napoli camorra

LA MORTE DEL 17ENNE GENNARO CESARANO, UCCISO DA UNA SVENTAGLIATA DI PALLOTTOLE NEL RIONE SANITÀ, DIMOSTRA CHE NAPOLI ORMAI È DIVENTATA COME BAGHDAD - LE FAIDE E I REGOLAMENTI DI CONTI TRA CLAN, LASCIANO A TERRA CADAVERI IN TUTTA LA CITTÀ

1 - NAPOLI, NOTTE DA FAR WEST IN STRADA

Antonio E. Piedimonte  per “la Stampa”

 

Continua la mattanza di giovani nel centro di Napoli. A farne le spese questa volta è stato un 17enne, Gennaro Cesarano, ucciso con due colpi di pistola alle 4,50 di ieri davanti alla basilica di Santa Maria alla Sanità. Il ragazzo - che abitava nella stessa strada dove è nato Totò - sarebbe stato vittima dell’ennesimo raid dimostrativo, una di quelle prove di forza che le baby gang della nuova camorra effettuano sugli scooter sparando all’impazzata.

GENNARO CESARANO GENNARO CESARANO

 

L’ASSALTO

Un gruppo in motorino sarebbe piombato nella piazza centrale del borgo scatenando il panico: la polizia ha recuperato quasi trenta bossoli di diverso calibro nella zona dell’omicidio, segno che sono state utilizzate diverse armi. L’altra pista investigativa ipotizza uno scontro a fuoco tra una gang di “invasori” - presumibilmente proveniente dalle basi delle “paranze dei ragazzini”, nel cuore del centro storico - e uomini del clan del quartiere: una sorta di “Ok Corral” su due-ruote da Far West metropolitano.

 

NAPOLI - GUERRA DI CAMORRANAPOLI - GUERRA DI CAMORRA

Non è ancora chiaro però se il giovane è finito per caso nella sparatoria - perché di passaggio o perché si stava intrattenendo con amici “a rischio” - o invece se, come sospettano gli investigatori, sia stato colpito perché stava facendo la “vedetta”. Familiari e parenti non hanno dubbi: «Gennaro aveva un sogno, voleva fare il pizzaiolo, frequentava l’istituto alberghiero. E nel tempo libero faceva volontariato in un doposcuola per i più piccoli», ha detto ieri una zia di Gennaro. Altri parenti hanno ricordato che il giovane «aveva fatto qualche sbaglio in passato (tentata rapina, porto abusivo d’armi, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, ndr) ma si era poi rimesso sulla retta via».

 

Di certo lo splendido borgo dove ha vissuto sant’Alfonso Maria de’ Liguori (l’autore di «Tu scendi dalle stelle», la colonna del Natale) e che è stato narrato da artisti, scrittori e drammaturghi (in primis Eduardo De Filippo) è ancora una volta nel centro di una guerra di camorra e vede i propri figli morire nelle strade. Una scena già vista troppo volte. Di recente (l’ultima uccisione è di tre giorni fa) e nel passato: negli anni Novanta, durante il lungo conflitto tra il clan Misso-Pirozzi e quello dei Tolomelli, l’esplosione di un’auto-bomba provocò trenta di feriti.

 

NAPOLI - GUERRA DI CAMORRA  NAPOLI - GUERRA DI CAMORRA

L’INDIGNAZIONE

Più che comprensibile dunque l’indignazione di Giuliana Di Sarno, la coraggiosa donna che siede sullo scranno più alto della Municipalità: «Il rione Sanità sta diventando Baghdad. E’ ora che tutti ne prendano coscienza». E le parole del presidente sembrano essere anche un messaggio a chi minimizza anche la morte.

 

Non va meglio nel resto della città: altro sangue è stato versato a Ponticelli, dove il trentenne Antonio Simonetti è stato ucciso con cinque colpi di pistola mentre usciva dal negozio della sorella.

 

NAPOLI - GUERRA DI CAMORRA  NAPOLI - GUERRA DI CAMORRA

A Soccavo, quartiere della periferia occidentale, ci sono stati due raid dimostrativi in due giorni con decine di colpi di pistola e kalashnikov sparati contro case, auto in sosta e negozi. Perché le trincee napoletane sono un po’ dappertutto ma si vedono solo quando si spara.

 

2. CAMORRISTI DI QUARTA GENERAZIONE

Grazia Longo per “la Stampa”

 

Più che una faida tra clan è una guerra tra gangster urbani. Giovani, giovanissimi, camorristi di terza o quarta generazione che, in barba alle regole non scritte dei vecchi boss, sparano all’impazzata a qualsiasi ora del giorno e della notte. I cognomi sono sempre quelli blasonati dei Giuliano, Sibillo, Sequino, Savarese, Mazzarella - per citarne alcuni - ma i nuovi rampolli scalpitano per conquistare il mercato della droga con un’escalation di violenza che non si vedeva dai tempi della faida di Secondigliano nel 2004-2005. Oggi però il linguaggio del male è cambiato. Non solo tre vittime negli ultimi tre giorni, ma anche sventagliate di kalashnikov contro negozi e auto (60 proiettili due giorni fa nel rione Traiano).

NAPOLI - GUERRA DI CAMORRA NAPOLI - GUERRA DI CAMORRA

 

L’INTIMIDAZIONE

Le chiamano «stese», a evocare l’estensione della prevaricazione a pistolettate. Completamente diverso è anche lo stile di vita della new generation camorrista. La nota foto Anni Ottanta dei fratelli Giuliano nella vasca a forma di conchiglia accanto a Maradona è ora sostituta da quella postate su Facebook di due giovani camorristi con folta barba stile miliziani Isis mentre si baciano sulla bocca, a sigillare il patto di «tenere sempre la bocca chiusa».

 

Le giovani leve del male usano i social media come veicolo di messaggi mafiosi e dichiarazioni di intenti, «Se capiterà la galera, la faremo a testa alta». Tatuati all’inverosimile scelgono slogan che inneggiano alla «Camorra per la vita» o ricordano compagni caduti in agguati con bande rivali.

 

L’ACCUSA

Giuliana Di SarnoGiuliana Di Sarno

E, al di là dei morti e della paura, il dato più inquietante é che nella lotta tra clan il più forte è quello del degrado socio-culturale. Basta ascoltare i numeri snocciolati da padre Alex Zanotelli, un missionario comboniano che dopo 12 anni in una baraccopoli a Nairobi, da 10 anni vive nel rione Sanità, ventre oscuro di questa città di luci e ombre. «Due morti in tre giorni, i giovani che cedono alle lusinghe del guadagno facile e dello spaccio e lo Stato dov’è? Sanità si estende su 5 chilometri quadri per 70 mila abitanti. Ma non ci sono né un asilo nido comunale né una scuola media. Non possiamo essere abbandonati così».

 

Il prefetto Gerarda Pantalone vede il bicchiere mezzo pieno: «I problemi esistono, non a caso domani (oggi per chi legge, ndr) riunirò il Comitato di sicurezza, ma carabinieri e polizia presidiano costantemente il territorio. Il Viminale, prima dell’estate, ci ha inviato rinforzi preziosi in un tessuto dove esistono disagio e degrado ma anche controlli e collaborazione con l’amministrazione comunale».

LUIGI DE MAGISTRIS CON ALCUNI MIGRANTILUIGI DE MAGISTRIS CON ALCUNI MIGRANTI

 

Nei primi sei mesi del 2015 rapine, scippi e furti sono calati del 20%, a fronte di circa 4 mila arresti per reati vari. La nota dolente sono gli omicidi, 44 fino a ieri ( 25 a Napoli, 19 in provincia). «Contro la camorra ci deve aiutare il governo - dice il sindaco Luigi De Magistris -: ribadisco il mio no ai tagli nelle forze dell’ordine e l’esigenza di finanziamenti per iniziative culturali oltre alla necessità di accelerare la riforma su maggiori poteri e responsabilità dei cittadini». Alle critiche della presidente della Municipalità, Giuliana Di Sarno - «Il Rione Sanità sta diventando Baghdad e il sindaco non ci degna di una visita» -, De Magistris risponde: «La città è migliorata, piena di turisti e con problemi di sicurezza inferiori a Roma a Milano».

 

Alex ZanotelliAlex Zanotelli

Qui però c’è la camorra. E c’è un’omertà che mette i brividi e ha spinto più d’uno a commentare il sacrificio dell’eroico ucraino morto per sventare un a rapina come il gesto «di uno che se l’è cercata, faceva meglio a farsi i fatti suoi». Il direttore della Caritas, don Enzo Cozzolino ricorda: «La nostra ultima indagine rivela che il 41% dei napoletani non ha interesse per il bene comune. Ma è anche vero che c’è tanta gente piena di buona volontà. Dobbiamo investire sul sociale e sulla scuola. Napoli non è una città perduta».

 

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?