giorgia meloni donald trump dazi guerra commerciale

E MO’ CHE JE DICO A DONALD? – I TORMENTI DELLA MELONI PER NON TRASFORMARE IL TANTO AGOGNATO INCONTRO ALLA CASA BIANCA IN UN FLOP – LA DUCETTA HA SPAZI DI MANOVRA STRETTISSIMI E NON PUÒ PARLARE A NOME DELL’UE. MA SPINGERÀ PER IL PROGETTO DI UN MERCATO UNICO EURO-ATLANTICO A “TARIFFE ZERO”, RILANCIATO DA ELON MUSK – PER AVERE L’ATTENZIONE DI TRUMP, LA STATISTA DELLA GARBATELLA DOVRÀ PROMETTERE MAGGIORI ACQUISTI DI GAS AMERICANO E DI AUTO MADE IN USA – DI CERTO SI DOVRÀ SORBIRE IL RIMPROVERO DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO PER LA WEB TAX, VOLUTA DA BRUXELLES E ADOTTATA DALL’ITALIA – A RENDERE ANCORA PIÙ COMPLICATO L’INCONTRO C’È IL RIAVVICINAMENTO DELL’UE CON LA CINA…

1. MELONI E LA MEDIAZIONE CON DONALD MERCATO UNICO E RECIPROCITÀ SULLE AUTO

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

DONALD TRUMP E GIORGIA MELONI A MAR-A-LAGO

Le telefonate con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sono continue. Perché, è vero che Meloni sta facendo circolare quale sarà il senso della missione alla Casa Bianca, sostenendo che si tratta di un bilaterale tra Italia e Usa, colmo di dossier, e che «non andrò come rappresentante dell'Unione europea», ma questa versione è anche un po' un modo di cautelarsi di fronte all'imprevedibilità di Donald Trump.

 

Nelle interlocuzioni con Bruxelles, mediate dai consigli di Raffaele Fitto, Von der Leyen avrebbe invece dato il suo via libera, del tutto informale, alla premier. [...]

 

ursula von der leyen giorgia meloni - foto lapresse

L'obiettivo è di ragionare sull'idea di rafforzare il progetto di un mercato unico euro-atlantico, di fatto rilanciato da Elon Musk in collegamento video durante il congresso della Lega. Il magnate e consigliere di Trump ha reso esplicito cosa punta a ottenere con la strategia muscolare dei dazi il capo della Casa Bianca.

 

Un'area a zero tariffe, una cooperazione a più livelli, che tenga fuori la Cina e garantisca una maggiore circolarità di prodotti e servizi americani. Questo sarà anche, domani, l'oggetto del confronto a Washington di Maros Sefcovic, il commissario al Commercio dell'Ue, lui sì con tanto di mandato ufficiale di Bruxelles a trattare.

 

giorgia meloni - meme by vukic

Meloni sa di non aver uno spazio troppo ampio di negoziato, perché è consapevole di cosa difficilmente sarà in grado di offrire a Trump. Le linee rosse le ha fissate Von der Leyen nella sua intervista di due giorni fa al Financial Times: nessuna apertura sulla web tax e sull'Iva, tassazione sui consumi che l'americano si ostina a non concepire.

 

Più facile invece aprire un ragionamento solido sull'energia. Trump vuole che gli europei diano una maggiore disponibilità all'acquisto del gas americano. Su questo, quasi certamente chiederà uno sforzo a Meloni, in qualità di leader di un Paese del Mediterraneo costretto a diversificare le fonti di approvvigionamento (per esempio in Algeria) per affrancarsi dalla dipendenza dalla Russia.

 

La premier italiana potrà far leva anche su un'altra aspettativa del repubblicano: aumentare le vendite delle auto made in Usa in Europa. Una maggiore reciprocità di ingresso è l'altro capitolo dove, secondo Palazzo Chigi, si possono fare dei passi in avanti. Infine, difficilmente Meloni si sottrarrà dal confronto con Trump sulle spese militari, vero nodo dolente per l'Italia che non ha ancora raggiunto l'obiettivo del 2%, previsto dagli accordi Nato. [...]

 

2. “UN MERCATO UNICO SENZA TARIFFE” IL JOLLY DI MELONI ALLA CASA BIANCA

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

DONALD TRUMP E GIORGIA MELONI MEME

Non dovrebbe andare al Congresso americano, anche se l’opzione resta sul tavolo: Giorgia Meloni intende concentrarsi sul colloquio con Donald Trump ed evitare possibili sbavature nella missione americana. Con il presidente americano spingerà al massimo sul progetto lanciato negli ultimi giorni anche da Ursula von der Leyen e Elon Musk: un’area a “dazi zero”, un mercato unico e di libero scambio tra Europa e Stati Uniti capace di rafforzare la cooperazione tra alleati.

 

Ecco perché nelle ultime ore ha chiesto a Ursula von der Leyen di premere sul commissario al commercio Ue Maros Sefcovic, domani in visita nella capitale americana, affinché si spenda per avvicinare questo traguardo. […]

 

GIORGIA MELONI TRA DONALD TRUMP E URSULA VON DER LEYEN - VIGNETTA DI GIANNELLI

Bruxelles si trova nel mezzo, in qualche modo contesa – o forse solo strattonata – da Washington e Pechino. Se l’Italia guarda agli Stati Uniti, infatti, i partner continentali lanciano segnali di dialogo verso la Cina: lo spagnolo Pedro Sanchez anche per assecondare pulsioni di politica interna, Francia e Germania per difendere i propri interessi commerciali con il Dragone.

 

[...]

 

A condizionare questo giudizio c’è anche un’altra riflessione della premier. Tra poco Friedrich Merz diventerà cancelliere tedesco e il suo primo viaggio sarà a Washington. Certo, la Germania resta interessata al mercato cinese. Ma nello stesso tempo è pronta a negoziare con Trump la fine dei dazi – ed eventuali restrizioni verso Pechino – per evitare l’enorme danno al proprio export inflitto dalle barriere imposte (e ora congelate) dagli Stati Uniti.

 

L INCONTRO MELONI-TRUMP VISTO DA MANNELLI

[…]  Meloni, d’altra parte, si prepara a dover incassare alcune critiche feroci dal presidente americano. La prima riguarda la web tax, voluta da Bruxelles e adottata dall’Italia. Una misura ormai difficilmente negoziabile. Nel corso di una missione a Washington di inizio gennaio, alcuni tecnici dell’esecutivo avevano raccolto la lamentela della controparte trumpiana: basta con la tassa sulle big tech, considerata «discriminatoria » e a cui gli Usa potrebbero reagire con ritorsioni mirate.

 

Ma non basta. Nel corso di una recente audizione al Senato americano, il prossimo ambasciatore Usa in Italia, Tirman Fertitta - incalzato da alcuni parlamentari - ha promesso uno stretto monitoraggio delle attività cinesi in Italia. Di più: si è spinto a criticare il progetto di partenariato globale tra Roma e Pechino – firmato da Meloni – che ha sostituito il memorandum sulla Via della Seta. Comunque troppo, per gli Stati Uniti. E sempre Fertitta ha rilanciato l’allarme per la presenza di undici stazioni di polizia cinese in Italia, sospettate di controllare le comunità cinesi (ed eventuali dissidenti).

 

GIORGIA MELONI DONALD TRUMP - IMMAGINE CREATA CON GROK

Sono problemi che complicheranno il colloquio. Ma a pesare sarà soprattutto la richiesta americana sulle spese militari: Roma è tra i pochi partner Nato a non aver ancora raggiunto il target del 2%. La premier assicurerà che quell’asticella sarà superata entro il vertice dell’Alleanza di giugno all’Aia. E prometterà ulteriori sforzi nella prossima finanziaria, per avvicinare al massimo il 2,25%. [...]

DONALD TRUMP ACCOGLIE GIORGIA MELONI A MAR-A-LAGOGIORGIA MELONI E DONALD TRUMP - VIGNETTA BY NATANGELO

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