NEL MASSACRO DI SAN BERNARDINO IL RUOLO DECISIVO E’ STATO QUELLO DI TASHFEEN MALIK - UNA DONNA CON UNA DOPPIA FEDELTÀ. MOGLIE DEL KILLER, SYED, E SPOSA VIRTUALE DEL CALIFFO AL QUALE AVEVA GIURATO SOTTOMISSIONE SU FACEBOOK - I VICINI DELLA COPPIA NON HANNO FATTO DENUNCIA PER NON APPARIRE RAZZISTI

1 - IL RUOLO DI TASHFEEN, LA MOGLIE CHE SI È OFFERTA SPOSA VIRTUALE AL CALIFFO

Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”

 

SYED FAROOK E TASHFEEN MALIKSYED FAROOK E TASHFEEN MALIK

Non c' è nulla di più perfetto di una cellula familiare. Per comunicare non devono usare il telefono, vivono nella stessa casa, si sostengono a vicenda. Nel massacro di San Bernardino il ruolo importante l' ho avuto lei, Tashfeen Malik. Una donna con una doppia fedeltà. Moglie del killer, Syed, e sposa virtuale del Califfo al quale ha giurato sottomissione su Facebook, passo per portare l' attacco in dote all' Isis seguito da una rivendicazione non formale da parte di propagandisti Isis.

 

Tutto però da verificare. Il post della donna da solo non basta, anche se rivela un' aspirazione. Quanto all'assunzione di responsabilità è generica, parla di «sostenitori», quasi a indicare un' operazione ispirata e non diretta dal movimento. Il filo della strage riporta al 16 agosto del 2014 quando Syed sposa Tashfeen, pachistana, farmacista mancata, conosciuta prima online e in seguito con due viaggi in Arabia Saudita. Vivono in California, la ragazza ottiene la carta verde, primo passo verso la cittadinanza. Ma forse già pensa ad altro, quel pezzo di carta sognato da milioni può trasformarsi in una copertura.

 

SYED FAROOK 1SYED FAROOK 1

Un collega di Syed accusa: «Era lei la terrorista», sostenendo che sarebbe stata Tasfheen a spingere il marito su posizioni estreme. Infatti è dopo le nozze che l' uomo si radicalizza, forse la ragazza, 28 anni, lo «carica». La donna è molto osservante, gira anche in casa con il volto coperto, i fratelli del marito non vedono mai il suo volto. Ma c' è anche un altro velo: l' apparente normalità della loro esistenza, turbata solo da qualche screzio di Syed sul lavoro dove, talvolta, è preso di mira.

 

Da qui la teoria dei legali su questioni personali come movente. Intanto nella villetta la cellula cresce, non in grandezza, bensì in determinazione. Stanno «bassi», come predicano le istruzioni jihadiste, quegli stessi manuali che invitano a sfruttare la passione americana per le armi: è facile procurarsele. Syed prepara l' arsenale, mette insieme una dozzina di ordigni rudimentali, copia di quelli spiegati con foto e formule su Inspire. La rivista online dei qaedisti yemeniti dedica un articolo dal titolo «Come costruire una bomba nella cucina di tua madre».

SYED FAROOK FRATELLOSYED FAROOK FRATELLO

 

In parallelo la coppia vive nella trincea digitale, è possibile che frequenti (con cautela) siti estremisti, alimenti le proprie convinzioni senza che l' antiterrorismo se ne accorga.

Solo adesso emergono contatti - vaghi - con un militante somalo e uno di al Nusra, fazione siriana nell' orbita di Al Qaeda. Dal Pakistan sostengono che Tashfeen aveva link con la Moschea Rossa, nota per le posizioni oltranziste. E c' è chi perfino suggerisce che abbia agito come amo pescando un marito americano per poi trasformarlo in un killer.

 

L' Fbi, che pure esclude l' esistenza di un network ampio, cerca di capire se vi sia qualcuno che abbia fatto da faro. Syed ha cercato di nascondere le tracce digitali rimuovendo la memoria del pc e distrutto due telefonini. Non lo fai se non temi di svelare qualcosa. Di concreto c' è il post dove la donna, usando uno pseudonimo, ha accettato l' autorità di Al Baghdadi. Lo fa alle 11 di martedì, nel mezzo dell' attentato quando è già scattato il primo allarme.

 

SYED FAROOK 3SYED FAROOK 3

Gli investigatori dovranno scoprire se è stata una scelta improvvisata, magari senza alcun rapporto reale, o invece la mossa per evitare di essere individuata. La micro-cellula è rimasta al coperto fino all' ultimo. Syed con i colleghi alla festa di Natale. Tashfeen a casa tra pannolini e vestitini per la figlioletta. Sono riemersi mezz' ora dopo per concludere la missione. E quando è venuto il momento ha dimostrato la sua personalità. Ha smesso di essere madre ed è andata a distribuire morte.

 

2 - I VICINI DELLA COPPIA NON HANNO FATTO DENUNCIA PER NON APPARIRE RAZZISTI

Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”

 

syed  farooksyed farook

Adesso l'America pare stretta tra il timore del «racial profiling» - sospettare, denunciare un possibile reato, sottoporre qualcuno a un controllo sulla base di un pregiudizio razziale - e il rischio di un conflitto di civiltà tra Occidente e Islam capace di creare una frattura incolmabile tra la società americana e la sua componente di religione musulmana.

 

I vicini di Syed Farook e della moglie Tashfeen che hanno confessato di non aver denunciato alla polizia i movimenti sospetti intorno alla casa e anche le grida che venivano dall' interno nei giorni precedenti la strage di San Bernardino per paura di essere accusati di «racial profiling», passano adesso per il prodotto di una cultura ideologica di sinistra che sacrifica le più elementari esigenze di sicurezza sull' altare del «politicamente corretto».

 

Un' accusa che è in parte frutto di uno scontro politico: accusata di essere corresponsabile dell' accaduto perché per anni ha lasciato tutti - cittadini ma anche terroristi - liberi di armarsi fino ai denti, la destra si difende e controbatte accusando i progressisti di avere anche loro parecchie responsabilità, soprattutto per eccesso di garantismo. Ma, al di là di polemiche di bottega che non dovrebbero trovare spazio in un frangente così grave, non c' è dubbio che d' ora in poi la questione del «racial profiling» sarà vista in modo diverso anche dai cittadini, oltre che dalle forze dell' ordine: i musulmani d' America dovranno affrontare muri di diffidenza e raffiche di controlli in misura di gran lunga superiore.

il suv di syed farookil suv di syed farook

 

Col rischio di spingere l' America verso quel conflitto di civilità teorizzato vent' anni fa dal politologo Samuel Huntington, che Barack Obama ha fin qui cercato in tutti i modi di evitare, mostrando grande rispetto e considerazione per il ruolo della comunità islamica nella società americana. Probabilmente è proprio questo l' obiettivo secondario dell' offensiva delle centrali jihadiste: non solo terrorizzare i popoli occidentali, ma anche spaccare le società rendendo sempre più problematica la convivenza pacifica dei musulmani col resto della popolazione. In nome della sicurezza la gente chiederà sicuramente più controlli sui «sospetti».

 

il suv di syed  farookil suv di syed farooksyed farooksyed farook

E questo porterà a un aumento della pressione su chi è o sembra (per come veste, per la barba per il colore della pelle) musulmano. I musulmani, già sottoposti a controlli speciali negli aeroporti, saranno sempre più nel mirino anche altrove. È inevitabile, ma anche questo può produrre radicalizzazione.

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