erri de luca michele serra armi usa

“L’AMERICA SI VACCINA CON LE ARMI” – ERRI DE LUCA: “IN MANCANZA DI PRESIDI SANITARI ACCESSIBILI SI PREPARA ALL' ASSEDIO DELLA DISPERAZIONE ALTRUI BARRICANDOSI PIÙ CHE CHIUDENDOSI IN CASA. DA NOI LE COSE VANNO IMENSAMENTE MEGLIO, MA NON PARLIAMO DI GUERRA” – MICHELE SERRA: “SE NON HANNO IL WELFARE, È PERCHÉ NON LO VOGLIONO. PREFERIREBBERO MORIRE ARMI IN PUGNO CHE VIVERE GRAZIE ALL'AIUTO DI QUALCUNO"

1 – MORIRE ARMI IN PUGNO

Michele Serra per “la Repubblica”

 

fila in un negozio di armi in california

Gli americani in coda davanti alle armerie sono l' immagine peggiore della catastrofe, il dettaglio deprimente che si vorrebbe non vedere, peggio del dolore c' è solo lo squallore. E peggio del day after c' è il day before, cioè loro adesso. Gli americani hanno visto troppi film americani. Credono che, se tracollasse la civiltà (parola grossa, se rapportata a quelle code di pistoleros sovrappeso) si tornerebbe a una preistoria ferina, una specie di western universale nel quale ci si accoppa per il controllo dei barbecue.

MICHELE SERRA SULL'AMACA

 

Non conoscendo altro parametro se non l' individuo, possibilmente armato, non immaginano che possano esistere una socialità, una mutualità, dei sistemi di supporto reciproco che potrebbero sopravvivere alla catastrofe e rendere il "dopo" meno anarchico e disperato. Se non hanno il Welfare, è perché non lo vogliono. Preferirebbero morire armi in pugno che vivere grazie all' aiuto di qualcuno. Vale la pena ricordare che il virus, negli Stati Uniti, difficilmente riuscirà ad ammazzare tante persone quante le armi da fuoco ogni anno, tutti gli anni: circa quarantamila.

 

donald trump

Vale anche la pena ricordare che, secondo notizie non smentite, il loro presidente avrebbe offerto un miliardo di dollari a un' industria farmaceutica tedesca per comperare «in esclusiva per l' America» il vaccino non appena sarà pronto. America first. Pare che il governo tedesco abbia fatto sapere che la sola idea è semplicemente ributtante. E lo è: ma è perfettamente in linea con le code davanti alle armerie. La sola cosa che ci consola è sapere che anche molti americani si vergognano di quelle code e di quel presidente. Ma sono quelli che hanno perduto le ultime elezioni.

 

negozio di armi affollato negli usa

2 – I MEDICI: IL NOSTRO STATO MAGGIORE. NON PARLIAMO PERÒ DI "GUERRA"

Erri De Luca per “il Fatto Quotidiano”

 

Un amico mi manda una fotografia scattata in un sobborgo di Los Angeles. Si vede una lunga fila di persone in attesa di entrare in un negozio. Non è di alimentari, sull' insegna è scritto: GUNS .

L' America si vaccina così.

 

erri de luca

In mancanza di presidi sanitari accessibili si prepara all' assedio della disperazione altrui con scorta di armi da fuoco, barricandosi più che chiudendosi in casa. Uno scatto automatico associa lo stato di eccezione all' arrembaggio. Solo ieri una direttiva presidenziale raccomandava ai medici di indossare, in mancanza di mascherine, passamontagna, fazzoletti, sciarpe. Logico è il pubblico sgomento di fronte a tali balordaggini diramate dalle massime autorità.

 

E senza commento è la spedizione di 500 mila tamponi da parte del Paese più colpito del mondo, l' Italia, che così se ne priva, alla superpotenza mondiale in carica da due secoli e ancora sprovvista di elementari dotazioni di base. Sono all' altezza della situazione alcuni governatori, come quello dello Stato di New York, che sanno spiegare ai cittadini il da farsi e le ragioni dettagliate delle precauzioni.

 

negozio di armi negli usa

ERRI DE LUCA AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO

Da noi le cose vanno immensamente meglio. Le misure di restrizione sono condivise e applicate con spirito civico di collaborazione, più che istigato da minacce di sanzioni per i trasgressori. Del resto sarebbe impensabile imporle con la forza su un territorio così sparpagliato di insediamenti. Va male però nelle prigioni, che per sovraccarico di detenuti diventano, a supplemento di pena, un laboratorio di polmonite virale.

 

Da parte mia evito di usare la parola guerra, suggestiva ma impropria. Lascio il termine alla Siria e alle sue infelici sorelle di malasorte, come la Libia. Definisco la condizione attuale uno stato di assedio attenuato. Si sta come dentro Sarajevo degli anni 90, ma senza pioggia di granate, senza cecchini e senza penurie alimentari. Si sta reclusi in un tempo sospeso. Si aspetta e la parola d' ordine è portare pazienza. Ci si abitua a un ritmo rallentato, all' attenuazione dei rumori che procura un poco di vertigine, agli aggiornamenti dei bollettini medici. Ci si sente parte delle migliaia di lutti privati, condivisi come tra persone di una stessa comunità. Non è guerra.

flash mob sul balcone

fila in un negozio di armi negli usa 1

Lo Stato Maggiore è il personale sanitario, e per suo tramite il Consiglio dei ministri.

Ci si richiama al civismo dei cittadini e non al coprifuoco militare.

 

Rispetto agli Stati Uniti, da noi si manifesta fiducia nelle direttive e nella solidarietà.

L' Italia per la prima volta da molto tempo è al centro dell' attenzione del mondo.

Non l' ha cercata, è capitato e ora si guarda a noi come precursori di quanto accadrà altrove, per imparare dalla nostra tenuta. Intanto riceviamo medici dalla Cina e da Cuba, non da Stati Uniti e da Russia.

 

fila in un negozio di armi negli usa 5

L' ordine mondiale subisce oscillazioni dell' asse. I rapporti di forza contano poco, valgono quelli di umanità. L' Italia è avanguardia di uno stato d' assedio affrontato con personale civile. Oltre alla difesa della salute pubblica, il compito dei prossimi mesi è di essere un esempio virtuoso.

donald trump

Non ho spirito patriottico, non mi vengono i brividi al suono dell' inno nazionale. Ma sentirlo cantare seriamente e spontaneamente dai balconi, non dalle fanfare delle cerimonie ufficiali, non per qualche manifestazione sportiva, mi fa un robusto effetto.

i canti dai balconi

fila in un negozio di armi negli usa 2fila in un negozio di armi negli usa 3fila in un negozio di armi negli usa

Ultimi Dagoreport

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

maurizio maddaloni pd campania maurizio de giovanni luigi riello

“TRA NANI, BALLERINE, FROCETTI E LESBICHINE, DE GIOVANNI SARÀ A SUO AGIO” – COSÌ PARLÒ SU FACEBOOK MAURIZIO MADDALONI, DAL 2023 PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO A CASERTA (SCELTO DALL’EX MINISTRO SANGIULIANO). IL RIFERIMENTO È ALLA NOMINA DELLO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI NELLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD DELLA CAMPANIA. ALTRETTANTO PESANTI LE PAROLE DI MADDALONI SULL’EX PROCURATORE GENERALE DI NAPOLI, LUIGI RIELLO, ANCHE LUI ENTRATO NELLA SEGRETERIA DEM: “RIELLO DA QUANDO È UN PENSIONATO DA DI MATTO: BEVE, DISTURBA GLI ALTRI COMMENSALI CON INDEGNI SPETTACOLINI” – IL SEGRETARIO REGIONE DEL PD, PIERO DE LUCA, SI DICE INDIGNATO (“LA DESTRA HA UN PROBLEMA CON LA CULTURA E CON LA LEGALITÀ”) E DENUNCIA LA DISASTROSA GESTIONE DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO: “QUESTO ODIO VIENE DA CHI HA PORTATO AL DEFAULT LA FONDAZIONE” – MINISTRO GIULI, NON SARÀ CHE IN CAMPANIA ABBIAMO UN PROBLEMINO?