italia sud nord

MEZZOGIORNO DA INCUBO - IL SUD, DOPO IL RITORNO DEI RESIDENTI DAL NORD, SI PREPARA PER IL PICCO – “GIOVEDÌ CAPIREMO L'IMPATTO” – MA INTANTO LE REGIONI STANNO CORRENDO AI RIPARI: LA SICILIA - CHE ANNOVERA GIÀ 95 PAZIENTI RICOVERATI, DI CUI 20 IN TERAPIA INTENSIVA, È ISOLATA. L'AEROPORTO DI REGGIO CALABRIA È CHIUSO - ALLARMI RIENTRI FANTASMA IN CALABRIA

Camilla Mozzetti per “il Messaggero

 

CORONAVIRUS – LA FUGA DA MILANO IN TRENO

La vedono arrivare l'onda del Covid-19 e la temono. A ragione. Perché i casi dei contagi crescono giorno dopo giorno e c'è una sacca cospicua di residenti che è tornata al Sud senza autodenunciarsi. Persone in carne ed ossa, salite sui treni della Lombardia (non solo la notte tra il 7 e l'8 marzo), che hanno fatto ritorno a casa ma che non hanno dato segnalazione del loro rientro in molte Regioni.

 

A partire dalla Calabria che ieri contava 7.793 ingressi denunciati calcolando però altrettanti (ma la stima è prudenziale) casi fantasma. Sono loro - i rientrati e nascosti - a destare la preoccupazione di clinici e governatori che ora aspettano di vedere l'indice complessivo dei contagi tra mercoledì e giovedì per poter decretare o meno la vera emergenza al Sud Italia.

 

fuga milano

Ma intanto le Regioni stanno correndo ai ripari: la Sicilia - che annovera già 95 pazienti ricoverati per il coronavirus, di cui 20 in Terapia intensiva con l'incidenza maggiore a Catania è isolata: stop ai collegamenti in ingresso e in uscita (fatta eccezione per due voli, un intercity e i rifornimenti merci) varati dal ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli dopo le richieste avanzate dalla Regione. L'aeroporto di Reggio Calabria è chiuso, molti sindaci della provincia di Catanzaro e di Cosenza hanno presentato esposti alle rispettive Procure nonché al ministero dell'Interno per chiedere l'applicazione dell'articolo 438 del codice penale, che tutela la salute pubblica, contro quello che chiamano «flusso indiscriminato» dal Nord.

 

Dal comune di Ariano Irpino, in provincia di Avellino - vista l'impennata dei contagi - non si entra e non si esce, mentre i casi in Campania sono arrivati a 400 e in Puglia è stato presentato ieri il piano ospedaliero per far fronte all'emergenza. Che si sta palesando ma che governatori, epidemiologi, virologi, medici e direttori sanitari sperano di non dover affrontare. Perché se i casi di Covid-19 dovessero deflagrare, il conto da pagare sarebbe più alto di quello del Nord Italia. Il problema riguarda la disponibilità reale dei posti in Terapia intensiva che mal si coniuga con una popolazione relativamente giovane e per questo più esposta alla minaccia del virus.

 

I NUMERI

In Calabria - dove la governatrice Jole Santelli ha costituito ieri una Task-force di cui fa parte anche il Commissario straordinario per la Sanità Saverio Cotticelli - le persone positive al coronavirus sono 89: 21 in più rispetto a quelle registrate il 15 marzo. I maggiori ricoveri si contano nella provincia di Cosenza: 15 in reparto, 3 in Rianimazione. Segue Reggio Calabria con 9 pazienti ospedalizzati e 2 in Terapia intensiva, mentre a Catanzaro ci sono 7 ricoveri (2 in Rianimazione) e 5 a Crotone.

 

treni - fuga da milano per coronavirus

Le persone in quarantena volontaria sono 4.583. Ma gli ospedali della Regione quanti posti letto in Terapia intensiva possono garantire? Al momento appena 100 anche se proprio la Calabria ha avviato un piano per attivarne altri 400. Di questi, 90 serviranno le strutture di Cosenza, Castrovillari, Rossano, Cetraro, Catanzaro, Lamezia, Crotone, Reggio Calabria, Polistena e Vibo Valentia. Ulteriori 310 posti verranno attivati, invece, a Paola, Rogliano, Rossano, Germaneto, Tropea, Gioia Tauro, Locri e Melito Porto Salvo.

 

IL CASO PUGLIA

In Puglia la situazione «Al momento resta controllata», spiega il virologo Pier Luigi Lopalco nominato dal Governatore Michele Emiliano a capo del coordinamento per l'emergenza. «In Puglia, così come più in generale al Sud, dobbiamo aspettare - spiega Lopalco - mercoledì e giovedì per capire se l'ingente flusso dei rientri provocherà delle pesanti ripercussioni». È questa la dead-line per capire se - e con quale impatto - il virus si manifesterà perché «Dobbiamo analizzare i tempi di incubazione partendo dalla data del 7 marzo quando migliaia di cittadini hanno fatto ritorno a casa dal Nord», prosegue il virologo.

treni - fuga da milano per coronavirus

 

Proprio in Puglia ieri si sono registrati 72 nuovi casi e 2 nuovi decessi, mentre il conto di domenica era di 248 contagi: 148 ricoveri, di cui 6 in Terapia intensiva, 16 decessi, 3 guariti e 75 in isolamento. Se il numero dei positivi al Covid-19 dovesse arrivare a 2 mila, saranno necessari 200 posti letto in Terapia intensiva e circa mille posti in area medica. Attualmente per l'emergenza coronavirus nella rete degli ospedali pubblici, degli enti ecclesiastici, delle case di cura della Regione, sono attivi 54 posti in Rianimazione che potranno arrivare a 306, con un aumento di 252 unità. «Ma questo - conclude Lopalco - per reggere la prima ondata».

treni - fuga da milano per coronavirusfuga da milano dopo il decreto che ha chiuso la lombardia treni - fuga da milano per coronavirustreni - fuga da milano per coronavirusfuga da milano dopo il decreto che ha chiuso la lombardiatreni - fuga da milano per coronavirus

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI