolo Festuccia per “la Stampa”

 

RENATO BRUNETTA - CNEL

Quasi un anno e mezzo dopo la norma che gli aveva permesso di tornare a percepire uno stipendio, per Renato Brunetta arriva anche l'aumento. E con esso, la bufera politica. L'opposizione è sul piede di guerra dopo le rivelazioni del quotidiano Domani sull'incremento del compenso del presidente del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (Cnel), passato da 250mila a 310mila euro l'anno.

 

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La miccia la accende Matteo Renzi. «Il Cnel ha deliberato un aumento di 1,5 milioni per i vertici e di 200mila euro per lo staff. Giorgia Meloni non trova i soldi per aumentare gli stipendi al ceto medio ma li trova per il poltronificio di Brunetta», attacca il leader di Italia Viva.

 

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giorgia meloni e renato brunetta

Il Movimento 5 Stelle sceglie la via istituzionale ma con toni durissimi. Il capogruppo in commissione Lavoro alla Camera, Dario Carotenuto, annuncia un'interrogazione: «È indecente che, in un momento in cui l'Italia registra il record storico di poveri assoluti e sei milioni di lavoratori dipendenti prendono meno di mille euro al mese, il Cnel di Brunetta decida di aumentare gli stipendi dei propri vertici. Che ne pensa il governo? Ce lo diranno Meloni e il ministro Giorgetti».

 

Un fuoco di fila che imbarazza inevitabilmente i vertici dell'esecutivo, costretto a muoversi con cautela. Anche perché il dossier (e le polemiche) non nasce oggi. A marzo 2024, tra i 44 articoli del decreto Pnrr in esame alla Camera dei deputati, spuntò una norma che riportava il Cnel al centro del dibattito politico: un articolo ad hoc che consentiva al presidente e ai componenti del Consiglio di ricevere di nuovo un compenso, nonostante una legge del 2012 vietasse incarichi retribuiti nella pubblica amministrazione a chi fosse già in pensione.

 

matteo renzi alla leopolda 3

Una deroga costruita su misura, che allora passò in sordina, tra le pieghe di un testo tecnico. Quella norma aveva consentito a Brunetta — in pensione dal 2022 — di percepire lo stipendio legato alla guida del Cnel.

 

Ora, l'aumento riporta tutto in superficie. E le opposizioni parlano apertamente di "doppio standard": da un lato, un organo che si è schierato contro il salario minimo; dall'altro, stipendi che lievitano in piena crisi sociale. «Un paradosso che racconta perfettamente la destra al governo», insiste Fratoianni.

 

Dal Cnel, intanto, si fa notare che l'adeguamento sarebbe «un allineamento ai parametri di altri organi costituzionali». Per le opposizioni, è la prova che la "Casta" gode di una nuova età dell'oro. «Con Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia, il potere si autoprotegge mentre i cittadini stringono la cinghia», denuncia la deputata M5S Daniela Morfino.

 

salario minimo brunetta meloni

A Palazzo Chigi, bocche cucite. Si preferisce non alimentare la miccia di una polemica che tocca corde delicate: quelle del consenso popolare e del rapporto con i lavoratori. Ufficialmente, si fa sapere che «si tratta di una decisione interna al Cnel».

 

Ma nella maggioranza, tra i più prudenti, qualcuno ammette sottovoce che «forse non era proprio il momento». Perché la vicenda Brunetta - nel pieno di una stagione economica complicata, con la manovra contestata da Bankitalia, Corte dei Conti, Upb e Istat perché «premia i ricchi» - rischia di diventare un simbolo: l'immagine di un Paese spaccato tra chi si vede ritoccare lo stipendio verso l'alto e chi continua a fare i conti con buste paga sempre più leggere.

renato brunetta foto di baccogiorgia meloni e renato brunetta

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