lirio abbate montante crocetta

NON SOLO CROCETTA, ANCHE IL PM NICOLÒ MARINO È STATO RICATTATO DA MONTANTE CON VIDEO SCABROSI - ALLA PORTA DELL’EX PRESIDENTE DI SICINDUSTRIA BUSSAVANO IN TANTI: C'ERA LA FIRMA DI PUNTA DEL QUOTIDIANO RADICAL-CHIC CHE CHIEDEVA SOLDI PER UN FILM E UN POSTO DI LAVORO PER LA COMPAGNA - I RAPPORTI TRA MONTANTE E IL VICEDIRETTORE DE “L’ESPRESSO” LIRIO ABBATE E LA TELEFONATA TRA QUEST’ULTIMO E L’AVVOCATO DI CROCETTA…

Giacomo Amadori e Fabio Amendolara per “la Verità”

 

MONTANTE CROCETTA

Sono passati nove anni dallo scandalo sessuale che travolse l'ex governatore laziale Piero Marrazzo. A chiudere la sua carriera politica fu un video che ritraeva il politico in déshabillé mentre, in compagnia di un trans e con alcune strisce di polvere bianca su un tavolino, discuteva con dei carabinieri intervenuti nell'appartamento di via Gradoli a Roma, l' alcova del viado Natalie.

 

Allora altri carabinieri, quelli del Ros, intervennero per fermare la tentata estorsione e sequestrare il filmato messo in vendita da un'agenzia fotografica. Ma la rapida azione delle forze dell' ordine non bastò a frenare lo scalpore e la caduta di Marrazzo.

 

ANTONIO CALOGERO MONTANTE

Adesso, quasi due lustri dopo, sembra che un altro governatore, questa volta il siciliano Rosario Crocetta, sia finito in una trappola non dissimile. L'ex presidente è accusato di corruzione per i presunti finanziamenti illeciti ricevuti e per i rapporti poco limpidi con l' imprenditore Calogero Antonio Montante e la sua cricca. In un passaggio dell' avviso di garanzia si legge: «Crocetta riceveva da Montante l'utilità consistita nell' aiuto per impedire che venisse reso pubblico da parte di giornalisti un video dal contenuto scabroso attinente alla vita privata del Crocetta».

LO BELLO E MONTANTE

 

Quest'ultimo ieri mattina si è inalberato: «Mi dipingono come una pornostar, come se fossi Rocco Siffredi. Ma dov'è questo video? La verità è che non esiste, è una bufala come al solito per denigrare la mia omosessualità».

 

Quel «come al solito», probabilmente, è riferito a una vicenda analoga, abbastanza recente. A fine marzo lo stesso Crocetta, in un altro procedimento, innescato da un' intercettazione fasulla pubblicata dall' Espresso e che coinvolgeva proprio l' ex governatore, ha accusato i cronisti del settimanale di dossieraggio, dichiarando in aula: «Lirio Abbate (vicedirettore dell' Espresso, ndr) chiamò il mio avvocato, Vincenzo Lo Re, dicendogli che, se avessi denunciato i giornalisti Piero Messina e Maurizio Zoppi per diffamazione, L' Espresso avrebbe pubblicato un dossier su mie presunte e inesistenti pratiche pedopornografiche in Tunisia.

 

MONTANTE CROCETTA

Dissi al mio avvocato di riferire ad Abbate che non avevo nulla da temere». Il vicedirettore ha bollato come calunniosa la ricostruzione del politico, mentre il legale di Crocetta si è detto pronto a confermare in Tribunale la versione del suo assistito.

Ieri Lo Re, parlando con La Verità, ha spiegato: «La difesa del giornalista Messina ha chiesto di chiamare Abbate a testimoniare in aula e per questo non vorrei anticipare il contenuto di una telefonata che sicuramente c' è stata, altrimenti non l' avrei raccontata a Crocetta».

 

Ma Lirio Abbate le ha parlato di un video? «Preferirei non rendere dichiarazioni sul contenuto di quella conversazione. Comunque sul fatto storico della telefonata non ci sono dubbi, ma le consiglierei di non parlare di un video».

 

NICOLO MARINO

Bisogna ricordare che nell'ordinanza della Procura di Caltanissetta nei confronti di Montante sono evidenziati gli stretti rapporti tra lo stesso ex presidente di Confindustria Sicilia con Abbate, il giornalista del settimanale romano accusato da Crocetta.

 

In una tabella sono riepilogati gli incontri del cronista, ben 42 tra il 2008 e il novembre 2014, compreso quello del Ferragosto 2012 sullo yacht di Montante. In quest' ultima occasione sarebbe stato presente pure l' ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, successivamente chiamato da Crocetta a lavorare con la sua giunta.

MONTANTE CONFINDUSTRIA SICILIA

 

Ovviamente le cene e le gite non sono in sé prove di alcun illecito e per questo bisognerà attendere il disvelamento di tutti gli atti per capire a quale video si riferiscano i magistrati e quali prove concrete abbiano della sua esistenza. Va detto che nei provvedimenti dei magistrati nisseni c'è un riferimento anche a un altro video compromettente. Tra i personaggi che sarebbero stati spiati da Montante attraverso la sua rete di uomini delle forze dell' ordine infedeli c'era un esponente della giunta Crocetta: il pm Nicolò Marino, poi diventato assessore.

 

lirio abbate

Nel verbale di uno dei grandi accusatori dell' inchiesta, Alfonso Cicero, è inserito un dettaglio che gli investigatori non hanno tralasciato: Giuseppe Catanzaro, presidente degli industriali siciliani, gli aveva confidato «che Montante deteneva un dossier e un video contenente immagini relative alla vita privata del dottor Marino e si stava adoperando per diffonderli mediaticamente al fine di delegittimarlo, che, nella sua funzione di assessore aveva assunto posizioni di contrasto con Confindustria Sicilia e con Catanzaro stesso nella vicenda della gestione dei rifiuti». Come per Crocetta si tratta di un aspetto dell' inchiesta al momento ancora abbastanza nebuloso.

 

Quel che pare certo, invece, è che alla porta dell' oggi vituperato Montante bussavano molti giornalisti-portavoce dei professionisti antimafia: c'era la firma di punta del quotidiano radical-chic che chiedeva soldi per un film e un posto di lavoro per la compagna; c' era il giovane cronista d' assalto nisseno che mandò il curriculum alla Camera di commercio dove Montante era presidente e poi provò a farlo a pezzi su un settimanale nazionale; c' erano pure i due giornalisti che volevano resuscitare L' Ora di Palermo e che per farsi finanziare si rivolsero al cavaliere con la «c» minuscola, per loro meno imbarazzante dell' ex Cavaliere, l' innominabile B.

CROCETTA

 

Ma Montante non avrebbe sganciato gli euro richiesti e, successivamente, avrebbe collegato gli attacchi giornalistici a quella sua scarsa prodigalità, mettendo in archivio a futura memoria le email con le richieste inviate dai cronisti.

 

Era finito tutto nei grandi server delle aziende di Montante, che gli investigatori siciliani stanno setacciando in queste ore. Anche alla ricerca di video imbarazzanti. Certo la domanda di Crocetta è legittima: esisteranno questi filmati? Gli inquirenti potrebbero non avere ancora scoperto tutte le loro carte per contestarle all' ex governatore nell' interrogatorio a cui sarà sottoposto nei prossimi giorni.

lirio abbate

 

La Procura di Caltanissetta ipotizza per l' ex governatore della Sicilia il finanziamento illecito e il concorso in associazione per delinquere finalizzato alla corruzione. Il politico avrebbe incassato circa 1 milione di euro da cinque imprenditori per la campagna elettorale del 2012 e in cambio, tra le varie cose, avrebbe inserito nella sua squadra due assessori indicati da Montante. Crocetta si difende così: «Vengo messo in mezzo a una vicenda che non mi riguarda, la verità è che c' è stato uno scontro interno a Confindustria in Sicilia».

Rosario Crocetta

 

Poi ammette l' accordo «politico» con l' associazione degli industriali, «che stava combattendo la mafia»: «La battaglia di Montante e Ivan Lo Bello era sostenuta anche da ministri e magistrati. E io mi fermo lì, quello che è successo dopo non può essere utilizzato per gettare fango su scelte prese in quel periodo storico».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")