bus mezzi pubblici ressa

MEZZI PUBBLICI IN TILT: CRONACA DI UN PASTICCIO CHE DOVEVA E POTEVA ESSERE EVITATO - GLI ORARI SCAGLIONATI PER LE SCUOLE ERANO PREVISTI DA GIUGNO, MA QUANTI PRESIDI HANNO PROVVEDUTO? IL MINISTERO NON HA I DATI. E LO STESSO GOVERNO PERCHÉ NON HA CHIESTO CONTO ALLE REGIONI, CHE HANNO IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE TRA LE LORO COMPETENZE, DEL PERCHÉ GLI INGRESSI SCAGLIONATI SONO STATI FATTI POCO E MALE? PERCHÉ I GOVERNATORI E I SINDACI CHE OGGI CHIEDONO PIÙ CORSE NON L’HANNO CHIESTO PRIMA ALLE STESSE AZIENDE?

stazione flaminio

Giuseppe Colombo per huffingtonpost.it

 

Innanzitutto il tempo perso. Perché la prima fase della pandemia, con annesso lockdown, aveva suggerito al Paese, anzi imposto, di prepararsi al pieno ritorno sui mezzi pubblici e alla riaperture delle scuole in modo adeguato.

 

E tutti, dal Governo ai sindaci, a dire che “il ritorno alla normalità” avrebbe seguito il protocollo dell’urgenza e della precisione. Insomma tempo ce n’è stato, e in abbondanza, eppure alla prova dei fatti i mezzi pubblici si sono ritrovati sovraccarichi nelle ore di punta, con decine di passeggeri costipati sui bus o intenti a non farsi chiudere le porte della metropolitana in faccia piuttosto che sulla schiena.

 

Questa è la storia di un tilt che poteva e doveva essere evitato. E la colpa va condivisa tra tutti gli attori coinvolti: dal Governo, chiamato a monitorare l’attuazione delle disposizioni date a colpi di Dpcm e piani di intervento, alle Regioni, che hanno la competenza del tpl, ai sindaci, che hanno sottomano la vita quotidiana di mezzi pubblici e scuole, alle aziende del trasporto pubblico, ai presidi che le scuole le dirigono.

metro roma

 

Ora che il danno è stato fatto, ora che viaggiare a bordo di bus e metro sta diventando un problema, tutti gli attori citati sanno ben individuare la questione, ma nessuno è disposto ad assumersi le rispettive responsabilità.

 

Il trasporto pubblico locale è diventato il capro espiatorio su cui riversare la grande colpa dell’impennata dei contagi, addirittura una delle ragioni per cui Vincenzo De Luca è arrivato a chiudere le scuole. Eppure questo pasticcio poteva essere evitato. Proprio da quella catena istituzionale che si è rivelata invece frammentata, dove ogni anello è andato per conto suo, tra misure non attuate e altre fatte alla carlona, che tanto la colpa è sempre dell’altro e comunque più di tanto non puoi fare contro un sovraffollamento fisiologico.

metro roma

 

Lo schema scelto dal Governo è quello di una capienza a bordo dei mezzi pubblici fino all′80 per cento. A Roma significa che su un treno della metropolitana possono salirci in 960, 80 su un bus. Ma questo schema, fin dall’inizio, si regge su tutta una serie di disposizioni che implicano una compartecipazione attiva da parte di tutti gli attori coinvolti e di cui si diceva. Il Piano scuola è stato approvato il 26 giugno.

 

E già in questo Piano si diceva che “le istituzioni scolastiche, ove interessate da un servizio di trasporto appositamente erogato per la mobilità verso la scuola, comunicano singolarmente o in forma aggregata all’Ente competente, anche per il tramite dell’Ufficio di ambito territoriale, gli orari di inizio e fine delle attività scolastiche, tenendo a riferimento costante l’esigenza che l’arrivo a scuola degli alunni possa essere differito e scaglionato in materia da evitare assembramenti nelle aree esterni e nei deflussi verso l’interno”.

 

Queste righe dicono che le scuole possono prevedere orari scaglionati per l’ingresso e l’uscita degli alunni. Ma quanti presidi hanno ottemperato a questa disposizione? Né l’associazione che li riunisce né il ministero dell’Istruzione ha questi dati. Eppure i dati dei contagi nelle scuole si conoscono, annunciati un giorno sì e un giorno no dalla ministra Azzolina, costretta a sfornarli per difendere la scuola dell’accusa di essere il luogo della contaminazione.

 

metro roma

Tra l’altro l’intento non è riuscito dato che De Luca, in Campania, ha chiuso tutte le scuole con una percentuale di contagio dello 0,075 per cento. I dati che implicano problemi, come quelli sugli orari scaglionati, invece non ci sono. Ma come si fa a controllare un fenomeno se non se ne conosce neppure l’entità?

 

La stessa ministra ha ricordato qualche giorno fa che gli orari scaglionati sono previsti già da giugno (l’ha fatto quando è stata messa sotto accusa da alcuni governatori), ma è tutto affidato alla buona volontà dei presidi. E se la Lombardia, una delle Regioni più colpite dal virus, pensa solo oggi alla “rimodulazione” degli orari e alla modalità di svolgimento delle lezioni, è evidente che gli ingressi scaglionati sono stati scritti sulla carta e lì sono in gran parte rimasti.

 

de luca

E anche i sindaci sono evidentemente a corto di memoria se solo da qualche giorno il presidente dell’associazione che li riunisce, Antonio Decaro, dice che “l’opzione migliore per evitare gli assembramenti a scuola e sul trasporto pubblico locale è quella di scaglionare gli ingressi a scuola, spostando almeno di un’ora gli ingressi delle scuole superiori”. Ma un sindaco non ha contezza degli orari delle scuole del Comune che amministra?

 

E lo stesso Governo, che ha definito “molto puntuale” la richiesta di Decaro, perché non ha chiesto conto alle Regioni, che hanno il tpl tra le loro competenze, del perché gli ingressi scaglionati sono stati fatti poco e male? E perché la questione diventa centrale solo ora per l’esecutivo, con la grande promessa fatta all’ultimo incontro con le Regioni e le aziende del tpl di sollecitare Azzolina a monitorare e intervenire sugli orari scaglionati?

 

bus ressa

Ma quello degli orari scaglionati delle scuole non è la sola cosa che poteva e doveva essere fatta per tenere in piedi lo schema della capienza a bordo dell′80 per cento. La lista è lunghissima ed è nota a tutti da inizio settembre. Allegato 15 del Dpcm del 7 settembre. Titolo: “Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del Covid-19 in materia di trasporto pubblico. Cinquantacinque pagine, incluse le indicazioni per la gestione dei focolai nelle scuole, dove sono previste una serie di azioni. Come gli orari differenziati “con ampie finestre di inizio e fine di attività lavorativa” per “prevenire i rischi di aggregazione connessi alla mobilità dei cittadini”.

 

Ma anche la differenziazione e il prolungamento degli orari di apertura di uffici, negozi, e servizi pubblici, oltre che delle scuole. E poi ancora l’aumento delle corse “soprattutto durante le ore di punta”.

bus ressa

 

E “interventi gestionali” per regolamentare gli accessi nei luoghi di accesso ai mezzi pubblici. C’è scritto anche che bisogna predisporre dei sistemi che bloccano l’accesso alle banchine nel caso ci sia troppa gente. Ma perché allora le banchine di molte stazioni della metro, e di tante città, sono state immortalate in foto e video dove neppure si riesce a intravedere il suolo a causa dell’affollamento?

 

E si arriva qui alle responsabilità delle aziende di trasporto pubblico, che affermano di aver sempre fatto rispettare la capienza dell′80%, ma che non possono negare che ci sono stati degli episodi di sovraffollamento. Perché i governatori e i sindaci che oggi chiedono più corse non l’hanno chiesto prima alle stesse aziende? E se è un problema di soldi possibile che 1,2 miliardi già stanziati dal Governo, anche per risarcire le aziende dei mancati introiti durante il lockdown, non bastano per coprire le esigenze nei territori? A tutte queste domande, e non solo, bisognerà dare una risposta.

 

bus ressa

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…