report sigfrido ranucci gruppo sto arrivando! donato mottola boursier elena bottinelli

IL “METODO REPORT”: IL GIORNALISMO A TESI – UNA FONTE DEL GRUPPO SAN DONATO SVELA I DETTAGLI DELL’INCHIESTA CHE LA TRASMISSIONE CONDOTTA DA RANUCCI REALIZZO’ NELLA PRIMAVERA 2020 SULLA GESTIONE DELL’EMERGENZA COVID – L’INVIATA GIOVANNA BOURSIER, DOPO AVER INTERVISTATO L’AD ELENA BOTTINELLI E AVER OTTENUTO DOCUMENTI DAL GRUPPO, RICOSTRUÌ CHE SAN DONATO SI ERA MOSSA CON TEMPESTIVITÀ PER AFFRONTARE LA PANDEMIA. MA IL MATERIALE FU “CESTINATO” E ANDÒ IN ONDA UN SERVIZIO CRITICO FIRMATO DA GIORGIO MOTTOLA – ALLE PROTESTE DEL GRUPPO OSPEDALIERO, RANUCCI REPLICÒ SCARICANDO LA BOURSIER (“LA SUA INCHIESTA NON ERA CONCORDATA COL SOTTOSCRITTO”). LA GIORNALISTA POCO DOPO FU ALLONTANATA DALLA TRASMISSIONE, DOPO 18 ANNI – LA VICENDA È STATA ARGOMENTO DI UN AUDIT RAI NEL 2022 IN CUI SI TRATTÒ ANCHE DELLE PRESUNTE MOLESTIE SESSUALI DA PARTE DI RANUCCI”. E SI CONCLUSE TUTTO IN UN NULLA DI FATTO…

Estratto dell’articolo di Matteo Carnieletto per “La Verità”

 

sigfrido ranucci report 5

Per capire come funziona Report basta parlare con chi, da questo modo di fare giornalismo, è stato scottato. Ce lo facciamo spiegare da una persona che, da oltre 20 anni, conosce molto bene il Gruppo San Donato, la quale ci racconta la sua esperienza nel programma fondato dalla Gabanelli, realizza un’inchiesta sul San Donato. Il suo lavoro però non presenta la tesi che vorrebbe Ranucci. E così viene cestinato in favore di quello di Mottola […]

 

«Nell’aprile del 2020, il Gruppo viene contattato da due giornalisti di Report, Giovanna Boursier e Giorgio Mottola, che vogliono realizzare un servizio per capire come il San Donato stia gestendo l’emergenza Covid».

 

MAIL DI RISPOSTA DI SIGFRIDO RANUCCI AL GRUPPO SAN DONATO DOPO L'INCHIESTA DI REPORT - LA VERITA’

La Boursier si deve occupare delle terapie intensive e delle rianimazioni, quindi anche del San Raffaele che, grazie alle donazioni raccolte da Fedez e Chiara Ferragni, stava aprendo una nuova unità di terapia intensiva. Mottola, invece, si sarebbe dovuto occupare di Bergamo e delle Rsa.

 

Siamo all’inizio della pandemia. Quando non si sa praticamente ancora nulla del virus. Aprile: il mese delle bare di Bergamo, degli ospedali e delle terapie intensive al collasso. […]

 

«Accettiamo e la disponibilità è totale, tanto che la Boursier fa una lunga intervista a Elena Bottinelli, amministratore delegato del San Donato», racconta la nostra fonte. Il gruppo non ha nulla da nascondere, anche perché, durante la pandemia, ha perso decine di milioni trasformandosi in un ospedale solo Covid e non si è certamente arricchito sfruttandola.

 

Elena Bottinelli

Prima di realizzare l’intervista, la Boursier raccoglie documenti e informazioni dal San Donato sulla gestione della pandemia in Lombardia, prepara le domande e si confronta, in quei giorni caotici, anche con Mottola e Ranucci. Tra le altre cose, è fondamentale porre una domanda alla Bottinelli: come mai il gruppo ha aspettato l’intervento di Regione Lombardia prima di fare qualcosa per curare i malati dei focolai Covid nel Lodigiano?

 

La Bottinelli risponde che questa affermazione non corrisponde al vero perché, sin da subito, il San Donato ha inviato 14 intensivisti (medici specializzati in medicina critica) a Lodi. La Boursier raccoglie le informazioni in modo obiettivo, senza cambiare alcunché.

 

sigfrido ranucci con la redazione di report

Registra e invia tutto a Report. Perché quella è la posizione, giusta o sbagliata che sia, del gruppo San Donato. E va riportata. «Del resto il gruppo ha anche fornito a entrambi i giornalisti di Report tutta la documentazione a supporto», ci dice la fonte. Interviste vengono fatte anche a medici e infermieri.

 

Negli stessi giorni la Boursier intervista anche il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana. Tra le domande al governatore c’è la stessa che è stata formulata al gruppo San Donato. Fontana conferma: il gruppo si è mosso in autonomia, ben prima dell’intervento della Regione. Tutte queste risposte, però, verranno cestinate perché il pezzo della Boursier non andrà in onda.

 

giovanna Boursier

«Il servizio», prosegue la fonte, «è talmente aderente ai fatti, ma non rispondente all’obiettivo di Report, da essere cestinato. La trasmissione manda infatti in onda esclusivamente un’intervista a un sindacalista di Bergamo che dice che gli ospedali del gruppo San Raffaele e San Donato non avevano gestito in modo adeguato il Covid; lo trovammo vergognoso», ci dicono.

 

Medici sottratti al proprio lavoro, tutto il girato buttato via. «E questo perché volevano dimostrare unicamente la loro tesi». Ovvero che il privato nella sanità rappresenta solo un male.

 

Il gruppo San Donato però non ci sta. Dopo la messa in onda di un unico servizio a firma Mottola, lunedì 6 aprile, inizia uno scambio di mail di fuoco di cui La Verità è entrata in possesso. Il gruppo, tramite i suoi rappresentanti, scrive ad Antonio Di Bella, all’allora direttrice di Rai 3, Silvia Calandrelli, al Cda Rai, oltre che a Mottola, alla Boursier, e ovviamente a Ranucci.

 

giorgio mottola

La corrispondenza va avanti e il conduttore di Report si spinge anche a dire che l’inchiesta della Boursier «non era né calendata (avrà voluto dire calendarizzata? Ndr) né concordata col sottoscritto». In pratica, la scarica. E questo nonostante la giornalista in questione, tra l’altro precaria, lavori per la trasmissione da ben 18 anni. Verrà ripagata, di lì a poco, con l’allontanamento dal programma.

 

«Ma come si fa a dire che non è una sua giornalista quando è venuta da noi con l’autorizzazione di Ranucci e la richiesta di intervista vidimata da Report?», si chiede la fonte. Che conclude: «Il loro metodo è solo quello di dimostrare una tesi». La nostra fonte, che ha in animo di contattare il comitato etico della Rai, si augura finalmente, dopo sei anni, di ricevere una risposta ufficiale dal servizio pubblico, per il quale, sottolinea, paga il canone.

 

sigfrido ranucci report

Tutta questa vicenda è stata argomento di un audit nel 2022 in cui, tra le altre cose, si trattò delle presunte molestie sessuali da parte del conduttore di Report. Si concluse tutto, sia la questione legata all’inchiesta sul San Donato sia quella delle molestie, in un nulla di fatto.

 

La Verità ha provato a parlare con la Boursier (che oggi collabora con La7) per cercare di approfondire alcuni passaggi di questa storia, senza però ricevere alcuna informazione. La sua risposta è stata infatti lapidaria: «No comment».

 

giovanna Boursier

Qualche parola in più ce l’ha detta Mottola, al quale abbiamo chiesto se avesse o meno ricevuto i documenti dal San Donato e se fosse vero che aveva preferito non utilizzarli. La sua risposta, che elude la domanda, è stata: «In seguito alla pubblicazione di una lettera anonima, la Rai ha aperto sulla vicenda in questione un audit qualche anno fa (l’anno dovrebbe essere il 2022 ma non ne sono sicuro).

 

Dopo aver fornito tutti i riscontri e le spiegazioni del caso, l’organismo di controllo interno stabilì la piena correttezza del mio operato».

 

valter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiaro

Quella lettera anonima, riguardante anche le presunte molestie di Ranucci in redazione, si chiudeva invitando la Rai a indagare, «diversamente la cosa si concluderà con una pessima figura pubblica, e l’omissione di un’azienda che ha il dovere di proteggere se stessa e le donne che vi lavorano». Quasi una profezia. Almeno per la pessima figura del conduttore di Report oggi. Magari il prossimo audit, appena convocato, farà luce anche su questo.

Elena Bottinelligeronimo la russa intervistato da giorgio mottola report

Ultimi Dagoreport

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…