MONDIALE A LUCI ROSSE – IN QATAR SI FARÀ GOL IN UNO STADIO A FORMA DI VAGINA (CHE SIA UN MODO PER AVVICINARE LE DONNE AL CALCIO?)

Jack O'Malley per "Il Foglio"

Sheffield. Come noto, i Mondiali del 2022 assegnati al Qatar hanno tolto la poca poesia che ancora era rimasta in questo sport, già quotidianamente stuprato dalla presidenza Fifa di Blatter. Due mesi fa il Guardian aveva raccontato le condizioni di chi, al fresco del paese arabo, sta lavorando alla costruzione di stadi e impianti che ospiteranno squadre, federazioni e - immaginiamo - moltissimi tifosi da tutto il mondo. In estrema sintesi: roba da invidiare gli schiavi degli antichi egizi.

Adesso che anche Amnesty se n'è accorta ci si indigna un po', ma senza esagerare: Blatter ha assicurato che "le autorità dell'emirato si sono impegnate a modificare le normative sul lavoro e a migliorare le condizioni di vita degli operai immigrati", e tanto basti. Mica si vorrà rovinare il giocattolino?

Per capire il livello di farsa di quei Mondiali basta guardare i nomi dei due "ambasciatori": Pep Guardiola e Zinédine Zidane. Che un giocatore che ha concluso la sua carriera tirando una testata a un avversario durante una finale mondiale sia eletto a uomo simbolo da quel baluardo morale del fair play che è la Fifa dice molto, se non tutto, della filosofia blatteriana.

Ho scoperto la cosa leggendo la notizia di quel giocatore francese rimasto "intrappolato" in Qatar da una disputa legale con il suo ex club per due anni di stipendio non pagato, il quale ha chiesto aiuto proprio al vice di Ancelotti sulla panchina del Real. Signori, dimenticate il calcio: questa è politica. Farsone d'oro. Lo sa bene Cristiano Ronaldo, che oggi sfida Ibrahimovic nello spareggio Svezia-Portogallo per qualificarsi ai Mondiali del Brasile, e che da qualche giorno è diventato mio idolo personale non appena il giornale sportivo spagnolo AS ha scritto che CR7 non avrebbe nessuna intenzione di presenziare all'ennesima pagliacciata della consegna del Pallone d'Oro.

Da tre anni l'attaccante del Real è costretto a fare la comparsa alla premiazione fissa di Messi, che vince perché Blatter ha deciso che si possono premiare solo giocatori sotto il metro e sessanta, con l'accento marcatamente argentino e la maglia del Barcellona. Il bello è che quest'anno il portoghese è persino dato per favorito. Mi auguro che il calcisticamente corretto non abbia la meglio e Ronaldo non si presenti neppure in caso di vittoria. Al massimo può inviare un video in cui fa l'imitazione di Platini. Che figata.

A meno che non si faccia assistere dal medico personale di Berlusconi, per ragioni d'età Cristiano Ronaldo ovviamente non ci sarà ai Mondiali del Qatar. Peccato, perché conoscendolo avrebbe sicuramente apprezzato lo stadio Al-Wakrah, di cui tutti stanno parlando: quello che, senza giri di parole, sembra una vagina. Forse pensato per avvicinare di più le donne al calcio, l'impianto in costruzione potrebbe scatenare però diverse polemiche.

Pare che a Repubblica Concita De Gregorio stia già pensando di far partire una raccolta firme contro l'uso del corpo delle donne, e che diverse associazioni di categoria stiano chiedendo parità di trattamento con la costruzione immediata di uno stadio a forma di pene. Probabile che, visti i tempi che corrono, si opti per dare agli spalti una forma che farà contenti tutti: un bel paio di chiappe.

Luoghi comuni. La mia battaglia contro i luoghi comuni nel calcio è destinata a infrangersi contro la banalità dei giornalisti italiani che da anni definiscono "re di Roma" chiunque combini qualcosa di buono nella Capitale: adesso tocca a Garcia, ma prima di lui ci sono passati quasi tutti gli allenatori che hanno almeno vinto un derby, qualunque attaccante abbia segnato più di tre gol in tre partite di fila, e naturalmente Francesco Totti, che per omonimia però da aprile di quest'anno è, con un colpo di originalità che nemmeno Galli della Loggia nei suoi editoriali, "er Papa".

A questo punto sarebbe bello che Tévez diventasse "il Cavour di Torino", Balotelli "la madunina" (nera, of course) e Higuaín "o sole mio". Laudato sii. Poiché il calcio lo abbiamo inventato noi inglesi, non credo che, come sostengono a Rio, Dio sia brasiliano e che, come sostiene il Papa, sia tifoso dell'Argentina.

Certamente in molti lo chiamano in causa sui verdi prati: Mourinho legge la Bibbia prima delle partite, il portiere della Nigeria è convinto che la sua squadra potrà vincere il Mondiale "se Dio lo vorrà" e molti giocatori sono soliti supplicarlo più o meno educatamente dopo un errore sotto porta o un gol preso.

A tal proposito mi chiedevo che fine avesse fatto la famosa regola dell'espulsione di un giocatore in caso di bestemmia, visto il rosario di improperi in diretta tv che si vedono anche al rallentatore in ogni partita. Scopro che un'espulsione c'è stata, in effetti, e pure da poco: come nel migliore dei luoghi comuni un giocatore del Livorno è stato fermato per un turno proprio per questo. Tutto chiaro: i giocatori del Livorno bestemmiano, quelli dell'Udinese bevono grappa, quelli del Napoli rubano i Rolex, quelli del Torino sono falsi e cortesi, quelli del Bologna sono simpatici e i genoani tirchi.

 

stadio vagina Stadio vagina

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