denis bergamini isabella interno

“C’ERA UN UOMO BIONDO CON LA MANI ALZATE IN MEZZO ALLA STRADA” – AL PROCESSO A CARICO DELL’EX FIDANZATA DI DENIS BERGAMINI, ISABELLA INTERNÒ, IMPUTATA DI CONCORSO IN OMICIDIO AGGRAVATO, PARLA IL TESTIMONE CHE VIDE L’EX CALCIATORE PERDERE LA VITA IL 18 NOVEMBRE DEL 1989 LUNGO LA STATALE 106 IN CALABRIA: “HO SEMPRE PENSATO A UNA DISGRAZIA, NON A UN SUICIDIO” - DIVERSE LE CONTESTAZIONI DEGLI AVVOCATI DELLA DONNA

Andrea Pistore per https://corrieredibologna.corriere.it

 

«Ho sempre pensato che fosse stata una disgrazia e non un suicidio». A dirlo è Bernardino Rinaldi, il primo dei testi sentito lunedì 9 gennaio durante il processo in Corte d’Assise a Cosenza a carico di Isabella Internò, la donna imputata di concorso in omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi dell’ex fidanzato, il calciatore ferrarese del Cosenza Donato «Denis» Bergamini. L’ex atleta ha perso la vita il 18 novembre del 1989 lungo la statale 106 in Calabria, all’altezza di Roseto Capo Spulico.

 

Gli istanti prima della morte

Rinaldi davanti ai giudici ha ripercorso gli istanti prima della morte: «Passavo di lì quel giorno per lavoro. Facevo il rappresentante e ricordo bene una Golf bianca che mi stava per venire addosso per evitare di investire una persona che era in piedi in mezzo alla strada.

DENIS BERGAMINI ISABELLA INTERNO

 

Ho sempre pensato che fosse una disgrazia». Il testimone ha poi raccontato: «Ricordo un uomo al centro della corsia, che poi ho riconosciuto essere Bergamini, con le mani alzate che cercava di fermare le automobili. Sulla piazzola poco più avanti c’era un’altra macchina con dentro una persona che non so riconoscere, né ricordo particolari dell’auto. Dopo un paio di ore ho ripercorso la strada in senso inverso e ricordo di avere trovato la coda di auto e di aver pensato che alla fine quell’uomo era stato investito». L’avvocato di Isabella Internò ha sollevato una serie di dubbi sulla testimonianza, obiettando incongruenze sugli orari e sul colore della vettura ferma nella piazzola di sosta.

 

 

I messaggi

Sono stati acquisiti anche una serie di messaggi scambiati tra i figli della donna e Donata Bergamini, la sorella del calciatore. Un altro testimone, il pregiudicato Rocco Napoli, che il giorno della morte stava transitando sulla statale Jonica e che si è presentato spontaneamente dai carabinieri, ha raccontato in aula che «quel giorno piovigginava. Ho visto una macchina ferma in piazzola. Poco prima c’era un ragazzo che camminava sul ciglio della strada e che, mentre proseguivo, procedeva pericolosamente sulla corsia. Ho sterzato per non metterlo sotto.

ISABELLA INTERNO

 

Aveva lo sguardo assente e ricordo di aver pensato che fosse un pazzo che per poco non mettevo sotto. In piazzola ricordo ci fosse una Maserati chiara con all’interno una donna».

 

Sul momento il testimone non avrebbe riconosciuto l’ex calciatore, ma sostiene di aver capito solo più tardi che fosse Bergamini. In aula è comparsa anche Anna Napoli, avvocato e cugina di Rocco che era al distributore dei genitori lungo la Jonica e che ha spiegato come il cugino le spiegò di aver visto quel ragazzo che avrebbe tentato di buttarsi sotto il furgone. Diverse obiezioni sono state sollevate dall’avvocato di parete civile Fabio Anselmo circa l’attendibilità dei due testimoni.

 

Le contestazioni

Contestazioni ci sono state anche da parte della presidente della Corte d’assise, Paola Lucente, nei confronti dell’ultima teste, Antonietta Valerio, moglie di Rocco Napoli, in merito a dichiarazioni diverse ed incompatibili rese nel tempo. La prossima udienza è stata fissata per il 12 gennaio.

denis bergamini

 

Le ricostruzioni

Lo scorso novembre in aula era stato ascoltato Raffaele Pisano, 84 anni, il camionista che aveva travolto Bergamini: «Si è buttato sotto il camion volontariamente» aveva ribadito, confermando la tesi che ha sempre sostenuto del suicidio. Secondo la Procura di Castrovillari però, quella del gesto volontario fu una messinscena ed in realtà il corpo di Bergamini fu adagiato davanti al camion quando era già senza vita.

 

A carico di Pisano era già stato avviato all’epoca un procedimento penale, che però era stato successivamente archiviato in considerazione delle risultanze emerse dall’inchiesta della Procura di Castrovillari, secondo le quali Bergamini si sarebbe suicidato. Tesi smentita dall’inchiesta aperta successivamente dalla stessa Procura della Repubblica di Castrovillari, all’epoca in cui era diretta da Eugenio Facciolla, secondo la quale quello di Bergamini sarebbe stato in realtà un omicidio volontario.

denis bergamini

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