gioco giochi da tavolo

GIOCARE E' UNA COSA SERIA - IL MERCATO DEI GIOCHI DA TAVOLA È IN CONTINUA CRESCITA DA ANNI, CON UN GIRO D’AFFARI DI CIRCA 1,7 MILIARDI DI EURO – LA MAGGIOR PARTE DEI GIOCATORI HA TRA I 25 E 39 ANNI E LE GIOCATRICI SONO QUASI LA METÀ - ANDREA LIGABUE, DIRETTORE DI “PLAY”, IL PIÙ GRANDE FESTIVAL DEL SETTORE: “IL BOOM È LEGATO AL PERIODO DEL COVID. NEGLI ANNI 80 ERAVAMO UNA NICCHIA, ORA GIOCANO TUTTI. GIOCARE È MAINSTREAM E QUASI ALLA MODA..."

Estratto dell’articolo di Franco Giubilei per “la Stampa”

 

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In piena epoca digitale e con l'intelligenza artificiale pronta a invadere la vita di ognuno di noi, i giochi da tavolo non solo resistono ma guadagnano terreno. […] Si gioca nelle case, nei club, nelle sedi delle associazioni e persino nei pub che ospitano gare e torne. […]

 

Si affrontano grandi e piccini con una netta prevalenza dei primi – la maggioranza degli acquirenti hanno un'età compresa fra 25 e 39 anni -, per cui si è pure inventata una nuova definizione, Kidult (crasi di kid, ragazzo, e adulto). Le donne sono sempre più numerose – oltre il 40% -, in netta controtendenza con quanto accadeva trent'anni fa, quando a giocare erano soprattutto i maschi.

E togliamoci dalla testa che sia solo una questione da nerd, perché il pubblico dei board games è sempre più trasversale e generalista.

 

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Il gioco da tavolo è un fenomeno in crescita a doppia cifra da anni, almeno da quando la pandemia ha costretto gli italiani a rinchiudersi nelle loro case, come spiega Andrea Ligabue. Ludologo e direttore di Play, il più grosso festival del settore, è anche docente all'Università di Modena e Reggio Emilia nei corsi di formazione degli insegnanti: «Il boom è legato al periodo del Covid e solo in Italia si attesta su una crescita di mercato fra il 10 e il 15% all'anno, aumentano anche le case editrici». Un giro d'affari stimato, nel 2024, in circa 1,7 miliardi di euro, circa il 16% del mercato complessivo.

 

Tendenza confermata anche dal più 7% del primo semestre del 2025. Se poi si pensa che al mondo escono 800 nuovi titoli all'anno e che esistono anche piccole realtà locali formate da gruppi di amici che autoproducono i loro giochi, come Torino Factory, ci si rende conto della vastità e dell'articolazione di questo mondo.

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[…] Come e perché i game di carta, con le loro scatole e i loro oggettini di complemento, siano sopravvissuti alla marea digitale, ce lo racconta Ligabue: «Il concetto del gioco è molto più diffuso rispetto a quando veniva praticato prevalentemente dai bambini. Intanto va detto che la maggior parte di chi gioca analogico lo fa anche col digitale, ma soprattutto le ludoteche e le associazioni offrono esperienze sociali significative, così come certi locali: mi siedo al ludo-pub e gioco con altre persone. Non è neanche più una passione tipicamente maschile: oggi la presenza delle donne è fra il 40 e il 50%».

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E mentre gli over 25 si baloccano con strategie e indagini sofisticate, «i ragazzi più giovani optano per la playstation o il computer, e le ragazze preferiscono giochi su dispositivi mobili», osserva l'esperto. Sempre a proposito di giovanissimi, in qualità di docente universitario al corso di Scienza della formazione primaria di Unimore, Ligabue illustra i vantaggi dell'uso dei giochi nell'insegnamento: «Si trasmettono valori educativi come il valore delle regole, la capacità di risolvere problemi, di collaborare e di competere, oltre che di gestire stress ed emozioni».

 

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[…] Tornando agli adulti, l'epoca dei nerd confinati in ambienti da carbonari sembra tramontata: «Negli Anni 80 eravamo una nicchia, ora giocano tutti – dice Ligabue -. Giocare è mainstream e quasi alla moda, viene praticato anche nelle università». Concetto ribadito dal padre italiano di Risiko, il game designer Spartaco Albertarelli: «Il pubblico è molto più eterogeneo di un tempo, va mediamente dai vent'anni in su: ora i giochi sono studiati per loro. Sono i Kidult, persone adulte che non hanno problemi a trovarsi la sera a giocare con altri adulti, ma con uno spirito da kid». […]

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