mario draghi ucraina guerra kiev

NON È UN ADDIO ALLE ARMI, MA QUASI - DRAGHI BLOCCA IL QUARTO DECRETO SULLE FORNITURE MILITARI AGLI UCRAINI – IL PREMIER SCOMMETTE SUI CANALI DIPLOMATICI CHE SI SONO FATICOSAMENTE RIAPERTI CON IL CREMLINO E CON QUESTA MOSSA EVITA POLEMICHE CON LEGA E M5S SULL'INVIO DI MEZZI PIÙ PESANTI. UN ALTRO DECRETO ARRIVERÀ SOLO SE… - DAGOREPORT

DAGOREPORT

https://m.dagospia.com/dagoreport-a-che-putin-e-la-notte-intanto-si-e-aperto-il-dialogo-tra-russia-e-stati-uniti-310511

 

DRAGHI

Federico Capurso e Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

 

Non è un addio alle armi, ma un congelamento. Il quarto decreto sull'invio degli aiuti militari all'Ucraina, già allo studio da giorni, viene per il momento accantonato.

mario draghi al forum verso sud 2

 

Il governo è d'accordo a valutare l'evoluzione del conflitto prima di ogni altra decisione formale, e Mario Draghi scommette molto sui canali diplomatici che si sono faticosamente riaperti con il Cremlino.

 

È vero che ieri Emmanuel Macron ha assicurato al presidente ucraino che le forniture di armi «aumenteranno e saranno intensificate nelle prossime settimane», ma dal punto di vista italiano cambia poco nella strategia europea. Per Palazzo Chigi sembra giunto il momento di analizzare cosa è cambiato rispetto alle fasi iniziali dell'aggressione russa e alle successive settimane di conflitto esteso a tutto il territorio nazionale.

L INCONTRO TRA JOE BIDEN E MARIO DRAGHI VISTO DA CARLI 1

 

La guerra ora si sta nuovamente localizzando, a sud e a est, e la resistenza ucraina sta prevalendo, anche grazie all'enorme quantitativo di armi arrivate dai Paesi occidentali, Italia compresa. L'ultimo decreto, il terzo, è stato appena pubblicato in Gazzetta ed è in grado di coprire le prossime settimane. Uno stratagemma che serve al governo per evitare polemiche con Lega e M5S sull'invio di mezzi più pesanti.

 

Un altro decreto arriverà solo se il conflitto si inasprirà e volgerà di nuovo al peggio per Kiev. Per adesso non ci saranno ricognizioni sui mezzi disponibili dell'esercito. Già di ritorno dagli Stati Uniti, dallo staff di Draghi si invitava alla cautela. Con il presidente americano Joe Biden, spiegano fonti di Palazzo Chigi, non si è parlato di armi ma molto di diplomazia e della necessità di aprire un tavolo di trattative con tutti i principali protagonisti del conflitto, anche gli Usa.

 

MARIO DRAGHI JOE BIDEN

Una postura che secondo i diplomatici ora favorirebbe il ruolo naturale di mediatore che può tornare a rivestire l'Italia. Tanto più in un momento delicato dove si cercano spazi di negoziato mentre due Paesi del Nord Europa, confinanti con la Russia e storicamente neutrali, come Finlandia e Svezia, hanno attivato le procedure di ingresso nella Nato. Un argomento che questa mattina, a Roma, sarà al centro del confronto bilaterale tra Draghi e la prima ministra di Helsinki Sanna Marin, che più tardi, a pranzo in ambasciata, incontrerà anche Enrico Letta e Giuseppe Conte.

 

Ai piani alti del Movimento, il nuovo e più morbido vocabolario utilizzato dal premier per declinare la posizione italiana nella gestione del conflitto non è passato inosservato.

Da giorni si esprime «soddisfazione» per una linea che sempre più collima con quella di Conte.

 

L'unica vera distanza, finora, si è registrata sull'invio di armi. Ancora ieri, il leader M5S si diceva contrario a ulteriori aiuti militari e invocava un voto del Parlamento per «indirizzare» il governo verso un impegno diplomatico. Per Conte, poi, «non è più sufficiente» il via libera dato al decreto Ucraina un mese fa, per permette all'esecutivo di inviare armi fino alla fine dell'anno senza più passare dal Parlamento. Serve quindi un nuovo voto dell'Aula.

draghi conte

 

Non arriverà domani, quando il premier riferirà in Aula, ma l'occasione si presenterà la prossima settimana, con le comunicazioni che Draghi dovrebbe offrire prima del Consiglio europeo straordinario del 30 e 31 maggio. Lo ha chiesto ufficialmente la capogruppo M5S a palazzo Madama, Mariolina Castellone, trovando il sostegno della presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati e il suo «auspicio che il premier possa confrontarsi con il Parlamento».

 

draghi biden

E lo stesso ha fatto il presidente dei deputati M5S, Davide Crippa, con una lettera indirizzata al presidente della Camera Roberto Fico. Si vuole arrivare a una risoluzione di maggioranza, dunque. Questione delicata, ma un punto di caduta sembra vicino nelle prime interlocuzioni tra gli sherpa del governo e quelli del M5S. Nel testo della risoluzione non si dovrebbe fare alcun accenno allo stop all'invio di armi, ma si esprimerebbe solo la «priorità», per il governo, di lavorare per una soluzione diplomatica del conflitto. A palazzo Chigi se ne ragiona e i Cinque stelle non sembrano affatto contrari: «Così potremmo votarla» , trapela dai vertici.

 

armi ucraina

Un modo, questo, utile al M5S per uscire dall'angolo e smarcarsi dall'imbarazzo per le posizioni ortodosse dell'ex presidente della commissione Esteri del Senato, Vito Petrocelli. Resta però il problema della nuova presidenza, ora che Petrocelli è stato estromesso. Il centrodestra starebbe infatti preparando una trappola al candidato di Conte, Ettore Licheri. I voti di Lega, Fdi e Fi, potrebbero convogliare su un'altra Cinque stelle,indigesta perché vicina a Luigi Di Maio, Simona Nocerino. Nella speranza che Conte, pur di non ingoiare il rospo, abbandoni il diritto alla presidenza della commissione.

draghi bidenmario draghidraghi

Ultimi Dagoreport

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…

francesco gaetano caltagirone giorgia meloni fabrizio palermo elly schlein roma roberto gualtieri

DAGOREPORT – CALTA QUI, CALTA LÀ! -  DALLE PARTI DI VIA DELLA SCROFA E DI PALAZZO CHIGI CAPITA DI CHIEDERSI: “AHÒ, MA CON 'STO CALTAGIRONE CHE CI ABBIAMO GUADAGNATO? BANCHE? ZERO! ASSICURAZIONI GENERALI? ZERO! CONSENSI? LASCIAMO PERDERE: A PARTE LE PRIME TRE PAGINE DE “IL MESSAGGERO”, TUTTO IL RESTO DEL GIORNALE SUONA LA GRANCASSA PER IL SINDACO DI ROMA, IL PIDDINO ROBERTO GUALTIERI, CHE LASCIA CHE SIA CALTARICCONE, CON IL 5,45% DELLE AZIONI, AD ESPRIMERE LA GUIDA DELLA MUNICIPALIZZATA ACEA (L'AD FABRIZIO PALERMO) - UN FATTO CHE FA ARRICCIARE ANCHE IL NASO AD APRISCATOLE ANCHE DI ELLY SCHLEIN, CUI FA SEGUITO LO SCAZZO ALL'INTERNO DEL PD SULLA REALIZZAZIONE DELL'INCENERITORE ANTI-MONNEZZA DELL'ACEA - I “CONSIGLI” DI GUALTIERI A PALERMO DI USCIRE DAL CDA DI MPS (FATTO) E DA QUELLO DI ASSICURAZIONI GENERALI (LETTERA MORTA) - APPUNTAMENTO ALL'ASSEMBLEA DI ACEA DEL 3 GIUGNO...

andrea martella simone venturini venezia sondaggi

DAGOREPORT - LE PREVISIONI FLOP SU VENEZIA SCOPERCHIANO, PER L'ENNESIMA VOLTA, LA FALLA DEL SISTEMA SONDAGGI – I PICCOLI ISTITUTI CHE HANNO EFFETTUATO RILEVAZIONI LOCALI (I GRANDI COSTANO TROPPO PER ELEZIONI COMUNALI), DAVANO PER VITTORIOSO IL DEMOCRATICO ANDREA MARTELLA, CHE INVECE È STATO SCONFITTO AL PRIMO TURNO DAL DESTRORSO SIMONE VENTURINI – COLPA DEL CAMPIONE TROPPO PICCOLO DI INTERVISTATI, UNITO ALL’ALTA VOLATILITÀ DEL VOTO D'OPINIONE E ALLA GRANDE PERCENTUALE DI INDECISI - PESA MOLTO LA DISTANZA ORMAI SIDERALE TRA POLITICA E TERRITORIO (PRIMA I PARTITI AVEVANO IL “POLSO” DELLA COMUNITÀ GRAZIE ALLE SEZIONI LOCALI E ALLE FESTE A SUON DI SBRACIATE, ORA AL MASSIMO SI ACCONTENTANO DEI LIKE E DI QUALCHE COMMENTO SU INSTAGRAM)

venezia elezioni sindaco simone venturini andrea martella elly schlein

DAGOREPORT - LA TRAGEDIA VENEZIANA È L’ENNESIMA CONFERMA DELL'INADEGUATEZZA (PIETOSO EUFEMISMO) DI ELLY SCHLEIN A GOVERNARE LA POLITICA – LA MINCHIATA, LA PIU' MADORNALE, E' STATA LA SCELTA DEL CANDIDATO ANDREA MARTELLA: A VENEZIA SI DIVIDONO TRA CHI NON LO CONOSCE E CHI NON L’HA MAI VISTO; IN QUANTO SENATORE, STA INFATTI PIÙ A ROMA CHE A MESTRE E DINTORNI – AL RESIDUATO BELLICO DEGLI APPARATI DEL NAZARENO, IL CENTRODESTRA HA OPPOSTO SIMONE VENTURINI: UN ASSESSORE, BRACCIO DESTRO DI BRUGNARO, CHE I VENEZIANI DEI CETI MEDI E BASSI, COSÌ COME LA PARTE PRODUTTIVA, CONOSCONO, E BENE - I CASI VENEZI E BIENNALE NON HANNO SPOSTATO VOTI: SE LA “BACCHETTA NERA” FA GIRARE LE GONDOLE AI 50MILA ABITANTI DI VENEZIA, I RESTANTI 150MILA ELETTORI SONO TRA MARGHERA, MESTRE E FAVERO, NON PROPRIO GENTE CHE VA ALLA FENICE - MENTRE DELLA RUSSIFICAZIONE DEL PADIGLIONE DELLA BIENNALE DA PARTE DI BUTTAFUOCO, AL DI LÀ DELLE ÈLITES, GLI ELETTORI SE NE FOTTONO, AVENDO PROBABILMENTE ALTRI PROBLEMI DA FAR QUADRARE NELLA LORO VITA QUOTIDIANA...